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limitless ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 2 mesi fa

Hai saputo trovare le parole giuste?

"Un giorno troverò le parole giuste, e saranno semplici"

Jack Kerouac

22 risposte

Classificazione
  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Le ho trovate per me stessa, sì.

    So, vedo. 

    Le parole giuste sono sempre parole semplici, come semplice è la verità; sono il riconoscere i fatti, nella loro crudezza o bellezza. Era Pontiggia a dire che è l'eccesso a tradire la menzogna, perché la verità non ama i superlativi? Sì.

    Specialmente di fronte al dolore, alla perdita, all'angoscia, le parole pompose, altisonanti, quelle "giuste" e dorate, suonano così false da far venire i conati di vomito. Noi le diremmo mai, a noi stessi? Certo che no. Nella impossibilità di una vicinanza fisica (che è forse la "parola" più giusta e semplice che esista, l'unica inconfutabile), sono le parole semplici le uniche che possano consolare e illuminare. Le uniche che io riesca a percepire come vere. Quelle fondate su un nucleo vivo di esperienza ancora di più; ma non tutti hanno avuto le stesse possibilità di vita, non tutti hanno amato o sofferto davvero, la loro inesperienza non è una colpa. Può esserci tanta sensibilità e tanta vicinanza anche in chi non ha patito. Ma nella maggior parte delle persone no, non c'è.

    C'è arroganza e presunzione, il ribadire sempre "io".

    Forse le parole giuste e semplici sono quelle piene di un "tu" che viene visto e abbracciato e non giudicato.

  • 2 mesi fa

    Le parole giuste sono poche e semplici, è così.

    Io non so più dire, è come se le parole una volta pronunciate si deformassero. Le parole giuste sono forse quelle che non dico, mi sembra che la mèta debba essere il silenzio.

    Mi capita l’opposto quando gli argini non sono i miei, quando le mie parole devono arrivare a qualcuno e voglio che siano immediata rappresentazione delle mie intenzioni. Parlo, parlo, parlo, sperando in una chiarezza che rompa le distorsioni. Spesso non ci riesco, ma le parole non sempre - miracolo! - sono necessarie...si può “non dire” e capirsi. Si può “non dire” e accettarsi, non arrivare al Giusto e volersi bene. 

    “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

    l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco

    lo dichiari e risplenda come un croco

    Perduto in mezzo a un polveroso prato.”

    Con tutti i limiti possibili, continuo ad amare le parole. Misurate, piccole, opportune, vere. 

    • Serena
      Lv 7
      2 mesi faSegnala

      😺

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  • 2 mesi fa

    Macché, magari ci riuscissi!

    Sono d’accordo che una profusione di parole sia spesso controproducente, distolga dall’essenza e che la semplicità sia il fine a cui dovremmo tendere. Tra l’altro ho sempre avuto problemi nello scrivere temi, saggi, tesine, pareri, ecc, perché arrivo subito al punto e sono incapace di infarcirli con orpelli per raggiungere la lunghezza richiesta. Del resto, se il concetto nella mia testa è chiaro, perché mai dovrei allungare il brodo anziché affermarlo con poche semplici parole? 

    Ma spesso le parole, per quanto sentite e sincere, non bastano; anzi in certi casi sminuiscono, avviliscono l’idea o il sentimento che dovrebbero veicolare. Quante volte ho sentito dentro un magma vulcanico così forte da farmi scoppiare il petto, ma poi quando le parole per esprimerlo sono uscite fuori sembravano solo una tenue fiammella, a malapena percettibile. 

    Meglio quindi un gesto, un sorriso, un guardarsi negli occhi, un segno tangibile che dica da solo, senza bisogno di aggiungere nulla, “eccomi, sono qui, ti ascolto, per me sei importante”.

    • Serena
      Lv 7
      2 mesi faSegnala

      😺

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  • 2 mesi fa

    Io uso solo parole semplici ma non sembrano mai quelle giuste

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  • 2 mesi fa

    Sono analfabeta, senza senso e senza sensi (conservo solo il senso dell'ho fatto: perché assumo responsabilità nella mia fabbrica di azioni, ma le faccio lavorare in nero). Tuttavia sono alfabeto. Le parole giuste le invento, e sono quasi sempre ingiuste, vaghe, oceaniche, contorte (al cioccolato), deformi, fangose, palcosceniche, cosmoagonia, panthaduprince, prisciandaro, vermedrago. Ho saputo farmi trovare dalle parole in giuste modalità di rappresentazione e quindi sipario.

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  • 2 mesi fa

    Le mie parole piu' semplici sono " si" o ancora meglio " no".

    Apparentemente semplici perche' brevi e concise...ma che spesso nascono da una fraseologia interna prolissa vivace e complessa.

    Ma il piacere di essere stata capace di dire un no o un si belli tondi...mi ha veramente convinta della frase-monosillabo piu' giusta che mai!

  • 2 mesi fa

    Ma guarda, sovente sono talmente giuste e talmente semplici da essere (e lo sono quando hanno coscienza autonoma di esserlo, perché certe parole non hanno bisogno di essere cercate: sono le uniche possibili, perfettamente note) addirittura superflue, innecessarie.

    Di fronte a certe mie epifanie resto semplicemente in contemplazione, per un tempo straordinariamente nullo.

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  • le parole giuste, le scelte giuste, le persone giuste, i sentimenti giusti, i momenti giusti...niente di più difficile per me, la mia pelle è calamita e attrae verso di me le parole sbagliate, le scelte sbagliate, le persone sbagliate, i sentimenti sbagliati, e tutte queste cose convergono sempre e solamente nei momenti sbagliati.

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  • 2 mesi fa

    A detta di chi ascoltava, qualche volta si. Dipende da tante cose...i momenti, le situazioni, gli stati d'animo di chi parla e quelli di chi ascolta. Ma soprattutto dalla comprensione. Se non proviamo a comprendere, almeno in parte, quello che l'altro sta provando e vuole comunicare, sarà enormemente difficile utilizzare il linguaggio giusto, quello che l'altro percepisce come giusto, perché si sentirà capito. Se questo tentativo, anche in buona fede, non c'è...beh allora a che servono le parole. Molto meglio il silenzio.

    • Serena
      Lv 7
      2 mesi faSegnala

      😺

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  • BR1
    Lv 4
    2 mesi fa

    Trovo quasi sempre le parole giuste, solitamente non ho difficoltà nel dire le cose che penso, tranne che per certe occasioni. 

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