Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 mese fa

VERSIONE DI LATINO URGENTE!!!!!!!!!!!?

Deposita spe provinciae, Caesar pontificatum maximum petivit non sine profusissima largitione. Narrant tum matri osculanti Caesarem praedixisse se domum non reversurum esse nisi pontificem. Revera eum non latebat esse duos competitores, potentissimos et multum antecedentes aetate et dignitate. Ita tamen eos superavit, ut ipse tulerit plura suffragia in eorum tribubus quam uterque in omnibus. Praetor deinde creatus, detecta coniuratione Catilinae, cum omnibus aliis in curia suam sententiam rogatus est. Senatu universo statuente poenam capitalem adversus socios facinoris, unus Caesar censuit ut Catilinae socii conicerentur in vincula et omnibus bonis spoliarentur. Caesarem igitur illorum miseruit, quod perspiciebat quosdam coniuratos revera opprimi iniuriis atque fortunae malignitate. Post Caesaris sententiam, in senatu etiam Decimum Silanum, consulem designatum, non piguit sententiam suam pro coniuratis lenire. Quia omnino mutare turpe erat, Decimus Silanus interpretatione suam sententiam lenivit; patres enim gravius eam acceperant, Silani iudicio. Obtinuisset Caesar illam poenam coniuratis, transductis ad se iam multis patribus, nisi labantem senatum confirmavisset Marci Catonis oratio.

2 risposte

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  • 1 mese fa
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    Dopo aver deposto la speranza della provincia, Cesare aspirò al pontificato massimo non senza generosissime donazioni. Narrano che allora, alla madre che lo baciava, Cesare avesse predetto che non sarebbe tornato a casa se non da pontefice. In realtà non gli sfuggiva che vi erano due avversari, molto più potenti e di gran lunga a lui superiori per età e per prestigio. Tuttavia li vinse a tal punto, che egli stesso otenne più voti nelle loro tribù che entrambi in tutte. Eletto quindi pretore, una volta scoperta la congiura di Catilina, insieme a tutti gli altri gli venne chiesto il suo parere. Poiché l'interno Senato decretava la pena di morte contro i complici del delitto, il solo Cesare ritenne opportuno che i seguaci di Catilina fossero gettati in carcere e venissero spogliati di tutti i loro beni. Cesare ebbe dunque compassione di loro, perché si rendeva conto che alcuni congiurati, in realtà, erano schiacciati dalle sventure e dalla malignità della sorte. Dopo il parere di Cesare, in Senato anche a Decimo Silano, console designato, non rincrebbe di alleviare la propria sentenza in favore dei congiurati. Giacché sarebbe stato vergognoso cambiare idea del tutto, Decimo Silano attenuò la propria decisione con una spiegazione; i senatori infatti l'avevano recepita in maniera troppo dura, secondo il giudizio di Silano. Cesare avrebbe ottenuto per i congiurati quella pena, poiché aveva attirato ormai dalla sua parte molti senatori, se il discorso di Marco Catone non avesse rinsaldato un Senato tentennante.

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  • 1 mese fa

    su skuola.net c’è

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