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Persona ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 mese fa

L'italiano deriva dal toscano o dal siciliano?

Sempre pensato che venga dal toscano parlato dalla piccola borghesia fiorentina, ma ultimamente ho sentito qualcuno affermare che l'italiano odierno derivi dal Siciliano scritto dei poeti Siculi (prima scuola poetica e letteraria italiana) alla corte di Federico II di Svevia...

8 risposte

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  • Anonimo
    1 mese fa
    Risposta preferita

    La gente confonde l'aggettivo "italiano" in senso linguistico con l'aggettivo "italiano" in senso meramente geografico. 

    Il siciliano fu la prima lingua letteraria usata da una corte. Era una lingua che oltrepassava nell'uso i confini dell'area autoctona in cui il siciliano era nato. Cioè, il siciliano è nato in Sicilia ma veniva usato anche fuori dalla Sicilia, perché percepito come veicolo principale di cultura e prestigio. Principalmente erano i siciliani a fare del siciliano una lingua di cultura, ma si era diffuso anche in tutto il sud Italia peninsulare (dove regnava sempre Federico di Svevia) e addirittura venne scelto come lingua della letteratura anche da alcuni cantori del nord Italia. In questo senso possiamo definire il siciliano "la prima lingua italiana" (che non è toscano, quindi non è il nostro italiano), ovvero la prima lingua usata da nord a sud. Dante Alighieri scrisse che tutto ciò che in Italia fosse poesia, veniva scritto in siciliano. In realtà pare che Dante possa aver letto i testi siciliani già tradotti in toscano dai monaci. Nella Divina Commedia Dante ha usato la cosiddetta rima imperfetta siciliana (con intento di omaggiare i siciliani) che presso i siciliano però non è mai esistita. Forse Dante pensò che i siciliani scrivessero come lui da toscano avrebbe scritto. Infatti era convinto che già all'epoca esistesse una lingua di corte tutto sommato unitaria.

    Fattostà che questa lingua siciliana influenzò un altro volgare che quasi contemporaneamente si stava indirizzando verso la nobilitazione letteraria, cioè proprio il toscano. Ma non al punto da stravolgerlo. Il toscano non deriva dal siciliano bensí dal latino. Semmai ha colto dal siciliano diverse novità linguistiche; come lo stesso fece nei confronti dell'occitano o della lingua d'oïl (l'antico francese). Il siciliano stesso era stato influenzato dalla letteratura in lingua d'oc (e per alcuni punti anche da una certa letteratura araba di quando in Sicilia si parlava l'arabo).  

    Se il siciliano fosse rimasto la lingua usata da tutti gli abitanti d'Italia, avremmo potuto chiamare il siciliano "lingua italiana". In realtà è successo che fu il toscano a prendere il posto del siciliano in tutte le corti d'Italia. Infatti quella che all'inizio veniva chiamata lingua toscana, col tempo fu rinominata lingua italiana. Già dal 1500 era lingua ufficiale dei vari stati dell'area italica, ma il popolo imparò il toscano-italiano solo tra la fine dell'800 e la metà del XX secolo. 

    Quindi, il siciliano fu la prima lingua panitaliana, ma soltanto per una classe di pochissime colte persone. Su una popolazione italica di milioni di persone, il siciliano sarà stato usato nell'intera Italia non più da un centinaio di poeti. 100 persone su 20 milioni non può essere un dato tale da poter parlare del siciliano come italiano. La popolazione comune non ha mai usato il siciliano come lingua comune, se non nella sola Sicilia. Diversamente, il toscano si è imposto prima come lingua dei poeti, poi come lingua dell'istituzione (e fino a qui seguiva il percorso tracciato dal siciliano), poi ancora è diventato la scelta di sempre più non-toscani. La chiesa usava il toscano per evangelizzare da nord a sud; perché il volgare più diffuso a Roma era proprio il toscano, a causa del fatto che Roma, dopo uno spopolamento, fu ripopolata da toscani (ma anche veneti che però imparavano il toscano). Così il toscano divenne un po' come l'inglese di oggi, cioè era la lingua per così dire internazionale usata dagli Stati "italiani". A questo punto si poteva già parlare di lingua italiana. Ma bisognerà aspettare ancora qualche secolo perché questa lingua (dopo tutte le epurazioni e un processo di standardizzazione) diventasse effettivamente italiana nel senso di "parlata dall'intera popolazione indistintamente da nord a sud". 

    Riassunto: il siciliano non è italiano, ma lo ha influenzato. Il toscano è a tutti gli effetti italiano. O meglio, l'italiano è toscano standardizzato. 

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    • Credo che per lingua internazionale intendesse lingua tra le nazioni della penisola italiana, non tra le nazioni del mondo. Hai dimenticato che l'Italia era divisa in tanti stati e ogni stato aveva la sua nazionalità e la sua identità? 

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  • Beavis
    Lv 7
    1 mese fa

    L'italiano deriva dal toscano. Hai il dubbio perchè in effetti, prima della consacrazione del toscano, poi evoluto nell'odierno italiano, la scuola più fiorente era quella siciliana, sotto Federico II. Il siciliano stava per diventare la lingua della penisola, ma decadde ed al contrario fiorì la toscana con tutti i poeti che conosciamo...

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  • Anna
    Lv 7
    1 mese fa

    dal latino e dal latino volgare poi. il siciliano era considerato il volgare più importante d'italia, diciamo così, fino a che il fiorentino non fu preso come modello linguistico. 

  • Anonimo
    1 mese fa

    L'italiano moderno è il frutto di TANTI dialetti mescolati, oltre che del latino, del greco antico e dell'arabo. Nessuno prevale sull'altro.

     Non solo Dante e la scuola siciliana hanno influenzato la lingua, non hai contato Tasso che proviene dal dialetto napoletano, Petrarca che usa spesso dei latinismi, Ariosto che era bolognese, Manzoni parlava in milanese, Leopardi era marchigiano... 

    insomma abbiamo nel vocabolario parole che provengono da tutte le regioni d'Italia.

    Tant'è vero che le persone che parlano dialetti diversi non si capiscono. Un siciliano non capisce un piemontese, un romano non capisce un lombardo, un sardo non capisce un pugliese e così via.

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  • il volgare siciliano è stata la prima lingua "italiana" ad essere usata per scopi letterari, grazie anche all'influenza dei poeti trobadorici francesi in lingua d'oc che fuggirono in Sicilia dopo la crociata Albigese (la famosa scuola siciliana alla corte di Federico II di Svevia)

    E questo ben prima di Dante, ma nonostante ciò l'italiano moderno, pur avendo  reminescenze siciliane, è in gran parte (o meglio, quasi del tutto) basato sul volgare toscano.

    Molto del merito dell'unione tra queste due realtà e sensibilità letterarie e linguistiche diverse (siciliano e toscano) la si deve però a Guido Guinizelli (bolognese e fondatore del Dolce Stil novo)

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  • 1 mese fa

    Che l'italiano derivi dal toscano è innegabile. 

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  • 1 mese fa

    per abbreviare non deriva ne dal Toscano ne dal Siciliano, bensì direttamente dal Fiorentino

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  • 1 mese fa

    Dal greco e dal latino. I dialetti invece derivano a seconda di chi ha colonizzato le varie regioni millenni addietro

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