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Specchio800 ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 mese fa

Se "chi salva una vita, salva il mondo intero" (dal Talmud), chi distrugge una vita, distrugge il mondo intero?

21 risposte

Classificazione
  • Crispo
    Lv 6
    1 mese fa
    Risposta preferita

    Ciò mi sembra speculare di quella metafora, credo, dell'uomo “microcosmo”, ossia riflesso di tutte le cose. Non nel senso che l'uomo ‘rifletta’ le cose, ma che le cose si riflettano, si specchino [congiuntivo] in lui. A questa cosa noi tutti, un po’, e anzi un po’ tanto, dal mio punto di vista, “laici”, non ci pensiamo molto. 

    Non ci pensiamo che una pianta, il mare, o chessò, le stelle, non “si vedano”, e che siamo in un certo senso “noi” i loro occhi, il loro sentirsi, il loro sapersi. 

    E vabbe’, figurarsi chi capisce questi discorsi. Questo intende anche la metafora platonica. Non quindi il ridursi, ma il moltiplicarsi del mondo negli sguardi. Saluti.

  • Serena
    Lv 7
    1 mese fa

    Sì, concordo. Quando un uomo muore tutto il mondo muore.

    Nessuna azione è peggiore del levare la vita ad un altro uomo.

    Ognuno di noi è collegato al Tutto Universale. 

    Bella domanda 😸

  • 1 mese fa

    Io sono di questa idea, perchè, se il destino ha voluto far nascere una vita, con un cammino già scritto, l'avrà fatto per un motivo preciso che potrebbe essere anche di fondamentale importanza per il resto del mondo: ognuno ha una missione già organizzata dalla nascita, non penso che una vita possa essere sfruttata senza una funzione determinata!

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  • 1 mese fa

    Credo che idealmente le due versioni si possano considerare  valide entrambe, ma per arrivare a capirne il senso, bisognerebbe sforzarsi di vedere "il singolo" importante quanto "il tutto". Da un punto di vista freddamente razionale ciò non avrebbe senso, ma attraverso l'ottica spirituale e religiosa, in base alla quale in ogni parte del creato (visto come progetto unico) è presente la dignità, l'importanza  e il valore di tutto "il creato", a quel punto (in senso morale) l'espressione acquista un profondo significato.

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  • Blu.
    Lv 7
    1 mese fa

    Mi tocca dar ragione ad Allegrondo :D

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  • 1 mese fa

    Ogni cosa è infinite cose, e ciascuno di noi è ognuno di noi. Almeno in potenza, nella potenza della poesia che è il terreno in cui l'umano ha edificato se stesso, in cui genera la metafora che lo genera, come una passeggiata sul nastro di Mobius.

    "...vidi infiniti occhi che si fissavano in me come in uno specchio, vidi tutti gli specchi del pianeta e nessuno mi rifletté (...) vidi convessi deserti equatoriali e ciascuno deei loro granelli di sabbia, vidi a Inverness una donna che non dimenticherò, vidi la violenta chioma, l'altero corpo, vidi un tumore nel petto (...) vidi contemporaneamente ogni lettera di ogni pagina, vidi insieme il giorno e la notte di quel giorno (...) vidi tigri, stantuffi, bisonti, mareggiate ed eserciti, vidi tutte le formiche che esistono sulla terra, vidi un astrolabio persiano (...) vidi la circolazione del mio oscuro sangue, vidi il meccanismo dell'amore e la modificazione della morte, vidi l'Aleph, da tutti i punti, vidi nell'Aleph la terra e nella terra di nuovo l'Alpeh e nell'Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto, e provai vertigine e piansi, perché i miei occhi avevano visto l'oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo ha contemplato: l'inconcepibile universo."

    Siamo nella sfera, nell'Aleph. Abitiamo il cosmo che ci abita, siamo i creatori del mondo che ci crea. L'universo, la vita, si potrebbe forse dire che non sono altro che tutto ciò che può essere, è un formula matematicapita mai di svegliarti in piena notte in prenda al manico di scopa del sistema, è l'insieme infinito di tutte le possibili stringhe, di tutte le possibilità, e l'Io - dell'uomo, del gatto, del baobab, del cugino Pons, di un neo di Bruno Vespa - si aggancia alle infinite possibilità della realtà nei punti in cui può sentirsi vivo (e vissuto), e diventa, di volta in volta, uomo, gatto, basilico o granello di sabbia. Per cui, ammesso che Poesia e Umano coincidono (ed è così) e che pertanto "nessun uomo è un'isola", il punto di tutto, secondo il mio parere (che condivido), sta nella possibilità, di ogni espressione umana, di assumere caratteri di poeticità (ovvero la trasformazione, la genesi, il mutamento, quella bellezza che salverà il mondo): salvare una vita e distruggere una vita sono la stessa cosa e sono azioni (o pensieri) che non portano a niente se sono fine a se stessi; ma tutto cambia se diventano poesia, e quindi salvare e distruggere vite diventano metafora, squarci di luce, un nuovo giro di sfera.

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    • Abracadabra
      Lv 6
      1 mese faSegnala

      L’hai resa bene, invece. Molto bene. 
      La distruzione dell’identità fine a se stessa - e non vedo come possa avere un fine giustificato - non porta possibilità, porta morte. Questo perché la mia interpretazione è collocata su un determinato piano di lettura, molto diverso dal tuo. Ci sta! 

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  • 1 mese fa

    Mah, metaforicamente va bene qualsiasi cosa, tutto e il suo contrario, sì.

    Poi ci sarebbero svariate sfumature nel mezzo, ma do per scontato che qui si dia pochissimo peso alle sfumature.

    Diciamo anche che io sono uno dalle vedute molto ritrette, molto pratiche e molto egoistiche. La sindrome di Atlante, se possibile, cerco di evitarmela.

    • Blu.
      Lv 7
      1 mese faSegnala

      :)

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  • 1 mese fa

    La tua è la versione  Sufi della sura  V versetto 32 del Corano.  Quella più ortodossa è limitata solo ai fedeli del Profeta.

  • 1 mese fa

    Nella mia infinita ignoranza e terra-terrismo, credo che il senso (o un possibile senso) di quel versetto sia di incoraggiare la solidarietà tra esseri umani, di lodare chi aiuta il prossimo, chi si prodiga per esso, chi fa il Bene. 

    Aiutarci gli uni con gli altri non è solo un nobile principio etico, ma ha anche una sua utilità sociale: collaborare, mettere a disposizione le proprie conoscenze e capacità per il bene comune, anche solo per aiutare un altro essere umano, risulta alla fine un vantaggio per tutta la collettività. 

    Personalmente, quando leggo storie di solidarietà nella cronaca o le vedo con i miei occhi, mi commuovo. È così, prendetemi pure in giro tanto non mi importa. 

    L’aiutare il prossimo è nella natura umana; ma non sempre, non in tutti o non in tutte le circostanze.

    Chi distrugge una vita compie un’aberrazione, ma ciò non può e non deve significare il baratro per l’intera umanità. 

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  • Mario
    Lv 5
    1 mese fa

    non è così se distruggi una vita permetti ad un'altra di prendere il suo posto

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