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Crispo
Lv 6
Crispo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 mese fa

Fino a che punto non scoprirai le carte?

Dovrai pur scoprirle, se intendi giocare. A quel punto l'altra persona potrebbe chiedersi: ma il suo vero essere è questo, o quello di prima? 

20 risposte

Classificazione
  • 1 mese fa
    Risposta preferita

    E' che dovremmo considerare noi e gli altri molto più complessi ( o più semplici) di quello che siamo...

    A volte creo misteriose aspettative/attese da certe persone...per poi scoprire che c'è ben poco oltre il conosciuto e che qualche jolly ce l' avevo messo io...tanto per disquisire....ed altre improvvisamente come da un vaso di Pandora ( anche nel senso positivo, però) escono meraviglie e quella carta diviene un forziere di tesori o di brutture inaspettate. 

    L' essere è...starebbe a noi poterlo esplicare al massimo dell' estensione...ma non sempre è facile, ci va, ne siamo in grado, la situazione lo determina.

    Ed allora non resta, come al solito, che continuare a vivere pensando che prima o poi scopriremo le carte altrui ( ma anche le nostre)...quando l' occasione ci riserverà la sorte e l' opportunità...e magari potremmo sperare di dare anche noi il meglio di noi stessi...come ci aspetteremmo dall' altro.

  • 1 mese fa

    Le carte in tavola cambiano ogni istante perché è impossibile conoscere fino in fondo una persona. Puoi metterle le spie in casa, monitorarla, studiarla, osservarla 24 ore su 24, scoprire tutti i suoi più reconditi segreti...

    ... Spiace, non la conosci ancora. Se non nell'ottica della possibilità di costruirti di lei un'idea che amerai o rigetterai. (più frequente e più logica la seconda conseguenza). 

    Questo perché noi non ci conosciamo da soli. Quindi come potrebbero di conseguenza conoscerci gli altri?

    ... E anche perché siamo "liquidi" in perenne movimento, cambiamento, trasformazione e modellazione sulla base del "contenitore", delle circostanze.

    ---

    Non ti garba quello che ti ho scritto, Crispo? Ho forse travisato il senso della domanda? Fammi sapere.

    ---

    Ringrazio per i pollicini su.

  • Anonimo
    1 mese fa

    Una domanda che dovresti fare prima di tutto a te stesso. Chi mi conosce sa come sono, degli altri non m'interessa. Se vogliono mettermi al rogo pazienza, prima o poi dovranno pur accorgersi dei loro errori.

    E comunque sinceramente ho di meglio da fare che perdere tempo a litigare su un sito. È tempo sprecato che non torna più indietro.

    Che simpy, mi hai anche copiato la risposta. Dai dai che ci riesci.

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  • 1 mese fa

    Crispo, non mi è proprio mai successo. Le persone che volevano conoscermi davvero, mi hanno conosciuta. Ma non è una questione di tattica, mi viene spontaneo farlo quando sento dall'altra parte la voglia di conoscere! 

    Diverso il discorso di chi vuole la superficie: di quella si nutrirà tutta la vita. Perché dovrei imporre cose di me che non scaturiscono il minimo interesse nell'altro? Oltre ad una perdita di tempo, mi sembra svilente.

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  • 1 mese fa

    Il suo (il mio, il tuo) vero essere è quello che si percepisce nell'immediatezza, prima ancora di parole e azioni che confermino o smentiscano o mettano in dubbio, prima che la ragione (menzognera) inquini le carte col dirci "no, forse sto sbagliando, devo capire e conoscere".

    "Conoscersi è luce improvvisa" (Salinas).

    Il gioco del mistero può andare avanti tanto tempo, anche anni, e per chi non ha saputo, potuto o voluto accettare ciò che già (forse) sentiva fin da subito, sarà l'apocalisse, sempre che voglia, a quel punto, accettarlo, e non preferisca continuare a coltivare l'idea illusoria che si è fatta. Penso che tutti, prima o poi, finiscano con lo svelare la propria natura. E se non lo fanno, se sono tanto capaci da fingere tutta la vita, ci penserà a smascherarli il loro volto, che col tempo, giorno dopo giorno, anno dopo anno, si modellerà sempre più con ciò che essi sono, fino al totale disvelamento.

    Sarà quella la carta scoperta e impossibile da nascondere.

  • 1 mese fa

    Dentro di noi c'è un tabù da non far vedere, ma che prima o poi salterà fuori. Freud non l'ha messa in termini di "carte da scoprire", ma di multi-personalità. Spesso tendiamo a mascherare troppo il nostro ego con il super ego. Per questo, poi, avvengono questi grossi malintesi in amore quando, dopo mesi o anni, il partner si rivela essere meno gradevole di quanto si pensasse

    • Crispo
      Lv 6
      1 mese faSegnala

      Esatto 

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  • Anonimo
    1 mese fa

    Non ho nulla da mostrare, poiché conosco già il risultato. 

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  • Anonimo
    1 mese fa

    ma che cosa.......

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  • Paolo
    Lv 7
    1 mese fa

    FINO A CHE NON LO RITENGO GIUSTO...................!!!!!!!!!!

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  • asso
    Lv 7
    1 mese fa

    Le carte posso scoprirle in base a quello che di volta in volta mi capita. Magari io ti dico (convinta) che sono paurosissima, infatti lo sono. Tu lo crederai. Poi succede qualcosa per cui io diventi Hulk. 

    Siamo imprevedibili, ciò che vale in un momento (dettato dalla rabbia o dalla solitudine o dall’entusiasmo o ancora dalla noia) può non definirci in via esclusiva. 

    Inoltre scoprirsi è sempre una questione di fiducia, è possibile incontrare chi offre sistematicamente un’antologia di sé, che è pur sempre un suo modo di essere (anzi, una sua aspirazione, una proiezione, uno sforzo), altrimenti manco avrebbe desiderato mettersi in quei panni. 

    Mi sono persa, non so come concludere, quindi un bacino e buon proseguimento.  

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