Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 8 mesi fa

CONFRONTO DANTE E PETRARCA?

Devo confrontare "Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono" e l'incipit del canto I dell'inferno di Dante, in particolare:

-Anche Dante dà vita a una retrospezione in chiave autobiografica?

-L' errore giovanile di cui parla fa parte di una dimensione privata, come in Petrarca, o colletiva?

Grazie a chi mi risponderà (è abbastanza urgente)

1 risposta

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  • Anonimo
    8 mesi fa
    Risposta preferita

    In realtà queste domande nascondono temi complessi e di varie interpretazioni. Non si può dire in due parole ciò che necessita di una lunghezza da compito.

     Petrarca inizia con un vocativo sospeso che è il 'voi', un voi che può essere vasto, universale, se vogliamo , un voi che però resta lontano, che non ha attributi  e che fa da spettatore all'io del poeta che parla di sé. Questo tipo di rapporto viene considerato un'innovazione che ha segnato il corso della poesia lirica.Dante ha un maggiore respiro 'Nel mezzo del cammin di nostra vita': troviamo un possessivo plurale anche se il soggetto è singolare.e non è solo perché ritenesse che la vita media fosse di 70 anni, è una situazione in cui si ritrovano tutti gli uomini quando fanno un bilancio della loro esistenza e si rendono conto di essere in una 'selva oscura', cioè di non avere nessuna verità in tasca che possa giustificare la vita e la morte. Dante cerca di condividere la sua esperienza, il suo viaggio, cerca di indicare agli uomini quale sia la strada per trovare la luce, la sola luce che possa dare un senso al nostro vivere, che possa far trovare la via 'diritta'-

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