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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 2 mesi fa

Perchè giurisprudenza è una fabbrica di disoccupati?

Dovrebbe essere una delle facoltà con più sbocchi e invece la maggior parte dei laureati fanno lavori per i quali la laurea non serve nemmeno e chi è riuscito in qualche modo a sfruttarla ha stipendi talmente bassi che fatica ad arrivare alla fine del mese. Perchè accade questo? 

9 risposte

Classificazione
  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Semplicemente perchè il numero di laureati in giurisprudenza eccede di molto le effettive esigenze del mercato del lavoro, in più essendo un corso di laurea molto settoriale per loro è anche difficile ricollocarsi in altri ambiti e quindi o restano disoccupati o alla fine decidono di cestinare la laurea e dedicarsi ad altro. 

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  • Violet
    Lv 7
    2 mesi fa

    I motivi più evidenti: 

    -troppi laureati. Ogni anno giurisprudenza sforna 15mila laureati. il 15% dei laureati magistrali totali (dati almalaurea)

    - secondo motivo collegato al primo: settore totalmente saturo

    - piano di studi poco coerente con le richieste del mercato del lavoro attuale. Questo ho avuto modo di testarlo personalmente perché ho passato un mese con un neolaureato in giurisprudenza. Per carità non metto indubbio l'utilità di sapere tutto il libro di diritto privato a memoria, ma se poi si fa fatica a fare 2+2, non si spiaccica una parola di inglese e si fatica ad accendere il pc (storia vera), allora c'è qualche problema. Il soggetto in questione oggi lavora in un ristorante e onestamente è meglio così.

    ciao:-)

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  • saNDro
    Lv 7
    2 mesi fa

    semplicemente perchè ce ne sono troppi, il mercato ne è saturo da anni

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  • ReDa
    Lv 7
    2 mesi fa

    Perché c'é tanta gente con questa laurea e i lavori per i quali serve tale laurea non sono tantissimi.  Ovvio che puoi fare l'avvocato, il magistrato, ecc.... ma quante di queste figure professionali servono?   

    Inoltre quello che spesso risulta difficile é riuscire ad inserirsi nel mondo del lavoro, cioé riuscire a fare le prime esperienze lavorative.

    E mentre per altri mestieri riesci, in un certo qual modo, a maturare un po' di esperienza (magari anche andando all'estero a fare uno stage o un lavoretto piú o meno attinente al tuo settore), ció é piú difficile con una laurea in giurisprudenza.  Infatti se uno studio legale all'estero cerca gente per stage, ovvio che preferisce offrirli a chi si é laureato sul posto e non in un altro paese .... é una questione di lingua e ovviamente anche delle leggi che hai studiato.

    Il discorso puó essere leggermente diverso se hai studiato giurisprudenza internazionale (o come si chiama)... ma il discorso della lingua rimane pur sempre..... cioé se uno studio legale in Germania o in Olanda o non so dove cerca personale (stagisti o non stagisti) normalmente da la precendenza a chi parla il tedesco o l'olandese (oltre all'inglese).   

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  • 2 mesi fa

    Non saprei... pensavo che dava lavoro dato che è pieno zeppo di avvocati in Italia!

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  • 2 mesi fa

    Ce ne sono tanti, si eccede troppo in questa facoltà.

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  • Sono troppi, molto semplicemente. In realtà sono meno di ieri (e molti meno dei laureati nel gruppo ingegneristico globalmente inteso, in economia e studi aziendali e perfino in medicina e professioni sanitarie), ma sono troppi rispetto a quanti il mercato del lavoro ne riesca ad assorbire, per due ragioni:- gli avvocati sono troppi;- le carriere diplomatica, prefettizia, notarile, di magistrato, di dirigente di Polizia di Stato e di funzionario nelle autorità amministrative indipendenti (Banca d'Italia, Agcom, Agcm etc.) ovviamente riguardano solo una nicchia di persone (concorsi rari, con minimi di voto e massimi di età, con pochissimi posti e tantissimi candidati);

    - ai concorsi per la carriera diplomatica in ogni caso è rarissimo che riescano a vincere laureati magistrali in Giurisprudenza, visto che ci sono fior di laureati magistrali in Relazioni internazionali, Studi europei e altri rami dell'area politologica che sono già allenati allo studio di certe materie, anche in ottica interdisciplinare (il concorso prevede domande di diritto, almeno due lingue, storia, scienza politica, relazioni internazionali e sociologia, tutte materie

    - il giurista d'impresa e il tributarista si possono fare anche con altre lauree (teoricamente perfino senza laurea);

    - il consulente del lavoro sino a pochi anni fa poteva pure non essere laureato (e comunque al praticantato e all'esame di Stato è possibile accedere con altre lauree);- la pubblica amministrazione non è più in grado di assorbire i laureati in Giurisprudenza poiché a causa del patto di stabilità interno conseguente al trattato di Maastricht (questo governo aveva promesso di abolirlo, ma con quello che è successo difficilmente verrà fatto) le pubbliche amministrazioni sono soggette a forti limitazioni delle assunzioni (mediamente 1 nuovo assunto ogni 4 cessati, tipicamente pensionati) e ci sono pochi concorsi. Inoltre nei concorsi per laureati (ex carriera direttiva) si subisce la concorrenza di laureati in altre materie, tanto più che molti enti per le posizioni amministrative prevedono non solo le classiche lauree giuridico-politico-economiche ma addirittura qualsiasi laurea (vedi ultimi concorsi di Aci e Regione Toscana; quest'ultimo diceva «qualsiasi laurea ad eccezione di quelle di area sanitaria»).

    Vorrei rispondere a chi ha detto che un laureato in Giurisprudenza conosce a memoria il libro di diritto privato. In realtà non è di nessuna utilità imparare a memoria un manuale; semmai bisogna conoscere ciò di cui il manuale parla, nella fattispecie il codice civile (che non serve imparare a memoria: basta sapere com'è strutturato per poterlo consultare all'occorrenza), la dottrina (cioè la scienza giuridica) e la giurisprudenza (cioè l'applicazione del diritto in sede giurisdizionale).In ogni caso, non credo proprio che un corso di studi giuridico dovrebbe insegnare a parlare inglese o usare il computer. Se stiamo parlando di competenze trasversali, non si imparano di certo a vent'anni e oltre ma devono essere possedute a monte; l'università non può perdere tempo a colmare lacune della formazione precedente visto che deve offrire una formazione di livello superiore in un campo del sapere specifico (domandiamoci semmai se è giusto fare arrivare certa gente all'università). Se parliamo di competenze settoriali, allora a maggior ragione non c'entrano niente, non essendo né un corso di laurea in Lingue né in Informatica: neanche se ti iscrivi a Scienze dei beni culturali, Biologia, Chimica o Psicologia insegnano certe cose.

    Fonte/i: plurilaureato
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    • Violet
      Lv 7
      2 mesi faSegnala

      In molti corsi di ingegneria, fisica e chimica ci sono esami in lingua inglese e perfino in facoltà umanistiche come psicologia ormai excel è sdoganato. Sia chiaro, non sto svalutando lo studio tecnico sui libri, ma non basta.

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Qual è il cane più cattivo? La can-aglia

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  • 2 mesi fa

    Perché con la crisi economica la gente evita di rivolgersi agli avvocati se non è strettamente necessario.

    • Un laureato in Giurisprudenza non è per definizione un avvocato.

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