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Nicolò ha chiesto in SportTennis · 2 mesi fa

Dopo la carriera i tennisti vanno in pensione o si trovano altri lavori?

Dopo i 35 anni in media ,quando un tennista finisce la carriera ,si trova un altro lavoro o ha già guadagnato abbastanza e riesce a mantenersi tutta la vita?

1 risposta

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    Direi di distinguere tra quelli che hanno guadagnato abbastanza da viverci con agio e quelli che non ce l'hanno fatta. È chiaro che questi ultimi non hanno una gran scelta. Intendiamoci, difficilmente finiranno a raccogliere pomodori in nero: a parte che non pochi provengono da famiglie benestanti, come ogni persona che sa fare molto bene qualcosa (e loro SANNO giocare a tennis, anche se il grande pubblico non li ha mai sentiti nominare), non avranno troppe difficoltà a trovare un impiego nel loro settore; mal che vada (e non è assolutamente male), possono fare i maestri di tennis in un circolo.

    Chi ha passato buona parte della carriera fra i primi 100 della classifica, invece, ha guadagnato molto più di un impiegato di alto livello in una vita lavorativa. Diciamo anche primi 150, con il montepremi complessivo che aumenta ben più che linearmente a mano a mano che si va verso le zone più alte del ranking, a cui si aggiungono gli introiti derivanti dai contratti di sponsorizzazione. In carriera, Roger Federer ha vinto circa 130 milioni di dollari, ma contando tutto il resto è quasi arrivato al miliardo (secondo la rivista Forbes, lo dovrebbe raggiungere quest'anno).

    A quel punto, decidere se passare il resto della vita in panciolle o (più o meno) lavorando è una scelta personale. Andrea Gaudenzi, n. 18 del mondo nel 1995 con tre milioni di dollari di montepremi (ricordo che sono cifre lorde), si è laureato in giurisprudenza con grossa calma, ha conseguito un master in Business Administration e iniziato una carriera da manager e imprenditore fino all'attuale carica di presidente dell'ATP.

    Passando a nomi recentissimi, ci sono Feliciano Lopez (ancora gioca, ma si è tirato avanti), Tommy Haas e David Ferrer che dirigono rispettivamente i tornei Madrid, Indian Wells e Barcellona. Lo sbocco “naturale” è diventare coach (sempre che ci sia la voglia di continuare a girare per il mondo), ma possono aprire accademie o farsi assumere come commentatori televisivi.

    Ana Ivanović porta avanti le sue attività legate al ruolo di ambasciatrice ufficiale della Serbia per l'UNICEF. Maria Sharapova ha solo l'imbarazzo della scelta. Eugenie Bouchard non si è ritirata ma vive su Instagram. Il collerico Koellerer fa l'assistente di direzione in un'azienda e, salvo qualche estemporanea esternazione delle sue, fa parte di quelli che non fanno più parlare di sé.

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