promotion image of download ymail app
Promoted
Laura ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 2 mesi fa

RELAZIONE SU MARTIN LUTERO?

Relaziona in un breve testo su Martin Lutero e la riforma protestante 

1 risposta

Classificazione
  • Serena
    Lv 6
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    Docente di teologia biblica presso l’università di Wittenberg, Martin

    Lutero trasformò in brevissimo tempo la sua università nel centro di

    un dibattito teologico di cui egli stesso fu il promotore e il

    maggiore protagonista. L’occasione per far uscire la disputa

    dall’ambito accademico fu offerta dalla predicazione delle indulgenze

    promossa, nel 1517, da papa Leone X per finanziare la costruzione

    della basilica di S. Pietro. In Germania l’appalto per la riscossione

    delle indulgenze fu affidato all’arcivescovo di Magdeburgo Alberto di

    Hohenzollern, mentre l’incarico della predicazione fu affidato al

    domenicano Johann Tetzel, il quale si distinse per la grossolanità e

    l’efficacia con cui condusse l’opera di propaganda tra i fedeli. Il 31

    ottobre del 1517 Lutero affisse sulla porta della chiesa del castello

    di Wittenberg un documento contenente 95 «tesi» contro le indulgenze.

    Più che sullo squallido commercio delle indulgenze, il suo attacco

    verteva sulla loro assurdità morale e teologica. La Chiesa –sosteneva

    Lutero – non può vincolare le decisioni divine; se Dio ha imposto un

    castigo, solo lui può condonarlo, e il perdono divino rende inutile

    qualsiasi indulgenza

    LA GIUSTIFICAZIONE PER FEDE Il problema della salvezza era stato

    ossessivamente presente in tutta la formazione di Lutero. Nel chiuso

    del monastero agostiniano di Erfurt, attraverso una tormentata vicenda

    spirituale, egli era giunto a una visione radicalmente pessimistica

    dell’uomo, una concezione che lo aveva portato su posizioni molto

    distanti da quelle umanistiche e che sarà all’origine del suo scontro

    con Erasmo da Rotterdam. Per Lutero la natura umana era

    irrimediabilmente contaminata dal peccato originale e nulla gli uomini

    potevano fare se non abbandonarsi alla giustizia e alla misericordia

    divina: tutti gli uomini – egli sosteneva – sono peccatori e nulla li

    può salvare se non la fede nella misericordia divina. Era questa la

    cosiddetta giustificazione per fede: «Non è giusto l’uomo che opera

    molto, ma colui che, senza operare, crede molto in Cristo» . Il

    cristiano ha una doppia natura: c’è in lui un uomo interiore, che

    trova la sua piena libertà nella fede, nel rapporto con Dio, nella

    lettura delle Sacre Scritture, che esprimono autenticamente la volontà

    divina. C’è anche un uomo esteriore, che si pone in rapporto con gli

    altri uomini nel quadro della vita sociale. Le opere buone non servono

    a salvare l’uomo interiore (che si salva unicamente per la fede), ma

    soltanto a governare l’uomo esteriore e a farlo vivere in armonia con

    l’uomo interiore. L’idea dell’inefficacia delle opere ai fini della

    salvezza e, soprattutto, dell’assenza di libertà nell’uomo di

    scegliere tra bene e male, furono alla base della polemica con Erasmo

    da Rotterdam . Contro la concezione del servo arbitrio di Lutero,

    ossia dell’incapacità dell’uomo di decidere il proprio destino,

    essendo sottomesso completamente alla volontà divina, l’umanista

    esaltò il libero arbitrio, cioè la possibilità che l’uomo ha di

    cooperare attraverso le sue azioni alla propria salvezza. Il

    pessimismo di Lutero fece sì che Erasmo e molti altri esponenti

    dell’Umanesimo non aderissero alla Riforma, rimanendo all’interno

    della Chiesa di Roma.

    IL SACERDOZIO UNIVERSALE Le conseguenze di questa valorizzazione

    assoluta del dialogo diretto fra l’uomo e Dio erano di grande

    importanza. Si svalutava anzitutto il ruolo dei sacerdoti quali

    intermediari necessari tra Dio e i fedeli; secondo Lutero esisteva

    infatti un sacerdozio universale dei credenti: tutti i credenti erano

    sacerdoti perché tutti avevano ricevuto il battesimo. Nessuna barriera

    divideva di conseguenza i laici e gli ecclesiastici e questi ultimi

    erano soltanto dei delegati che svolgevano nel nome di tutti un

    determinato ufficio. La lettura e l’interpretazione delle Sacre

    Scritture («libero esame») erano un diritto di tutti i credenti e non,

    come affermava la Chiesa, un monopolio riservato ai sacerdoti. Per

    Lutero il papato stesso era un’istituzione esclusivamente umana, una

    potenza terrena, come le monarchie o l’Impero, e l’intera Cristianità

    non aveva altro capo che Cristo.

    CRITICA AL PAPATO E AI SACRAMENTI Dalla dottrina del sacerdozio

    universale dei credenti derivava inevitabilmente una diversa

    valutazione dei sacramenti. I sette sacramenti cattolici (eucarestia,

    battesimo, penitenza, matrimonio, cresima, ordine, estrema unzione),

    furono ridotti da Lutero a due. Soltanto il battesimo e l’eucarestia,

    a suo avviso, erano fondati sulla Sacra Scrittura; gli altri erano il

    frutto delle distorsioni introdotte dall’autorità ecclesiastica.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.