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Crispo
Lv 6
Crispo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 2 mesi fa

Quando esce fuori la vera natura di una persona ?

14 risposte

Classificazione
  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Quando può esercitare il potere su un altro essere umano, sapendo che non sarà mai condannato per qualunque nefandezza possa compiere.

    Da come tratta gli invisibili.

    Da questo si vede la sua natura.

  • 2 mesi fa

    Qui parti già dall'assunto stante il quale esisterebbe una vera natura per ciascuno di noi. Io personalmente credo almeno in parte a questo assunto, ma sempre un assunto rimane.

    Ti fornirò due risposte che ti sembreranno contraddittorie fra loro. Ma io è così che la vedo.

    Intanto, in tutte le situazioni limite, quelle in cui per forza di cose siamo costretti ad uscire dagli schemi contratti per abitudine o anche per convinzione personale. Te ne sono già state indicate alcune dagli altri utenti. Mi allineo a tutte le risposte di quanti hanno individuato situazioni limite.

    Però io penso che si manifesti molto anche nella quotidianità, nei piccoli gesti anche più banali.

    In questo senso io posso arrivare a comprendere di più una persona che in un momento particolare di rabbia uccide un altro essere umano che non per dire il tizio (e non ti sto parlando di questo periodo eh, ma proprio in generale) che al supermercato accatasta i propri prodotti dietro i tuoi senza nemmeno mettere il divisorio, oppure quello che con il semaforo rosso si attacca all'auto che precede la propria non lasciando lo spazio per passare ad un povero Crispo (xD) proveniente da una traversa secondaria.

    Lo posso comprendere di più perché in fondo, secondo me, la nostra natura è variegata e siamo noi a limarla e a formarla con le nostre scelte, e dietro quelle scelte che ci definiscono per come siamo in atto, rimangono tutta una serie di potenzialità positive o negative inespresse. Ora, può essere che noi nel limarla esageriamo. Può essere che ci sfuggano alcuni aspetti di noi stessi e questi riemergano, magari in situazioni limite o comunque quando nemmeno noi ce lo aspettiamo. E' chiaro che in questo caso noi abbiamo commesso un errore di valutazione che ha avuto dei risvolti tragici, però sono errori già più umani secondo me.

    Posso comprendere già di meno invece chi reitera i propri errori senza mai prendersi un attimo per riflettere, chi non capisce che è il colmo della stoltezza danneggiare gli altri senza nemmeno avvantaggiare se stessi.

    Per quanto riguarda infine le persone che sono completamente vittime del condizionamento sociale (dico completamente perché gran parte della nostra educazione si fonda su un condizionamento sociale costruito sulla repressione e tutti siamo almeno un po' condizionati), non so, io sarei quasi propenso a suggerire che queste persone in un certo senso non abbiano nemmeno una loro natura, perché in pratica in loro all'aspetto animalesco e ancestrale che vive in ciascuno di noi si sono aggiunti, a mo' di patina, tutta una serie di dogmi indiscutibili ereditati dalla società; spesso questi dogmi sono in contrasto fra loro ma queste persone nemmeno se ne accorgono dimostrando la "coerenza" tipica di chi ragiona seguendo gli schemi del bipensiero orwelliano, sovente si sentono perfetti e immacolati cittadini e giudicano gli altri con una durezza e un'assenza di empatia che sono del tutto fuori luogo. Penso che siano queste le persone più facili a lasciarsi manipolare e anche a lasciarsi andare ad atti che superano la mera violenza in situazioni limite da un punto di vista sociale, penso ad esempio al nazismo. 

    Ciò però nasce in gran parte secondo me dal modo in cui la nostra società concepisce e organizza l'educazione. Se l'educazione fosse improntata sullo sviluppare al meglio le potenzialità di ciascuno di noi, queste persone, dico quelle che (almeno all'interno della mia ottica) scelgono di non scegliere e di accettare acriticamente tutto quanto viene loro impartito, non diventerebbero mai come diventano. Se diventano così è anche perché l'educazione che ci viene impartita a partire dall'età scolare non è un percorso volto ad aiutarci ad acquisire consapevolezza di noi stessi, ad ascoltare e valorizzare noi stessi e dentro noi stessi quell'aspetto che vive in ciascuno di noi che è amore per il prossimo e per l'Universo tutto, è apertura e non chiusura, libertà e creatività non già mologazione e repressione. Se l'educazione fosse, come dovrebbe essere, l'arte di aiutarci a trarre fuori da noi stessi il meglio di noi stessi, la natura di queste persone non sarebbe probabilmente quella di un percorone pronto a farsi lupo, perché in pratica il pecorume di queste persone nasce anche dal modo in cui fino dall'età scolare sono state "educate" e, visto che questo processo di appecoramento si basa molto anche sulla repressione, repressione di alcune nostre diversità e repressione anche nel senso di punizione operata attraverso vari sistemi (dal voto, ai castighi, ai sensi di colpa, ai confronti effettuati con compagni o coetanei); e, visto che la repressione, oltre a spegnere lo spirito e il cervello, crea rabbia e scarsa convinzione nei propri mezzi (e quest'ultima in situazioni di pericolo si muta in paura, la quale a sua volta spesso alimenta la rabbia); ecco che queste persone, in apparenza ossia socialmente parlando impeccabili, sono pronte nella situazione "giusta" a trasformarsi da agnelli o meglio da pecoroni in lupi.

    Possiamo però stabilire che la loro vera natura sia quella del lupo?

    Sinceramente non so.

    Forse sono state in parte più sfortunate di altre, o forse la loro indole è quella del debole che si lascia condurre dagli altri senza mai scegliere con la propria testa o anche solo con il proprio istinto, o forse la responsabilità è quasi interamente loro, sono loro a scegliere di non definire la propria natura mediante le proprie ripetute non scelte, in fondo quante volte anche solo a livello di pensiero ci troviamo di fronte ad un bivio e scegliamo di non provare nemmeno per un minuto a percorrere quella strada scomoda che metterebbe a rischio i nostri assiomi?

    Io sinceramente una risposta a queste domande, che prevedono una conoscenza metafisica che io non ho, non te le so fornire.

    Personalmente mi affido alla mia libertà di scelta, nel senso che scelgo di credere che essa esista e sia in gran parte determinante rispetto alla mia vita: la mia stessa scelta di credere nella libertà di scelta potrebbe essere illusoria, frutto di meccanismi deterministici, sociali, biologici, educativi etcetera. Io credo di essere libero e mi affido alla mia libertà di scelta. Sono consapevole che potrei non esserlo e di essere anche condizionato dalla società, nel bene e anche nel male, faccio il possibile per essere me stesso perché credo che se ciascuno di noi fosse se stesso, fosse capace di ascoltare se stesso e di valorizzare gli aspetti migliori di sé, la vita sarebbe molto ma molto più bella per tutti. Sono consapevole anche che non tutti la vedono come me: dal mio punto di vista (sottolineo dal mio punto di vista) sono consapevole che non tutti trovano il modo o il coraggio di giungere a certe consapevolezze. Ma dare un giudizio definitivo su queste persone, indicare la loro natura, non costituisce la mia priorità: primo perché già devo definire la mia natura, attraverso le mie scelte; secondo perché so che io ho optato per questa visione della vita perché la sento adatta a me e non posso essere certo che in assoluto essa sia la migliore e soprattutto sia in assoluto vera.

    Ovvio che tendo ad evitare certe persone o se mi mettono il bastone fra le ruote a contrastarle, in questo senso le giudico, ma il mio è un giudizio soggettivo direi quasi istintivo, anche se spesso corroborato da ragioni logiche: non penso di essere in grado di individuare la vera natura di nessuno. Dunque come potrei essewre certo al mille per mille di quali siano le situazioni in cui essa emerge? E, in ogni modo, secondo me, la natura di ciascuno di noi è così complessa da sfuggire ad ogni tentativo di essere inquadrata e trasformata in una sorta di essenza. Per dirti, può essere che il peggiore criminale del mondo in certi rari momenti possa avere sentimenti o comportamenti di amore sincero nei riguardi del prossimo e dei viventi tutti.

    Ciao :-)

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  • 2 mesi fa

    Quando si sente "oppressa", la reazione

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  • Miao
    Lv 7
    2 mesi fa

    Quando meno te lo aspetti. 

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  • 2 mesi fa

    Penso che le peculiarità di ognuno si compongano  di molte sfaccettature, che sono qualità, e limiti della natura umana, ma per potere testare queste caratteristiche, bisogna analizzare l'individuo in tutte le esperienze dell'esistenza, del proprio rapporto con se stesso e con gli altri, osservando come si confronta e reagisce a ogni stimolazione o situazione esterna, dalla più semplice e ordinaria, fino alla più complessa o drammatica.

    Solo se  in tutte le possibili occasioni, con le relative scelte compiute, l'individuo avrà dato retta soltanto al proprio istinto e alla propria coscienza, senza nessuna costrizione esterna, potremo dire che quel modo di agire scaturiva  dalla sua natura. 

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Nei momenti difficili della vita. Capita che persone che trasmettono l'impressione di essere sempre allegre e positive poi, di fronte a grandi sofferenze, reagiscano dando da pensare che quello che sembravano fosse solo un'apparenza fittizia.

    • Crispo
      Lv 6
      2 mesi faSegnala

      Si, anche 

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  • 2 mesi fa

    Quando sottomettendosi ha ottenuto quello che voleva.

  • 2 mesi fa

    Quando si trova costretta ad affrontare le proprie avversità oppure quando può decidere il destino di una persona indifesa per esempio.

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Nei periodi difficili 

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Quando viene messa alle strette

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  • 2 mesi fa

    Al cesso.                  

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