mikizzi ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 6 mesi fa

Può una società che ha un'aspettativa di vita alta essere incapace di comprendere il suo valore? ?

Temere la morte e tenerla più lontana possibile e' un segno di non valorizzare il presente?

Aggiornamento:

Che paragone ci potrebbe essere, qualora ci fosse, con le popolazione passate dove l'eta' media era la meta' di oggi?

4 risposte

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  • 6 mesi fa
    Risposta preferita

    In passato si viveva meno ma più intensamente - più in comunione con la natura, con la divinità, con le forze spirituali interne. Sto pensando, ovviamente, non tanto al mondo occidentale quanto a quello degli indios d'America (per esempio). In occidente abbiamo un esempio di civiltà antica che era immensamente superiore a quella odierna - quella Greca, ovviamente - sotto ogni punto di vista: civile convivenza, progresso, saggezza, religione. Il più grande simbolo del progresso mondiale negli ultimi 100 anni (cioè in epoca moderna) è stato internet, e per quanto internet sia un'invenzione tecnicamente prodigiosa, ha creato svantaggi profondi a fronte dei più numerosi vantaggi.

    Quanto alla morte, io credo che, anzi, oggi ce ne preoccupiamo meno di quanto dovremmo, in linea generale. Abbiamo l'idea irrazionale di essere immortali e questo non dipende solo da un nostro istinto naturale ma anche da ciò che ci propone la cultura di massa. Il mito della ricchezza e dell'onnipotenza narcisistica, ad esempio. E al crescere di questa convinzione delirante (quella d'essere eterni), cresce anche il terrore che proviamo nei confronti della morte. Terrore incentivato dall'attaccamento alle cose materiali fornite al prezzo di quasi nessun impegno dal mercato capitalistico. 

    E' l'autolesionismo che regola le strategie e le logiche della società odierna. Non sto dicendo che dovremmo essere tutti hippies. Sto dicendo che dovremmo prendere consapevolezza di non dovere entrare in attaccamento dipendente con nessuna cosa al mondo. Ideale stoico - ideato guarda caso nell'antica Grecia di cui parlavo. Tutto è passeggero, noi siamo passeggeri, ogni cosa prima o poi ha una fine.

  • L'essere umano di per sé tende a migliorare la sua condizione, il modello di società stereotipato di oggi e il modello economico ci fanno andare alla ricerca della stabilità economica, la bellezza, a migliorare ciò che si è addirittura diventando ciò che non si è perché lo stereotipo lo impone.

    Per valorizzare il presente bisogna quasi sentirsi fortunati di essere ancora in vita o di esserti sfamato anche oggi il che tutto ciò lo diamo per scontato perché non consapevoli di cosa vuol dire patire la fame e vedere gente morire per colpa della parte benestante del mondo. 

    In questo universo l'equazione deve bilanciarsi, c'è un + e un -

  • Saul
    Lv 7
    6 mesi fa

    Figurati..         

  • Anonimo
    6 mesi fa

    Ma che caxxo di domanda é? Ora per vivere il presente non mi interessa della morte?  Ma vafangul strunz

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