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Quanto siete disposti - cattolici - ad accettare il pensiero spirituale degli altri?

All'apparenza può sembrare una domanda banale perché potreste pensarla giustamente così: "Io mi reputo una persona tollerante e aperta al dialogo, per cui, accetto il pensiero spirituale degli altri" ma io vorrei spingermi oltre.

Spiego meglio.

Accettare è sinonimo di "aderire (in senso lato), tollerare, meglio ancora accogliere".

Ora, chi di voi cattolici ha la propensione ad accogliere il pensiero altrui? Facciamo degli esempi calzanti!

Se noi discutiamo su un argomento e giungiamo ad conclusione che per ipotesi "contrasta" col vostro credere, quanto siete disposti ad accettare (alias, accogliere) la conclusione divergente dal vostro credo?

Io questa la chiamo: "capacità di essere flessibili": in linea o meno con il mio credo, mi pongo una domanda e, trovata la risposta dopo ATTENTA ANALISI INTROSPETTIVA, la accolgo, anche a costo di dover modificare le origini del mio credo.

Ma scusatemi, non è questo il giusto atteggiamento di chi si definisce "alla ricerca"?

Altrimenti, scusatemi ancora, è inutile dibattere su argomenti di religione o spiritualità se non si ha la propensione mentale/spirituale/interiore ad accettarli. Mi sbaglio? Confutatemi allora!

Riflessioni?

Prego, sono tutta orecchi (occhi, in questo caso).

10 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    Beh, per me un vero cattolico sa riconoscere quando la propria religione "sbaglia".

    Essere cattolico non vuol dire assecondare tutto ciò che viene detto dalla chiesa, anzi...perché si ricorda sempre che la chiesa è fatta dall'uomo, e ogni uomo può e ha diritto a sbagliare.

    Non pregiudicherei una giusta idea solo perché non rientra nel mio credo!! Anzi, la accoglierei ancor di più proprio perché è una cosa "nuova", una novità che prima non conoscevo!

    Assolutamente, mai imporsi dogmi...perché i dogmi nella fede non esistono! Puoi sempre accorgerti che aver sbagliato e quindi "modificare" la tua teoria.

    Peraltro, non accettarlo, sarebbe solo presunzione...

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  • 2 mesi fa

    Ciao ...

    Innanzitutto osserviamo che questa tua domanda ricorda quest’altra << Secondo voi S. Paolo ha interpretato bene la volontà di Cristo con il suo comportamento? >> (vedere il link inserito nel mio commento)

    E poi ripetiamo che ─ lo so, è la mia solita solfa, ma ci tengo ─ io sono schifato allo stesso identico modo tanto della CREDENZA, tanto della MISCREDENZA e tanto dell’AGNOSTICISMO … giacché io sono un convinto ateo COMMENSURABILISTA: determinista; relativista; Einstein-iano; Freud-iano; Marx-iano; Galilei-ano; etc., etc., etc.

    Bene - bene - bene, ora passiamo al dunque.

    “Accettare” il pensiero altrui è la MIA battaglia di sempre, ovviamente quel tuo ACCETTARE io lo traduco in << ricerca di una ragione INTELLIGENTE nel pensiero non mio >>.

    Se riflettiamo sul nostro medesimo << pensiero >> possiamo osservare che esso si distingue in SINCERO ed IPOCRITA: asseconda se diciamo quello che effettivamente pensiamo, oppure se tentiamo l’inganno … tipo il consiglio che daremmo ad un nostro avversario in una ipotetica caccia al tesoro.

    ─ Il pensiero sincero (a sua volta) si distingue in PROFONDO e SUPERFICIALE: ciò dipende se proviene da un nostro convinto ragionamento, oppure se è una semplice lezione imparata a memoria.

    ─ Il pensiero ipocrita è (invece) sempre una MALAFEDE! In quanto alla cosiddetta “bugia a fin di bene” in realtà quella è una particolare sincerità: se io intuissi che dicendoti << A >> tu penseresti il contrario di quel che penso, allora io ti direi << non A >> affinché tu pensassi quel che io davvero penso. Viceversa è una chiara ipocrisia la “verità a fin di male”.

    Ora ciò che caratterizza il pensiero ipocrita è la contraddizione sistematica, giacché << il bugiardo deve avere buona memoria >>: una memoria straordinaria e disumana allo stesso tempo, anche se alle volte …

    Il sincero invece è lineare (consequenziale, coerente), questo almeno quando non ripete passivamente il pensiero altrui … e la matematica è il più strepitoso esempio di pensiero sincero! Solo chi è digiuno di matematica può favoleggiare l’oggettività di certi concetti: le rette parallele, i numeri (reali o immaginari che siano), i piani cartesiani … mica esistono veramente.

    . . .

    Detto questo, è normale attaccare chi non accetta il nostro pensiero, lo faceva anche Galileo! Tuttavia un conto è supporre che l'altro sia in MALAFEDE o SUPERFICIALE; un conto è supporre che l'altro sia INDEGNO del diritto della parola: pazzo, stupido, operaio, sorpassato, poco nobile, demoniaco, complottista … ossia la tipica supposizione messa in piedi dai credenti, dai miscredenti e dagli agnostici!

    (─) Dare del SUPERFICIALE significa ANALIZZARE l'intendere antagonista, per poi cercare di fargli fare quel salto che non avrebbe fatto! Ciò nonostante, poiché analizziamo l’altrui intendere, il salto che dovrebbe fare qualcun altro … “rischiamo” di farlo noi. Ma anche nel veder una presunta “MALAFEDE” non blocchiamo nulla e questo perché dobbiamo dimostrare la presunta contraddizione (tipica di una malafede), ossia dobbiamo sviscerare quell’altrui pensiero.

    (─) Viceversa il reputare INDEGNO un pensiero diverso dal nostro, significa IGNORARLO: non prenderlo in considerazione e magari (cosa ancora più grave) fare di tutto per BLOCCARLO alle orecchie della maggioranza. In generale chi non prende in considerazione il pensiero altrui è ─ per forza di cose ─ mentalmente chiuso.

    • https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20200404170049AAuvDS5

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  • Andrea
    Lv 5
    2 mesi fa

    Purtroppo è un argomento particolare, ci sono persone assolutamente chiuse che per loro ciò che viene letto nei testi sacri è assolutamente vero e non c'è spazio per dubbi o interpretazioni.

    Gandhi disse, "Ci sono tante religioni quanti sono gli individui", con questa definizione mi trovo pienamente d'accordo.

    Io mi definisco credente, sono cattolico, ma non condivido molte decisioni/regole della chiesa ne tantomeno  mi fido molto di ciò che c'è scritto nei vangeli e bibbia.Non dimentichiamo che sono stati scritti da persone, quindi se si riflette noi stiamo andando "a fiducia" su quello che hanno scritto...Io credo probabilmente per lo stesso motivo per cui secondo me ogni popolo crede a qualcosa...  perchè l'uomo ha bisogno di dare spiegazione  a ciò che non può spiegare con il raziocinio, perchè in momenti di difficoltà quando tutto sembra perso la speranza è una fonte di energia e sperare/confidare in un "qualcosa/qualcuno" aiuta...

    Per le altre religioni, mi sento aperto ad ascoltare ciò che gli altri hanno da dire, non cambio la mia perchè per il mio modo di pensare una vale l'altra, questa è la religione che ho vissuto da piccolo, inoltre chi ci dice che semmai un dio esista non sia lo stesso per tutte le religioni ma chiamato in modo diverso? sempre ritornando al fatto che tutti i testi sacri di tutte le religioni sono scritte da persone (di cui la sanità mentale è sempre da verificare)

    Per quanto ti ho detto mi posso definire si credente ma sicuramente molto aperto.

    PS: aggiungo che mi sono trovato a parlare con altre persone cattoliche di argomenti di bibbia e religione...ho obiettato a visioni "letterali" dei testi e naturalmente non hanno saputo controbattere, perchè se vai ad analizzare bene i testi ci sono centinai se non migliaia di lacune...

    PPS: mia sorella insegna religione, fa seminari con la curia....mi disse che quando li fanno i sacerdoti dicono "quello che diciamo qui, qui resta" e lei infatti non lo racconta ma ti fa capire quante cose la chiesa "interpreta" a modo suo.

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  • 2 mesi fa

    Lo accetto se è sostenibile logicamente, anche dal mio punto di vista ovviamente.

    PS.non sono cattolico ma ammetto che ci possa essere un po' di verità in ogni religione, ma nessuna e nessuno a mio avviso ha la verità assoluta in tasca, tutte alla fine commettono errori chi più chi meno. Solo Cristo mi pare che in tutta la storia abbia avuto la pretesa di definirsi egli stesso "la verità". Potrebbe essere questa una base da cui partire...

     

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  • Acq
    Lv 7
    2 mesi fa

    Sarò sincero: non ho mai capito cosa significhi "spirituale" o "spiritualità". 

    Al netto di questo, mi comporto con le opinioni sulla religione così come mi comporto con tutte le altre opinioni. 

     

    Se l'opinione è ragionata l'assorbo e lascio che mi arricchisca. 

    Se l'opinione è campata in aria, lascio che mi scivoli addosso. 

     

    Poi, ovviamente, ci sono argomenti che vanno ad intaccare la libertà individuale, la struttura sociale o le tradizioni radicate. Ecco, in queste situazioni sarebbe il caso di sedersi a tavolino e cominciare a stabilire dei limiti, perché una delle due parti deve fare un passo indietro.

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  • TdC
    Lv 6
    2 mesi fa

    ottima domanda ed è accompagnata da un ottima riflessione..

    Sto a vedere.

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  • giokko
    Lv 6
    2 mesi fa

    Questa domanda vale per tutti 

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  • 2 mesi fa

    Accogliere (e termini simili) non significa "condividere". Io ho vissuto molti anni in paesi di fede prevalentemente islamica e, pur comprendendo le loro motivazioni storico/religiose, non mi sono mai sognato di accettare che "la donna è un gradino inferiore all'uomo", come recita il Corano, né l'obbligo morale di ogni musulmano di uccidermi perché avendo io conosciuto l'Islam, non l'ho accettato e, per loro, "ho voltato le spalle ad Allah".

    Il mio pensiero spirituale non lo posso, non lo voglio, sminuire o barattare solo perché un altro da me la pensa diversamente. Posso, e lo faccio, rispettare la sua fede ma non per questo "flessibilizzare" la mia.

    Se la mia mente non ammette la possibilità della reincarnazione devo forse accettarla? Ascolto volentieri chi me la spiega secondo il suo credo, ma mi permetto di discutere e non accettare.

  • 2 mesi fa

    Io accetto che gli altri abbiano il loro credo e non mi permetterei mai di andarli a criticare per una cosa così intima (l'essere).

    Mi aspetto un confronto sull'"essere" ma ognuno ha il diritto di professare la religione che si sente (che sua cattolica, musulmana, atea, tdg,...) 

    Se si parla delle azioni, quindi del "fare", invece trovo più sensato che possano esserci critiche. 

    Io mi aspetto che uno convinto della propria religione non accetti i precetti di un'altra, ma il rispetto lo si deve dare a prescindere 

    Non so se mi sono spiegato 

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  • saNDro
    Lv 7
    2 mesi fa

    telegraficamente: accettare non significa condividere, si può accettare e immettere in discussione, si può accettare e sorvolare, si può accettare e far orecchie da mercante

    • ...Mostra tutti i contatti
    • saNDro
      Lv 7
      2 mesi faSegnala

      la vita è teatro, tutto sta nell' usarlo al momento opportuno e le proprie "pensate" condividerle con pochissimi, un abbraccio

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
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