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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 2 mesi fa

Cosa pensate che ci sia dopo la morte ?

Ho paura che dopo la morte ci possa essere l'inferno oppure un'altra brutta vita fino all'infinito, se ci ragiono troppo rischio di perdere la sanitá mentale. Mi spaventa anche che ci possa essere l'eternitá in una condizione psicologica negativa. Voi come fate ad affrontare questo pensiero? 

18 risposte

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Troverai quello che c'era prima di nascere.

    Ecco risolta l'ansia.

    La paura di morire è una cosa naturale, la paura di venire punito in eterno dopo che sei morto, è un delirio. Ti hanno fatto credere a queste cose da deficienti così con questa paura accetti qualunque sottomissione, vai alla domenica a dare soldi a un ladro vestito di seta e argento che ti dice che è bello essere poveri, gli dici cosa fai a letto e lui ti dice cosa votate.

    La paura che il dio buono e giusto ti mette arrosto in eterno è uno strumento per controllarti in vita.

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  • 2 mesi fa

    Poiché la credenza che l’anima viva dopo la morte è così diffusa, è istintivo per gli uomini pensare che nella vita debba esserci qualcosa di più di quello che hanno ora. Questi sono sentimenti del tutto naturali, poiché la Bibbia dice che Dio “ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore”, cioè nel cuore degli uomini. Il desiderio dell’“eternità”, o di vivere per sempre, diverrà realtà nel caso di molti. Prima però c’è da mettere a posto qualcosa: l’imperfezione e il peccato che causano la morte dell’anima umana. (Romani 5:12) Una volta eliminate queste cose, il corpo umano sostenuto da Dio potrà vivere per sempre. — Rivelazione 21:3, 4.

    Ma che speranza c’è per quelli che sono già morti? La Bibbia dà una speranza concreta! La promessa che anime morte saranno riportate in vita come persone umane sulla terra, sì, che saranno risuscitate, è sicura. — Giovanni 5:28, 29

    I risuscitati apprenderanno allora qual è il proposito di Dio per l’anima umana. E nel caso di quelli che mettono in pratica ora la Parola di Dio, “che hanno fede per conservare in vita l’anima”, il processo della respirazione non dovrà mai cessare!

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  • 2 mesi fa

    Credo saranno in tanti a capire come si sente, anche mio marito, un tempo fervente cattolico e sacerdote mancato, fu afflitto dal timore di vivere nell’aldilà in un luogo infuocato chiamato erroneamente inferno.

    Coloro che insegnano che l’inferno sia un luogo di tormento diffondono un’idea che offende Dio e ne mette in cattiva luce le qualità. In effetti la Bibbia dice che Dio distruggerà i malvagi. (2 Tessalonicesi 1:6-9) Ma la giusta ira non è la qualità predominante di Dio.

    Dio non è malvagio né vendicativo. Pone addirittura questa domanda: “Io provo forse piacere se l’empio muore?” (Ezechiele 18:23, Nuova Riveduta [NVR]) Se Dio non si compiace della morte di gente malvagia, come potrebbe provare piacere, per tutta l’eternità, nel vedere che vengono tormentati?

    La qualità più importante di Dio è l’amore. (1 Giovanni 4:8) “Il SIGNORE è buono verso tutti, pieno di compassioni per tutte le sue opere”. (Salmo 145:9, NVR) In cambio Dio vuole che impariamo ad amarlo sinceramente. — Matteo 22:35-38.

    L’insegnamento secondo cui le anime soffrono nell’inferno incoraggia ad avere una paura morbosa di Dio. Per contro, chi conosce la verità riguardo a Dio e impara ad amarlo avrà un sano timore di lui. “Principio della saggezza è il timore del Signore, saggio è colui che gli è fedele”, dice Salmo 111:10. (CEI) Provare tale timore verso Dio non significa vivere nella paura, ma nutrire rispetto e profonda riverenza per il Creatore. Tale qualità suscita in noi un sano timore di dispiacergli.

    Vediamo come conoscere la verità riguardo all’inferno ha influito su Kathleen, una donna di 32 anni, ex tossicodipendente.

      Festini, violenza, immoralità e comportamenti dettati dall’odio per se stessa erano la sua vita. La donna ammette: “Guardavo la mia bambina di un anno e pensavo: ‘Ma cosa le sto facendo? Brucerò nell’inferno per questo’”. Kathleen aveva tentato in tutti i modi di togliersi il vizio della droga, però non ci era mai riuscita. “Io volevo comportarmi bene”, dice, “ma nella mia vita e nel mondo intero vedevo solo miseria. Sembrava non esserci nessuna ragione per comportarsi bene”.

    Un giorno Kathleen conobbe i cristiani testimoni di Geova. “Imparai che l’inferno di fuoco non esiste. Le prove scritturali erano schiaccianti”, dice. “Fu un vero sollievo sapere che non sarei andata a bruciare nell’inferno”. Apprese pure che secondo la promessa di Dio gli esseri umani potranno vivere per sempre su una terra in cui la malvagità non esisterà più. (Salmo 37:10, 11, 29; Luca 23:43) “Ora avevo una vera speranza: vivere per sempre sulla Terra che Dio, Geova, riporterà ad essere un paradiso!”, dice con entusiasmo.

    Kathleen racconta: “Quando provavo un intenso desiderio di drogarmi, pregavo Geova, implorando il suo aiuto. Pensavo a come lui considera vizi così degradanti e non volevo deluderlo. Egli ha esaudito le mie preghiere”. (2 Corinti 7:1) Il timore di dispiacere a Dio ha permesso a Kathleen di liberarsi dalle sue dipendenze.

    Se coltiviamo l’amore per Dio e un sano timore di lui, non la paura del tormento nell’inferno, saremo spinti a fare la sua volontà e potremo avere felicità duratura. Il salmista scrisse: “Beato chiunque teme il SIGNORE e cammina nelle sue vie!” — Salmo 128:1, NVR.

                           Noti bene

      Alcune versioni della Bibbia creano confusione traducendo due diverse parole greche: "gèenna” e “hàides” con la stessa parola “inferno”. Nella Bibbia con il termine gèenna si intende la distruzione totale, senza speranza di risurrezione.

    D’altra parte, coloro che si trovano nell’hàides, o Ades, hanno la speranza di essere risuscitati.

    Per questo, dopo la sua morte e risurrezione Gesù “non fu abbandonato nell’inferno”, come assicurò l’apostolo Pietro ai suoi ascoltatori. (Atti 2:27, 31, 32, Sales; Salmo 16:10) Il termine tradotto “inferno” in questo versetto è il vocabolo greco hàides. Gesù non andò in qualche luogo infuocato. L’Ades, o “inferno”, era la tomba.

    Gesù però non è l’unico che Dio fa uscire dall’Ades.

    A proposito della risurrezione la Bibbia dice: “La morte e l’inferno rendettero i morti che avevano”. (Rivelazione [Apocalisse] 20:13, 14, Sales) Svuotare “l’inferno” significherà riportare in vita tutti quelli che Dio giudica meritevoli di risurrezione. (Giovanni 5:28, 29; Atti 24:15) Rivedere i nostri cari che tornano dalla tomba è la meravigliosa speranza per il futuro! A farli tornare sarà Geova Dio, il cui amore è senza paragoni.

    Se desidera approfondire, la invito a consultare il sito:

    https://www.jw.org/it

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    l'evidenza dimostra che non ci sta un bel niente, poi credi pure in quello che preferisci tanto non fa differenza 

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Non penso 

    Posso ipotizzare in base a mie riflessioni che qualcosa c'è 

    Ma lo sapremo solo in quel momento

    Lascia passare ancora un 60anni 

    Non abbiamo fretta  

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Ognuno troverà il premio o la punizione, secondo le sue opere; fai bene a temere l'inferno. Esso però è evitabile: dipende da te.

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  • 2 mesi fa

    Essere altruisti, pregare anche da soli nella stanza ma sarebbe meglio andare a messa, sovvenzionare i preti che s'impegnino ad evangelizzare oltrechè farlo tu attraverso l'amore, fedeltà, umiltà, lealtà, preoccupazione nei confronti dei deboli quindi bisogna essere anche portatori di giustizia.. alla fine se fossi nato povero avresti voluto qualcuno vicino che ti avesse allontanato dai malavitosi e dalla ricerca di più soldi, seppur in modo sporco, nonché infervorato dallo sdegno nei confronti di chi ti tratta male con indifferenza o superficialità, accogliete tutti.. prima iniziate e meno avrete persone molto ferite (quindi sgorbutiche) di fronte e anche se lo fossero inizialmente bisogna essere forti perchè alla fine sarai ripagato.. nella società di oggi si potrebbe anche agire con enti no profit, però richiedendo prove del loro operato perché lì si sta pur sempre nella concezione dell'efficienza.. solo se riesci a farlo tu, contemporaneamente alla lettura del Vangelo(la connessione tra Vangelo e Bibbia è meglio farsela spiegare dai preti altrimenti ci si perde ma il Vangelo è abbastanza comprensibile per tutti), solo così potrai ricercare Dio.. nella realtà di oggi fondata sull'efficienza anche se non lo fai tu personalmente dovresti avvisare l'associazione/chiesa che sovvenzioni e richiedere le prove che sono stati lì cioè bisogna veramente essere misericordiosi e non solo per figurare di fronte agli altri o per deresponsabilizzarsi.. questo per raggiungere la compassione/pietà/misericordia di Dio ma in generale la tua fede ti salverà quindi ricercala anche attraverso la preghiera oltrechè il volontariato, o sovvenzione se proprio non ai tempo, ma almeno siate presenti con il pensiero o meglio con il cuore, lottate affinchè tutto funzioni come vorrebbe Dio, come dovrebbe perchè alla fine è concepibile a tutti la visione di non criticare, amare ed aiutare il prossimo perchè oggi tu sei nato ricco/con più posibilità/con più abilità ma: se non fossi stato così fortunato? O addirittura se, spero mai, ci finissi in quella condizione?!; ti piacerebbe un mondo aperto mentalmente senza critiche maliziose?! ti piacerebbe avere sempre qualcuno vicino in qualsiasi momento di difficoltà e che non lo faccia sforzandosi ma col cuore in modo da non fartelo nemmeno pesare?!

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    I topi forse?        

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  • 2 mesi fa

    La vita eterna 

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    L’anonimo che ha inziato la risposta con: troverai quello che c’era prima di nascere, non poteva descrivere meglio il concetto in poche righe. Quotato in pieno  

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