Mi piace chi si definisce credente secondo i suoi canoni ma alla fine fa pena ?

Perché mai una persona dovrebbe reclamare la propria libertà spirituale ovviamente aprendo porte sbagliate? Si parla dei "pacchetti preconfezionati" che preconfezionati non sono visto che da 1 credo ne nascono spesso altri come proprio nel caso del Cristianesimo che ovviamente portano in errore. La gente è morta per proteggere LE VERITÀ che siano il Cattolicesimo o Allah o altro e poi arrivano quelle persone che sentono di scegliere ciò che della religione X più gli comoda. Se per i cattolici il sesso si fa solo per dei motivi credete che sia l'imposizione su di un'idea giusta poiché libera come faccio sesso come e quando voglio o credete che sia la finta imposizione che uno vede dopo essersi creato la propria libertà per compiacersi?Gli scritti sono chiari, la legge è uguale per tutti ma non la ricerca spirituale in quanto ci è stato dato il libero arbitrio che come dimostra porta spesso a peccare. Aprite gli occhi perché il pacchetto preconfezionato è solo il concetto di libertà che ognuno si crea. 

Ecco perché gli islamici possono scegliere tra i vari imam quello che più li aggrada, quello che più gli va bene facendoli cadere nel peccato. Non costruitevi delle libertà nocive

2 risposte

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  • Risposta preferita

    Sì, in effetti è un rischio che corrono le persone che, almeno a loro dire, non si riconoscono in alcuna tradizione. Ed è appunto la critica principe che muovo alla new age da anni: la probabilità (non certezza, ma rifiutando una qualsiasi fonte esterna che non sia il proprio discernimento -il discernimento deve agire su una base, se lo si priva di quella su cosa potrebbe mai agire?-, direi che è molto alto) di creare una cosa su misura e senza alcun criterio, solo per compiacere le proprie volontà e i propri desideri, risultando in qualcosa che non migliora e non perfeziona affatto l'individuo.

    Per quel che mi riguarda, io penso che ci sia qualcosa di profondamente inconoscibile nel Divino (e quindi le varie religioni sono solo vie che cercano di "incasellarlo" nelle categorie fornite dalle varie culture in cui son nate), e che l'uomo, in quanto uomo, e dunque di natura imperfetta e finita, possa capirLo solo fino ad un certo punto, cadendo in alcune semplificazioni (se ci pensi, stessa cosa accade nelle scienze, che infatti contengono una minima parte di errore o di approssimazione e talvolta anche contrasto -si pensi al contrasto tra la fisica quantistica e la relatività generale, entrambe sembrano valide ma entrambe sembrano inconciliabili, non a caso si cerca una teoria del tutto in grado di superare la loro falsa opposizione-). Gli unici che a mio parere (poi magari erro, d'altronde sono umano anche io e ho ancora molte lacune sulla stessa via che cerco di seguire, figurati sulle altre!) che possono dire di aver conosciuto "faccia a faccia" (per quanto si possa dire) l'Assoluto, sono i mistici e da quel che ho letto, pare che tutti parlino di qualcosa di ineffabile e sono ben pochi, le cui esperienze estatiche (che io sappia) sono state pochissime (non so se qualcuno ne ha avute più di una decina, per dire). Costoro a mio avviso sono le fonti più dirette, oltre ai vari uomini ispirati che sono stati a fondamento di molte religioni e hanno scritto fior fior di testi che, ad analizzarli a fondo, sembrano indicare una stessa meta seppur tramite diverse vie (e a sostegno di ciò, dell'idea della "tradizione unica", sono state scritte fior fior di pagine da numerosi autori). Vie che però non vanno mischiate e vanno seguite fino in fondo, per arrivare alla meta giusta, quel "mistero così sublime" di cui parlava Simmaco nella sua celebre orazione per l'Ara Victoriae.

    Lungi da me il credere che non vi siano altre vie possibili rispetto a quelle tracciate da altri... io credo fermamente che, con giusto criterio, giusta conoscenza e altri requisiti (tra cui l'ispirazione), si possa tracciare nuove vie, tuttavia, questi sono casi estremamente rari e, come scriveva Giamblico nel De Mysteriis, «[...]Ma la faciloneria e l'atteggiamento, che con loro danno esiste nella maggior parte degli uomini, di falsità ed inganno insopportabile, non posseggono nemmeno un po' della presenza di un Dio, ma attuano un certo movimento dell'anima contrario al volere degli Dèi e ricavano da essi un'apparizione oscura e immaginaria, la quale, in seguito alla sua debole forza, è solita, talvolta, esser turbata dai soffi dei demoni più spregevoli.[...]»

    Il filosofo teurgo parlava di ben altro in realtà, ma credo sia valido anche per la maggior parte di quelli che vogliono seguire una via propria.

    Quanto all'Islam, effettivamente, è vero che è un punto di debolezza quello che hai sottolineato, non avendo una interpretazione ufficiale del Corano ogni imam può leggerci ciò che gli sembra e ha la stessa autorità degli altri imam, creando solo confusione. Ma questo non genera automaticamente errore, a mio avviso... dipende appunto dal criterio. Però è vero anche, che non basta seguire una religione, ma bisogna anche capirla, o almeno sforzarsi per capirla secondo le proprie possibilità alla luce della storia e della cultura del popolo che la ha formalizzata, dei vari "meticciamenti" che ci sono stati nel corso della sua storia, alla luce dei suoi simboli (necessari per comprendere i riti, i miti, le feste, ecc.) e tutto ciò che non è immediato. Altrimenti, che effetto avrà se non la si condivide (d'altronde puoi davvero condividere quel che non conosci?) ma la si "segue"?

    A mio avviso è un po' come un compito in classe. Sicuramente ha più meriti chi ha studiato tutto perfettamente e ha preso 10, ma anche chi ha preso 4 pur avendo studiato tutto ha più meriti di chi ha preso 10 solo grazie ai bigliettini o perché ha studiato pappagallescamente a memoria, senza capire effettivamente cosa c'era scritto sul libro o chi ha preso 2 perché ha preferito giocare alla play invece di studiare. In poche parole, tutto dipende dal metodo e dal criterio che si usa.

    PS scusa il papiro.

  • Anonimo
    8 mesi fa

    E quali sarebbero le "verità" in  Allah o altro?

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