Qual è il libro che vi ha accompagnati mentre superavate il peggio?

Tanto tempo fa postai una domanda sul libro "compagno nell'attesa del peggio".

Passato il peggio, invece, ancora frastornati dall'esperienza vissuta, quale libro vi siete trovati accanto?

"Il libro che stringi mentre aspetti il peggio è un libro che forse non sarai mai in grado di riassumere in modo coerente, ma che non dimenticherai mai di aver avuto tra le mani":

(Roth).

Vale anche per il "dopo".

23 risposte

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  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Faccio difficoltà ad avvicinarmi ai libri quando sto vivendo il peggio, quando (forse) lo sto superando e anche quando ho il sentore che stia arrivando. L'inquietudine non sempre me lo permette. Ho bisogno di distanza per poter leggere serenamente. 

    Ci sono stati però - ci sono sempre! - meravigliosi sprazzi di luce in cui ho sentito il bisogno urgente di trovare conforto tra le parole. 

    L'ho trovato nella Poesia, la Poesia è sempre un balsamo. Forse perché arriva immediata, bastano pochi versi, poco invadente ma pervasiva. 

    Poi tra gli altri c'è un libro, scovato su una bancarella e portato a casa per puro masochismo. Non è un romanzo, per leggerne uno serve una testa sgombra dalla nebbia e il disorientamento post-traumatico non lo permetteva. 

    Si tratta di "Lettere a Milena", di Kafka. Di Milena diceva "un fuoco vivo come non ne ho mai visti". 

    Fondamentalmente l'ho letto per nostalgia del peggio, assurdo. E me lo ha rievocato, proprio come immaginavo. Però, quanto ho amato quel libro. Non l'ho mai più riletto, ogni tanto mi capita di rileggere qualche passo che avevo trascritto. 

    "Ancora sabato. Questo incrociarsi di lettere deve cessare, Milena, ci fanno impazzire, non si ricorda che cosa si è scritto, a che cosa si riceve risposta e, comunque sia, si trema sempre."

    P.S.: Non posso non aggiungere che il mio fido compagno per attendere, vivere, superare il peggio, perché mi porta sempre lontanissimo, in un tempo felice e spensierato in cui dimentico tutto, è sempre e per sempre Topolino. Poi ci sono gli altri fumetti, ma Topolino mi conduce a quell'incanto infantile pieno e assoluto che non trovo più da nessun'altra parte. E' quello che, per dirla come direbbe un suo cugino ratto a fumetti - Rat-Man! -, mi fa flettere i muscoli e prepararmi al vuoto!

  • Dimmi quello che ti pare ma, io personalmente, il peggio l'ho superato trovandomi accanto "La Bibbia". Cià!

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    • Io me ne dovrei andare e tu dovresti restare? Ha, ha, ha, ha ....... che ridere! Comunque lo consiglio anche a te quel libro, ti potrebbe veramente aiutare. Cià!

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    sleepers da cui hanno tratto il famoso film, sono riuscita a trovarlo perfino in italiano.

    leggevo una pagina e piangevo per un'ora ma sono le storie piú dure che ti tengono compagnia nei brutti momenti

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  • Blu.
    Lv 7
    2 mesi fa

    Lo so che può sembrare stupido ma durante e dopo una brutta "prova" mi hanno aiutato i gialli di Agatha Christie

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Tolkien, Tolkien e ancora Tolkien, tutto quanto anche se un ringraziamento speciale va a Frodo, Samvise, Aragorn, Legolas e le vicende della Terra di Mezzo. 

    Dietro al mio viso allegro si nasconde la lotta contro profonda depressione e tentato suicidio. 

    Non ho una storia così travagliata alle spalle eppure... È successo.

    Sono stati anni duri nei quali non ho voluto dire nulla a nessuno, perché non si preoccupassero i miei amici più cari (lo splendido gruppo che mi ha sopportata anche in quei momenti, pur non potendo capire) o la famiglia. 

    Erano vere e proprie voci nella mia testa quando tentavo di addormentarmi, come se un demone stesse cercando di persuadermi ad aprire quella dannata finestra e lasciarmi andare. 

    Pensavo di essere pazza, così mi concentravo nello studio, unico ambito nel quale tutt'ora mi reputo capace, per ricordarmi che nel mondo reale forse avevo qualche utilità, e in effetti ci riuscii: mi laureai con lode e menzione speciale... 

    In tutta questa baraonda, lessi e riflessi le pagine di Tolkien, mi permetteva di evadere e di empatizzare con quelle creature 'comuni' mentre lottavano contro una bestia senza averla cercata, erano capitati lì... Un po' come me. Mi perdevo nelle loro storie e fra le righe ho trovato tanto di quel coraggio... Avrà un eterno valore nella mia memoria. 

    È passato un po' di tempo da allora, si direbbe che ho vinto io ma so bene che non è mai detta l'ultima parola, le ombre che s'insidiano nell'animo vanno tenute costantemente d'occhio, solo così non prendono il sopravvento. 

    Ora cerco qui sul sito chi vive quelle situazioni di sconforto e cerco di strappare una risata o almeno di fare un po' di compagnia. 

    • Blu.
      Lv 7
      2 mesi faSegnala

      Samvise Gamgee è uno dei miei personaggi preferiti in assoluto

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  • 2 mesi fa

    Il Destino come Scelta di Thorwald Dethlefsen spesso mi e' di riferimento...certo dipende dalla situazione e dal mio sentire.

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  • 2 mesi fa

    Quando sto male leggere si riduce ad un elenco di parole in fila indiana senza alcun collegamento. Non riesco proprio.

    Posso però dirti qual è stato il libro che ha accolto l'inizio del mio peggio: Malone muore di Beckett.

    L'arrivo di quella telefonata ha sancito l'abbandono della lettura. Ci ho messo un po' a finirlo proprio perché lo associavo a quel momento. 

    Dice bene Roth, non dimenticherò mai di averlo avuto tra le mani né la posizione del rigo che stavo leggendo.

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  • wanial
    Lv 7
    2 mesi fa

    prima il Bosco sacro di T.Eliot, adesso mi rilasso seguendo i voli del Gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach, libri letti piu' volte, ma meno impegnativi di molti altri

  • 2 mesi fa

    Premetto che di libri non ne ho letti molti, non mi piace molto leggere libri ma ho avuto la fortuna di trovarne uno che come dici tu mi ha "accompagnato mentre superavo il peggio" quando l'anno scorso a 17 anni avevo sofferto di alcolismo il libro che mi aveva accompagnato era stato Fatte di veleno di Gigi. La storia narra di protagonisti che devono avere a che fare con dei misteriosi e maligni fantasmi, alla fine scoprono che quei fantasmi non erano nient'altro che loro stessi. Mi ci sono rispecchiato perché essendo che mi stavo rovinando da solo anche io ho dovuto affrontato il fantasma che avevo creato io stesso.

  • 2 mesi fa

    Beh... Sono indecisa perché non ce n'è stato soltanto uno ma direi senza ombra di dubbio il Vangelo gnostico di Didimo Tommaso.

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  • 2 mesi fa

    è una risposta che ho dato molto spesso: la Sacra Bibbia.

    agli studenti che chiedevano al prof Domenico Guzman quale fosse il segreto della sua profonda cultura, il santo dell'università di Bologna rispondeva: la Sacra Bibbia.

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