Come conciliate l'appartenenza ad una religione col vostro bisogno di ricerca spirituale?

La domanda investe i credenti di qualsiasi religione e non vuole escludere nessuno.

E nasce da una riflessione non di poco conto, poiché paradossalmente la scelta di una potrebbe anche escludere l'altra.

Ma se chi segue una religione - qualunque essa sia - ne segue conseguentemente anche i riti e i dogmi che questa porta con sé, come concilia la sua appartenenza religiosa a quel credo col suo bisogno - EVENTUALE - di ricerca spirituale, qualora quest'ultima possa inevitabilmente condurlo al di fuori della catechesi ortodossa della sua fede?

A meno che il vostro bisogno di ricerca spirituale non sarà limitato entro i canoni ortodossi della vostra religione ma a quel punto sarebbe una ricerca limitata entro confini precostituiti e come potrebbe mai essere realmente svincolata dai dogmi?

Il punto è che per essere realmente libera, una ricerca spirituale non deve porsi limiti che partano già dalla vostra radicata appartenenza ad una fede organizzata. Non sarebbe ricerca ma soltanto muoversi entro i paletti invalicabili di una religione.

A mio modesto modo di vedere le cose, non vendete la vostra spiritualità a chi vi dice cosa fare, come dove comportarvi e come dovete credere. 

Siate invece liberi di esprimerla, lasciandovi guidare dallo Spirito, poiché non sapete dove questi potrà portarvi ma almeno avrete la consapevolezza di aver vissuto pienamente coscienti di CHI siete realmente.

Come conciliate l'appartenenza ad una religione col vostro bisogno di ricerca spirituale?

9 risposte

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    L'esserci approdato con la ricerca spirituale, già mi sembra un punto di partenza. Poi comunque non credere mai ciecamente a qualcosa senza averlo prima "testato" cercando di smentirlo (questa di fatti, a mio giudizio, è tra le tante cose la fede: l'essere meritevoli di fiducia e se una cosa deve meritare la mia fiducia deve prima essere messa alla prova... e che modo migliore di mettere alla prova un'idea se non ragionarci ciriticamente prima di capire se la trovi sensata o meno?) e non chiudere mai le orecchie a voci dissonanti, se non portano prove proprio smentite dai dati di fatto (tipo se uno si basa sul Necronomicon, che è un libro inventato per ammissione dello stesso H.P. Lovecraft -è un caso che l'autore fittizio abbia lo stesso nome che l'autore reale usava come pseudonimo da bambino quando giocava a fare l'arabo?- allora posso anche non prenderlo troppo sul serio se poi non porta argomenti sensati).

    Per il resto io mi baso principalmente su pochi insegnamenti: uno dice che un discorso sensato è più raro di uno smeraldo, eppure puoi trovarlo in bocca anche a una serva alla macina (le parole di Ptahhotep non sono esattamente queste, ma ci somigliano).

    L'altro è il fatto che, i miti essendo miti, sono da intendere e questo porta a una già basilare informazione: sempre che, come penso, le Divinità esistano, esse ispirarono i miti (e talvolta negli oracoli si espressero in forma di mito), tra le tante cose anche per impedire la pigrizia della mente e favorire un atteggiamento di ricerca, ergo se ne deduce che ad esse ciò è caro.

    Sarei un pessimo fedele quindi se non usassi i doni di cui sono stato dotato (tra cui una res cogitans) per seguire anche questo comando, giusto?

    @Edit: con "mi baso su pochi insegnamenti" è inteso che per la ricerca spirituale, mi baso su alcuni (pochi) insegnamenti, dei quali quei due a mio avviso sono i più importanti.

  • 5 mesi fa

    Nemmeno le farfalle o le api volano tra fiori di ogni tipo; istintivamente conoscono i fiori utili e quelli che non servono al loro scopo.

    Non sono smaniose di ricerca, fine a sé stessa. 

    Io, la mia "ricerca spirituale" l'ho svolta quando ero giovane, ed ho avuto modo di confrontare la mia ferma decisione, in molte circostanze successive, con quanto la vita mi ha proposto, in tante forme diverse.

    Tu, sicuramente più giovane, dài l'impressione di ritenere più importante (e divertente, soddisfacente) svolazzare su ogni tipo di spiritualità, assaggiando tutti i nettari possibili, anche per il gusto di un gioco intellettuale, piuttosto che concentrarti su un genere di spiritualità e approfondirlo.

    I dogmi, i riti, le tradizioni, le consuetudini, le guide spirituali ti infastidiscono.Proponi il far-da-sé, ma dici di affidarti a uno "Spirito", non meglio identificato, per approdare alla piena coscienza di sé. Così, non sei convincente. Metti in ansia (forse è questo il tuo scopo) chi legge i tuoi scritti.A me, però, non piace "lasciarmi portare" (lo leggo come "abbandonarsi") senza sapere dove. E non sono affatto certo che questo mi darebbe alcuna consapevolezza, più ampia e rasserenante di quella che ho conquistato.(Grazie per le tue "proposte", sono stimolanti).  

  • TdC
    Lv 6
    5 mesi fa

    Conciliare?

    Non è semplice, anzi direi che sia impossibile a meno che tu non prenda delle pillole per far tacere il tuo cuore.

    Vuoi un pillola?

    Giacomo 3:1 Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri, sapendo che ne subiremo un più severo giudizio,

    Ecco co'sè che a volte mi ferma.. E' proprio la paura di sapere cose che magari potrei non rispettare.... Ecco che allora dico beata l'ignoranza.

    E' proprio a questo proposito che ti avevo suggerito il libro di Al- hallaj (un sufi)

  • Anonimo
    5 mesi fa

    È vero chi segue una religione segue i dogmi e percio si trova come incastrato nella sua riflessione per questo ci vuole un'attenta ricerca per accettare i dogmi giusti. Io ho accettato quelli del Corpo Direttivo dopo una lunga ricerca spirituale fatta costantemente sulla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (unica bibbia tradotta correttamente con un linguaggio facilmente comprensibile) e ho potuto constatare la falsità di tutte le altre religioni. Come hai detto tu "la scelta di una potrebbe anche escludere l'altra" quindi si tratta di fare una riflessione attenta e con cuore puro. Se i dogmi vanno raggiunti con la ricerca quindi diventano un punto di approdo non saranno più un imposizione. Magari dall'esterno li vedi come confezionati ma in realtà sono cose buone talmente buone raggiunte con la ricerca (come una torta fatta con le propria mani) che si confezionano per portarle sempre con se e farle assaggiare agli altri. Purtroppo non tutti riescono a comprendere il messaggio del Corpo Direttivo perché vogliono rimanere attaccati alle loro false dottrine. Eppure il messaggio è semplice e aperto a tutti. C'è in giro un grande apostasia

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  • Anonimo
    5 mesi fa

    Ognuno è libero di fare un quel che desidera, se la cosa non reca danno agli altri. Il resto è superfluo.

    Ciò premesso, ritengo che bisognerebbe vivere l'ambito religioso con la massima libertà: è un settore che è fin troppo personale, e non è permesso ad alcuno intromettersi nella ricerca spirituale di un altra persona. Se seguire un rituale porta ad annullare la personalità, e a mettere da parte lo spirito critico e l'individualità, è meglio evitare tale religione. Bisogna essere liberi e non schiavi di chicchessia.

  • 5 mesi fa

    il problema è che non siamo perfetti dunque, da persone ignoranti quali siamo tutti noi dobbiamo rifarsi e praticare delle regole...l unica cosa che ho imparato è che le cose piu' semplici sono anche le cose piu' difficili da compiere in questa societ'a che non va' avanti di certo con le regole spirituali..mi sento come se, dobbiamo imparare a convivere con il diavolo mentre dentro di me sento un bisogno esasperato di fare del bene invece che fare del male indirettamente come tutti noi facciamo.. l economia è la brutta bestia da sottomettere perch'e in questo mondo altamente competitivo, ritorneremo tutti all' eta' della pietra

  • 5 mesi fa

    non ho alcun bisogno nè di ricerche nè di spiriti. Per fortuna mi funziona ancora la manciata di neuroni rimasti.

  • giokko
    Lv 6
    5 mesi fa

    E' una scelta, interessarsi alla spiritualità è una scelta, farlo associandosi a una religione organizzata è una scelta.

    Penso che la scelta sia data dalle risposte che troviamo.

    Apprezzo la tua apertura al dialogo e il rispetto, cosa piuttosto rara in questa sezione, cosa che ti identifica più onesta e sincere di molti altri qua.

  • Anonimo
    5 mesi fa

    La ricerca spirituale la vivo menandomelo di brutto davanti a un bel porno perché faccio un percorso individuale di gnosi. Me lo meno di brutto per crescere nella conoscenza. Respingo i dogmi perché il dogma ti impedisce di vivere la novità... un dogma è come un porno sempre uguale non cambia nulla invece la libera ricerca spirituale fuori dai dogmi ti permette di guardarne altri magari passare da uno giapponese a uno tailandese e così via...

    RISPOSTA AL COMMENTO: Per questo uso l'anonimo onde evitare gente chiusa al dialogo che blocca gli altri perché hanno un punto vista diverso. La mia ricerca spirituale solo perché diversa dalla tua non vuol dire che sia offensiva. C'è chi medita sui testi sacri chi sui miti chi sulla letteratura. Io non faccio altro che meditare sulla letteratura erotica orientale. Dopotutto ci sono anche religioni che vivono il sesso a sfondo religioso vedi per esempio il sesso tantrico. Io semplicemente medito sulla bellezza dei corpi (non guardo le cesse con il xul0nė) e medito fino a raggiunge un punto in cui non riesco piu a trattenere i fluidi corporei... non capisco perché la mia meditazione debba essere offensiva nei tuoi confronti. Pure io vivo la contrapposizione dogma-libera ricerca ma la vivo all'interno di un ambito differente

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