Prog Jaspers ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 5 mesi fa

Sono giunto da straniero, e da straniero me ne vado?

Cambiando luoghi, cambiando continuamente il cielo sopra la testa, si sa sempre da quel che si fugge, ma non quello che si cerca. E tutto il viaggio alle spalle, non ha più senso, visto che non ci passerai più sopra, non calpesterai più la stessa strada, perché è proprio da quella strada che fuggi.

"Tu che sei in viaggio,

sono le tue orme la strada,

nient'altro;

Tu che sei in viaggio,

non sei su una strada,

la strada la fai tu andando.

Mentre vai si fa la strada

e girandoti indietro

vedrai il sentiero che mai più calpesterai.

Tu che sei in viaggio,

non hai una strada, ma solo scie nel mare."

Sì, giusto, buonanotte!

https://www.youtube.com/watch?v=tZb6a6wr_60

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6 risposte

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  • 5 mesi fa
    Risposta preferita

    Non è strano, o straniero, restare estraneo nonostante tu ci sia dentro...e se da straniero ed estraniato conosci te stesso, non sarai straniero da nessuna parte, perché un luogo lo conosci bene e sai come muoverti, ritrovandoti sempre.

    Non so esattamente cos’abbia detto, scrivo di getto...ma so che ovunque vai, sempre mèrda troverai...:))

    (Ma la cacca è concime)

  • Vavax
    Lv 7
    5 mesi fa

    Nessuno è straniero nella storia della propria esistenza finché la memoria entra.

    E spesso non bussa prima.

  • 5 mesi fa

    Andare non e' sempre fuggire...si va perche' siamo viaggiatori spaziali e nomadi nel dna...forse verso altre dimensioni che neanche immagineremmo...e credo che prima o poi troveremo un mondo giusto per noi tailor's made...su misura...ma se non ti muovi non puoi cercare e poi arrivare a cercare stando fermo.

  • 5 mesi fa

    Nel Vangelo di Didimo Tommaso, Gesù disse: «Siate transeunti!» 

    Ovvero, viandanti. Come di quelli che passano!

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  • Serena
    Lv 7
    5 mesi fa

    Vuol dire che hai aperto un sentiero per altri e gli hai facilitato la via 😺

  • Non coglie nel segno la tua domanda, non c'entra con Schubert né con 'Gute Nacht', non calza a pennello con la poesia... Però, chissà perché , non ho fatto a meno di pensare a Kavafis con la sua Itaca :) 

    «Quando ti metterai in viaggio per Itaca 

    devi augurarti che la strada sia lunga, 

    fertile in avventure e in esperienze. 

    I Lestrigoni e i Ciclopi 

    o la furia di Nettuno non temere, 

    non sarà questo il genere di incontri 

    se il pensiero resta alto e un sentimento 

    fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. 

    In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, 

    né nell'irato Nettuno incapperai 

    se non li porti dentro 

    se l'anima non te li mette contro.

    Devi augurarti che la strada sia lunga. 

    Che i mattini d'estate siano tanti 

    quando nei porti - finalmente e con che gioia - 

    toccherai terra tu per la prima volta: 

    negli empori fenici indugia e acquista 

    madreperle coralli ebano e ambre 

    tutta merce fina, anche profumi 

    penetranti d'ogni sorta;

    più profumi inebrianti che puoi, 

    va in molte città egizie 

    impara una quantità di cose dai dotti

    Sempre devi avere in mente Itaca - 

    raggiungerla sia il pensiero costante. 

    Soprattutto, non affrettare il viaggio; 

    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio 

    metta piede sull'isola, tu, ricco 

    dei tesori accumulati per strada 

    senza aspettarti ricchezze da Itaca. 

    Itaca ti ha dato il bel viaggio, 

    senza di lei mai ti saresti messo 

    in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

    E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. 

    Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso 

    già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.» 

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