Anonimo

Perchè è strapieno di adulti pieni di lauree precari e disoccupati?

Sono diplomato e da qualche anno lavoro presso un'agenzia assicurativa. Da quando lavoro là la prima cosa che mi è saltata all'occhio è l'esercito di persone adulte che vengono a portare curriculum nei quali nel più raro dei casi compare una mentre da 2 lauree in su per tutti gli altri. E poi mettici anche master, tirocini, stage, corsi, praticantati.... Ma mi chiedo, perchè nelle generazioni immediatamente precedenti alla mia c'era questa inutile e folle corsa ai titoli di studio? Cosa ha spinto tutte queste persone a buttarsi in massa sulla stessa cosa? La voglia di dire -mentre tanta gente non sa nemmeno leggere e scrivere guarda invece io che bravo che sono?

Aggiornamento:

anna quindi secondo te in nome dei sogni bisogna accumulare lauree a valanga

7 risposte

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  • Anna
    Lv 7
    1 mese fa

    Ti sembrerà strano, ma ci sono anche persone che frequentano l'università semplicemente perché amano certe materie di studio e amano approfondirle. 

    Una mia amica ha due lauree, ma non per ambizioni di carriera, infatti ha un impiego modesto, e di sicuro non l'ha fatto per vantarsene, infatti della sua seconda laurea ho saputo solo dopo molto tempo che la conoscevo. Conosco anche un ingegnere che a 50 anni si è laureato anche in architettura, era già un professionista affermato ma ha voluto togliersi anche quello sfizio. 

    RISPOSTA: non ho detto questo, ognuno fa come gli pare, ho solo detto che non tutti quelli che collezionano lauree lo fanno a scopo di far carriera. 

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  • Anonimo
    1 mese fa

    perchè in italia non conta nulla il titolo di studio ma solo le conoscenze 

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  • Anonimo
    1 mese fa

    Benvenuto in Italia

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  • 1 mese fa

    Perché tutto hanno seguito la strada della formazione, dell università, e poi dopo se ne parla, quando arriva quel" dopo "la situazione è tragica, troppa concorrenza e crisi, non c è lavoro per tutti questi" Sognatori professionisti", dovrebbero esserci più persone che vogliamo fare lavori umili. 

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  • 1 mese fa

    Perche ce chi vuole una vita migliore e vuole lavorare giustamente facendo cio che ama ,Altri invece voglio solo avere il cu.....lo dietro una scrivania a non fare nulla .e questa la verità prima i titoli di studio contavano qualcosa ,oggi nulla conta solo l essere raccomandato ,non si hanno 20 anni per sempre e quando arrivi a 30 per l italia o meglio i datori non possono piu sfruttarti come prima . ne avere incentivi ,un pezzo di carta in piu garantisce qualche possibilità in piu quindi punteggio e impiego fisso .Non era folle una volta con un titolo di studio potevi avere un posto fisso ho conosciuto autisti di treni o di aerei che avevano la 3 media ,e solo perche nel periodo in cui avevi un titolo significava che eri sveglio venivi affiancato da un istruttore e imparavi un mestiere. e questa la realtà e sembra folle ma e cosi che andava fino a 40 anni fa . Ma la meritocrazia non esiste in questo paese non so quanti concorsi ho dato ,in uno su 1000 candidati arrivai 4 i primi 3 figli di avvocati che manco sapevano cosa fosse Arte ,e con le risposte che mi diedero pensai questo e un concorso sui beni culturali ,che cavolo ci fanno questi 3 con una laurea in legge .MOLTO CREDIBILE IL SISTEMA ITALIANO .baronaggio -mentre chi vale sta a casa .o peggio in strada-

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  • 1 mese fa

    Non so perchè ti meravigli.  La cultura media per fortuna oggi è più elevata,  la gente studia innanzitutto  perchè ha  una pluralità di interessi e curiosità.  Le persone a tutte le età, anche in pensione, vogliono   migliorare se stesse.  Inoltre,   visto che si lavorerà fino 67/70 anni,   non è per niente anomalo che uno a 50 anni  abbia voglia di migliorare la propria situazione lavorativa:  per lo Stato anzi per l'Europa a 50 anni si è ancora dei giovani di belle speranze, ancora "in piena" e con grandi progetti per il futuro.

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  • clara
    Lv 6
    1 mese fa

    Si chiama avere un sogno, hai una passione per un qualcosa, che sia chimica, economia,lettere, architettura (non proprio buttarsi tutto sullo stesso ambito), poi una volta laureati con mille sacrifici, scoprono che al massimo possono aspirare ad un contratto precario o a vivere alla giornata, ben presto si arriva alla disperazione perché ci si rende conto che nel proprio ambito non si potrá mai lavorare e si buttano su qualsiasi lavoro disponibile, laureati in ingegneria che sono diventati netturbini, laureati in giurisprudenza che fanno i pizzaioli, laureati in economia che fanno i cassieri e laureati in architettura che fanno i rider.

    Non c’è molto di cui vantarsi, queste persone si sono ritrovate con i sogni infranti e sono consapevoli di vivere in un paese del terzo mondo.

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