Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 2 mesi fa

Mi serve entro mezzanotte il riassunto del sesto capitolo del libro "Nel mare ci sono i coccodrilli". Non troppo riassuntivo perfavore.?

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il capitolo italia

1 risposta

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  • Anonimo
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    Ecco il link 

    http://www.elfoliguria.it/wp-content/uploads/2016/...

    ITALIA

    Non dovevo alzarmi, ancora. Non dovevo muovermi. Stare fermo, non respirare, attendere. Essere paziente. La pazienza salva la vita.

    Uscito dal porto - erano trascorsi quindici minuti, direi, in ogni caso meno di mezz'ora - il camion ha rallentato ed è entrato in un cortile, un cortile pieno zeppo di altri camion, motrici, rimorchi. Gli amici, in Grecia, mi avevano suggerito di non scendere subito, di aspettare che il camion penetrasse a fondo nel Paese , che si allontanasse dalle frontiere e poi di approfittare di una sosta dell'autista, magari a un autogrill, per sgattaiolare via. Sono rimasto rannicchiato, tranquillo, in attesa che il camion ripartisse. 

    Anche a Parigi esiste un posto come Ostiense?

    Sì, mi sembra fosse un ponte. Ora non ricordo quale, ma lo si raggiungeva con un pullman. Sapevo anche il numero del pullman. Ora, per fortuna, l'ho dimenticato.

    Come fai a essere in Italia?

    Payam proprio non ci credeva che ero io. Mi ha fatto delle domande a trabocchetto sul nostro paese e sui miei parenti e sui suoi. Ho risposto a tutto. Alla fine ha detto: Cosa pensi di fare?

    Non lo so.

    Allora, intanto, ha detto, vieni a Torino.

    Ci siamo salutati e sono andato alla stazione Termini a prendere il treno. In quell'occasione, ricordo, ho imparato la mia prima parola italiana. Mi sono fatto accompagnare da un afghano che era qui da un po' di tempo e parlava abbastanza bene la lingua, per acquistare il biglietto e non sbagliare treno. 

    Perché?

    Non so come comportarmi. Non ci vado.

    Perché? Come dovresti comportarti? Devi solo essere gentile.

    Darò sicuramente fastidio.

    No. Te lo assicuro. Li conosco bene.

    Payam ha insistito fino a restare senza voce, come farebbe chiunque con una persona cui vuole bene o di cui si sente responsabile. Di lasciarmi solo, di notte, di sapermi addormentato su una panchina, non voleva proprio sentirne parlare. Così alla fine ho ceduto. 

    Vuoi sapere altro?

    Studiare. Lavoro.

    Per ora vai lì, poi vedremo.

    Ma non c'era nessuna signora iraniana. Mi avevano detto che sarei stato tranquillo, e io, sì, potevo anche stare tranquillo, io. Era il posto a non essere tranquillo, per nulla. Grida e litigi di ogni genere. E poi, ecco, sembrava un carcere, più che una comunità. Appena arrivato, mi hanno sequestrato la cintura e il portafoglio con i pochi soldi che avevo. 

    Ho alzato il pollice per dire che ero contento, mi è tornata in mente la scuola di

    Quetta, quella dove andavo a sentire i bambini giocare. Preso dall'euforia, di corsi ne ho scelti tre, perché avevo paura che uno non fosse sufficiente. 

    Afghanistan, nel mio paesino, con il mio maestro che non c'era più, e nient'altro.

    Lei si è tutta agitata. È andata dalla preside a lamentarsi e per un attimo ho avuto paura di essere cacciato via dalla scuola, che per me sarebbe stato un dramma, dato che la scuola era l'unica cosa che mi interessava. Per fortuna è intervenuta un'altra insegnante che ha detto di avere pazienza, che avremmo fatto un passo alla volta, che igiene e psicologia potevano anche aspettare, e che avremmo dato la precedenza alle altre materie. Così, visto che nella mia scuola c'era un ragazzo un pochino disabile, e lui aveva un sostegno, mentre io no, per alcuni mesi ho sfruttato l'occasione e nelle ore di igiene e psicologia sono uscito dalla classe e ho studiato con lui.

    La lingua, Enaiat. Mentre parli e racconti penso che non stai usando la lingua che hai imparato da tua madre. Al serale, adesso, stai studiando la storia, le scienze, la matematica, la geografia, e stai studiando quelle materie in una lingua che non è quella che hai imparato da tua madre. 

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