Anonimo
Anonimo ha chiesto in Affari e finanzaAziende e imprese · 5 mesi fa

Ma quando vendo un’azione a un prezzo più alto di quello a cui l’ho comprata, a chi tolgo soldi? Potenzialmente li tolgo ai lavoratori?

Quella plusvalenza me la paga direttamente l’azienda no? Quindi tolgo indirettamente potenzialmente soldi ai lavoratori di quell’azienda? È corretto come ragionamento? E se è così, è etico?

6 risposte

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  • 5 mesi fa

    No è completamente ERRATO come ragionamento. Se qualcuno ti paga un'azione DI PIU di quanto l'hai comprata significa che quell'azienda VALE di più poichè ha incrementato i suoi guadagni.Spiego meglio con un esempio semplice.Considera 10 azioni da 10 euro ciascuna se l'azienda guadagna 10€ e NON li distribuisce le azioni l'anno dopo varranno 11€....e cmq la plusvalenza te la paga chi ha comprato l'azione

  • Anonimo
    5 mesi fa

    In realtà i lavoratori rimangono fregati quando le tasse sono altissime il riccone capitalista scarica tutto.

    Certamente per i lavoratori dipendenti è meglio un sistema in cui non si scarica nulla e contemporaneamente le tasse sono basse, purtroppo qui in Italia adesso c'è l'esatto contrario cioè tasse altissime e il ricco capitalista scarica tutto.

    Inoltre non va bene fare un miliardo di microscopiche e contemporaneamente tasse altissime, perché cosi facendo i lavoratori dipendenti diventano schiavi dei sindacalisti strronzi e i lavoratori autonomi diventano schiavi dei commercialisti maiali.

  • 5 mesi fa

    la togli ai risparmiatori e azionisti, il lavoratore non centra per nulla, anzi favorisci i lavoratori di chi compra

  • Anonimo
    5 mesi fa

    Non togli nulla a nessun lavoratore o ad azienda togli a chi come te ha investito su un azione.

    Operare in borsa è vendere beni, tu oggi compri un azione a 1€ perché c’è uno disposto a vendertela per quella cifra, se tra 1 mese vale 1.5 é trovi qualcuno disposto a comprarla a quella cifra ci guadagni uno 0,5!!

    É mercato, li si vendono azioni ma é la stess cosa se tu avessi 1 kg di limoni. La plusvalenza non la paga nessuno perché non esiste, non é una tassa sul bene!

     la plusvalenza é il guadagno generato dallo spread del costo del bene in relazione ad un certo lasso di tempo.

    Se oggi la benzina costa 1€ e domani 1,5€ quello é il costo del mercato non vi é nessuna plusvalenza che nessuno deve pagare, semplicemente oggi vale 1 domani 1,5

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  • Anonimo
    5 mesi fa

    La premessa  è che negoziare una azione non agginge e non toglie nulla al valore dell'impresa nell'immediato. 

    La quotazione esprime le aspettative razionali degli investitori sull'andamento futuro di un'azienda. In senso stretto quindi non si toglie (o regala se in perdita) nientre a nessuno negoziando.

    Sono solo pareri diversi su parametri di valutazione dell'azienda (utili/dividendi cash flow tassi d'interesse andamento settoriale ecc ecc ecc )   che determinano la volontà di acquistare e vendere.

    Le azienda non falliscono perchè scendono le quotazioni in borsa; è l'opposto. Così come è vero l'opposto, posso salire aziende che oggi non valgono nulla -anzi- ma si stima domani potranno valere di più. 

    Sulla domanda se sia etico o meno direi che se non ci fossero le quotazoini le aziende non potrebbero finanziarsi sul mercato (tramite aumenti di capitale o simili) non potrebbero crescere ed assumere altre persone e fare investimenti. Quindi secondo me se le regole vengono rispettate direi anche di si. Certo se poi uno produce bombe....Ma qui si entra nei singoli casi non in generale  

  • clara
    Lv 7
    5 mesi fa

    In realtà se le azioni aumentano di prezzo, significa che la società se la sta passando meglio economicamente e di conseguenza possono permettersi sia di dare l’aumento ai loro lavoratori e possono anche aumentare i dividendi.

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