Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 4 mesi fa

Perché esistiamo? Qual'è il nostro scopo? Come facciamo a sapere di esistere?Quando siamo nati non sapevamo di esistere lo abbiamo capito?

Crescendo, e anche quando non c'eravamo prima di nascere.

Forse i bambini appena nati o da 2 anni quando stanno per morire non soffrono, non sanno che sono morti, perché non sanno che sono esistiti.

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4 risposte

Classificazione
  • Carlo
    Lv 5
    4 mesi fa

    se dubiti della tua esistenza mettiti una granata in bocca così scoprirai se esisti veramente !

  • 4 mesi fa

    Nessun uomo può dire di essere nato con uno scopo, se non quello o quelli che avevano i suoi genitori quando lo hanno concepito.

    Il neonato non è consapevole di esistere, ma se ha un problema lo dà a conoscere lamentandosene, istintivamente sperando che qualcuno glielo risolva.

    Già nelle primissime ore di vita il neonato comincia ad "apprendere" il mondo che lo circonda.

    Quando comincia ad articolare il discorso ed è in grado di scambiare dati e notizie con chi si occupa di lui, il bambino è consapevole di esistere e di vivere.

    E' dopo, come parte della formazione che riceve, che il piccolo è in grado di darsi uno o più "scopi" nella vita.  

  • Prenoto, risponderò appena potrò.

    @Premetto che hai fatto un bel mucchio di belle domande ma estremamente impegnative. Proverò a risponderti quindi cercando di spaziare secondo le mie competenze e conoscenze tra i vari ambiti, cercando di esser sintetico e semplice. Inizierò dalla più "semplice"

    •Quando siamo nati non sapevamo di esistere lo abbiamo capito Crescendo, e anche quando non c'eravamo prima di nascere.

    L'autocoscienza effettivamente non ricordo con precisione quando si sviluppa (i ricordi di ciò provengono da un esame sostenuto anni e anni fa di psicologia dello sviluppo e ormai sono un po' sbiaditi) ma comunque entro il primo anno di vita.

    •Come facciamo a sapere di esistere? Questo non lo so. So solo che è l'unica cosa di cui non possiamo dubitare... in fondo anche se volessimo metterlo in dubbio, un qualcuno che fa l'azione chiamata "mettere in dubbio" dovrà pur esistere, no? Quindi il dubbio sarebbe già risolto nel momento stesso in cui viene posto (come ricorda Cartesio, "cogito ergo sum").

    •Qual'è il nostro scopo? 

    Vista la sezione suppongo non ti disturbino spiegazioni religiose. Ebbene. Ti rispondo con due miti. Uno parla di un uomo che, partito per la guerra si trova a cercare di tornare a casa. Hai presente l'Odissea? Ecco. Ulisse non è UN uomo ma è l'Uomo stesso nel suo tentativo di tornare alla sua "Itaca Celeste". Viaggiando tra vari pericoli (ad es. I Lotofagi, mangiatori di fiori inebrianti che davano l'Oblio, i Ciclopi, le Sirene o Circe, i Proci, ecc.) che rappresentano tutto ciò che può "distrarci" ma l'obiettivo resta ed è il ricongiungimento con l'Assoluto.

    L'altro Mito invece lo racconta Igino. Secondo quel mito, la Dea Cura (in latino Cura ha sia il significato di "prendersi cura" che di "angoscia") passeggiava lungo un fiume quando le venne l'idea e prese del fango e lo modellò. Passò lì vicino Giove e Cura gli chiese di animare la Sua creazione. Giove allora acconsentì e soffiò lo spirito nella scultura. Tuttavia ben presto Giove e Cura cominciarono a discutere su chi dovesse dare il nome alla creazione e alla discussione si aggiunse anche Terra. I tre, non riuscendo a venirne a capo, chiesero a Saturno (il più saggio degli Dèi) di giudicare la questione. Saturno allora dopo averci pensato disse che poiché Giove aveva dato lo spirito avrebbe ricevuto quello dopo la morte della creatura. Terra ne avrebbe ricevuto il corpo, ma Cura l'avrebbe accompagnato finché fosse vissuto. E l'essere si sarebbe chiamato uomo (Homo) perché tratto dal fango (Ex Humo). Quindi a noi sarebbe dato scegliere se vivere nell'angoscia o combatterla prendendoci cura di noi, degli altri e del mondo. A mio giudizio la scelta di curarci di noi e del resto (non la credenza, non la nascita) è la scelta che ci porterà all'Itaca Celeste.

    •Perché esistiamo? 

    Esistono molte risposte a questo. Anche scartando il mero "come". Per esempio alcuni dicono che nasciamo per espiare una colpa, altri dicono per un preciso compito, altri ancora per amore. Ebbene. A mio avviso è solo una conseguenza dell'esserci individuati (esserci illusi di essere Altro) rispetto all'Assoluto verso cui dobbiamo tornare.

  • Priest
    Lv 5
    4 mesi fa

    Devi comportarti bene x avere la grazia della vita e di Dio 

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