Attendibilità e onestà intellettuale?

Mettiamo caso che Gino voglia fare lo storico. Ma la storia è difficile e dunque prende una trentina di lezioni private che vanno dal neolitico ai nostri anni '60.

Ora immaginiamo che Gino sia convinto che i Romani non siano mai esistiti e al loro posto c'erano i Troiani. E voglia scrivere un libro. Se come fonti autorevoli citasse il noto studioso di storia Romana Alberto Arcangela che in una intervista ha dichiarato, parlando della storia raccontata nell'Eneide, dell'arrivo dei Troiani nel Lazio (liquidando però tutto ciò a mito poco dopo, cosa che Gino non riporta nel suo testo). Ma le fonti sono ancora poche perché l'opera di Gino risulti convincente, quindi ne aggiunge altre tra cui:

-Un tale che non ha mai preso nemmeno la licenza elementare, spacciato per un archeologo luminare.

-Un tale che dice l'esatto contrario di quanto Gino gli attribuisce nel suo libro "I Romani non sono mai stati in Italia"

-Citazioni virgolettate (che quindi dovrebbero essere letterali) in cui altera qualche parola per adattarle alle tesi espresse.

In più condisce tutto con:

-Traduzioni forzate dall'Eneide (che notoriamente non ha attendibilità storica) in latino, talvolta anche sbagliate.

-Interpretazione a caso di dati archeologici già noti da tempo.

-Becero complottismo contro gli archeologi che avrebbero reinventato la storia.

-Accuse agli archeologi (e a chi crede loro) di non avere la mente aperta perché non accettano le sue tesi.

Che attendibilità e che onestà intellettuale ha Gino?

4 risposte

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  • 9 mesi fa
    Risposta preferita

    Gino ha l'attendibilità e l'onestà intellettuale di Mauro Biglino.

  • @Maraminta: 

    Eusebio, Storia Ecclesiastica 1/ edizioni Città Nuova, citato da Biglino (maiuscolo mio):

    "Nel corso dell’opera, Sanchuniathon riconosce che le divinità non sono degli dei celesti – inteso in senso teologico, ndr. – bensì dei semplici MORTALI, MASCHI E FEMMINE, non imitati per la loro saggezza e le loro virtù, ma ricolmi di perversioni e malvagità."

    Nel libro invece è scritto (maiuscolo mio):

    "Nel corso dell’opera, Sanchuniathon riconosce come divinità non il Dio supremo, né gli dèi celesti, bensì dei semplici MORTALI, UOMINI E DONNE, non di costumi talmente incorrotti da dover essere accolti per la loro virtù, o imitati per la loro saggezza, ma ricolmi di malvagità e di perversioni di ogni genere."

    Se nella versione di Biglino è aperto il dubbio se si tratti di esseri umani o meno, nella citazione di Sanconiatone fatta da Filone Erennio e citata da Eusebio, il dubbio non c'è. Come vedi c'è una falsificazione dello scritto fatta ad arte per sostenere la propria tesi.

    Ecco invece l'articolo del professor Jeffrey Tigay riguardo alla genesi come allegoria, in cui il docente sostiene tesi opposte a quelle attribuitegli da Biglino (ad es. Sostiene: "Thus a literal reading of the Bible, on which "creation science" implicitly insists, misses the point of the Bible itself, which seems uninterested in literal interpretation. Like poetry and certain kinds of prose, which sometimes speak in metaphors and symbols, the Bible as a whole does not intend these stories to be taken literally.").

    https://www.myjewishlearning.com/article/genesis-a...

    Quindi per Tigay a cui Biglino attribuisce l'idea che la Genesi non è allegorica, leggere la Genesi in maniera letterale è una cosa lontana dallo scopo stesso della Bibbia.

    Poi c'è Dario Bressanini con il suo: "quel mostro genetico chiamato frumento".

    È vero, come dice Biglino, che Bressanini scrive più volte che il fenomeno che ha portato alla nascita del frumento è "impossibile", ma quell'impossibile nel testo di Bressanini aveva sempre le virgolette (solitamente usate o per citare o per lasciare intendere altro) e, soprattutto, nello stesso articolo afferma (maiuscolo mio):

    "La loro è stata una fusione «contro natura», INUSUALE per due motivi: il primo è che coinvolge membri non solo di due specie diverse, ma addirittura di due generi differenti – come se fosse un incrocio tra un gatto e un cavallo – il secondo è perché A. speltoides dona interamente il suo genoma a T. urartu e non solamente la metà, come in un comune incrocio sessuale tra membri della stessa specie. Dall’unione nasce il farro selvatico o T. dicoccoides, una nuova specie con il doppio dei cromosomi dei genitori. Loro avevano due copie per ogni cromosoma, proprio come noi esseri umani, erano cioè diploidi, mentre lui di copie ne ha quattro per ogni cromosoma, quindi è "tetraploide". Anomalie nel numero di cromosomi negli animali portano generalmente alla morte o allo sviluppo di gravissime malattie, mentre PER LE PIANTE SONO ABBASTANZA COMUNI. Anzi, in natura questo tipo di modifica genetica GENERA SPESSO UNA NUOVA SPECIE."

    Insomma. Non solo è una cosa possibile ma nelle piante è pure "abbastanza comune".

    L'articolo lo linko qui:

    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.re...

    Per il resto non aveva citato Angelo Giovanni Cianti del "Centro Europeo per la Salute ed il Cibo"?

    Ecco le sue credenziali.

    http://www.giovannicianti.org/bio.htm

    Ed in una intervista dichiara:

    "Ho 65 anni e la mia intera esistenza è stata condizionata A) dai molteplici talenti dei quali la natura mi ha generosamente dotato B) dai principi e valori inalienabili che mi appartengono tra i quali la libertà che resta il valore assoluto e l’amore per la vita, C) dalla irrefrenabile curiosità e dal bisogno di verità. A 8 anni, in terza elementare mi resi conto che la scuola di Stato mi stava facendo il lavaggio del cervello e l’abbandonai per divenire autodidatta" insomma non ha mai preso la licenza elementare e viene spacciato per un luminare del campo.

    Link all'intervista.

    https://www.evolutamente.it/le-interviste-di-evolu...

    Mentre invece sulle venti-venticinque lezioni private di ebraico di Biglino, sono una sua stessa ammissione (vedasi l'intervista rilasciata al Cesnur).

    Come vedi i paragoni non erano così campati in aria.

  • 9 mesi fa

    Attendibilità e onesta intellettuale sono due cose diverse.

    Gino può anche citare mastro Geppetto, che non ha neanche la terza elementare ma essere ugualmente attendibile se i suoi riferimenti sono comprovati da fonti certe e rigorose. Che poi sia spacciato per un archeologo luminare, conta fino a un certo punto: almeno io bado al contenuto, non al contenitore.

    Esempio?

    Se io un giorno scriverò mai un libro sulla Gnosi cristiana, devo essere rigorosissima nelle fonti che andrò ad utilizzare, NON agiografica e sopratutto sincera nell'esposizione dei fatti. 

    Se io dico che gli gnostici Carpocraziani erano dei dissoluti libertini devo:

    § Citare le fonti, comprovandole con tutti i relativi scritti che trattano sull'argomento (citando autori che prima di me hanno scritto di loro in modo altrettanto serio), in maniera chiara, trasparente, onesta e sopratutto di TERZIETÀ;

    § Spiegare anche il motivo del perché lo erano;

    § E - cosa ancora più importante - se devo criticarli per il loro estremo libertinaggio, lo faccio. E me ne sbatto se erano gnostici. Anche in questo caso, spiegando le ragioni sostenute dalle fonti.

    E questa è sì l'onesta intellettuale, che non tutti hanno (o usano) e che c'entra un cavolo con l'attendibilità delle fonti, che puoi usare o meno, a seconda dell'onesta intellettuale che ci metti.

    Questo penso.

  • 9 mesi fa

    lascia perdere, l'allegoria non regge, dimostra solo la tua ignoranza del caso.

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