Mito mitico 🧿 ?

Quale mito o leggenda ti affascina maggiormente? 

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13 risposte

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  • Anonimo
    2 mesi fa
    Risposta preferita

    Flegonte riporta una lettera di un tale Arrideo, “incaricato dell’amministrazione di Anfipoli”, città della Macedonia, diretta al re Filippo; tale lettera racchiudeva a sua volta l’epistola inviata ad Arrideo da un suo subalterno, di nome Ipparco, che aveva pensato bene di informarlo riguardo agli avvenimenti prodigiosi avvenuti in città. Cos’era successo? È sempre Proclo a rivelare che la protagonista del racconto, Filinnio, figlia di Demostrato e Carito di Anfipoli, era morta poco dopo essersi sposata con un tale Cratero (forse, secondo un topos patetico, il giorno stesso delle nozze). Poco meno di sei mesi dopo la morte era tornata in vita e, durante la notte, aveva cominciato a frequentare un giovane di Pella, Macate, che risiedeva come ospite nella casa dei genitori di lei. La ragazza non gli aveva rivelato la sua vera identità, dicendo solamente di essere lì all’insaputa dei familiari; tra i due giovani c’era stato anche uno scambio di anelli e nel corso di una notte di passione Filinnio aveva lasciato presso l’amato anche la propria “fascia pettorale”. E proprio nel bel mezzo del secondo di questi incontri notturni tra i due giovani, innamoratisi l’uno dell’altra, inizia la parte conservata del "Libro delle Meraviglie".

    La testimonianza di Proclo, fondamentale per inquadrare il brano di Flegonte, era stata segnalata già dall’Hemsterhuys agli inizi del XVIII secolo; fu solo alla fine del secolo successivo con Rohde, tuttavia, che la comunità scientifica ne prese definitivamente atto, ponendo fine a tutta una serie di curiose speculazioni sulla città nella quale si svolgevano i fatti, variamente e vanamente identificata con Tralle, Ipata (città tessalica famosa per le stregonerie, celebrata da Apuleio) e, infine, nell’interpretazione di Goethe, Corinto. Se vari dettagli possono essere recuperati per il tramite di Proclo, molti altri restano purtroppo oscuri; si è molto speculato, per esempio, su quale potesse essere il rapporto di Macate con i suoi ospiti, Demostrato e Carito: li conosceva in precedenza? Come è stato notato, dal momento che ignora la morte di Filinnio e non sa nemmeno che si tratta della figlia dei padroni di casa, si può supporre che le relazioni del giovane di Pella con la famiglia di Anfipoli non fossero particolarmente strette; sicuramente non aveva mai visto prima la ragazza. Il parallelo con le altre storie di revenants del "Libro delle Meraviglie", spesso 

    caratterizzate da un’atmosfera di mistero e inesplicabilità, e soprattutto il confronto con racconti simili provenienti da varie tradizioni popolari, lasciano sospettare che non necessariamente Filinnio dovesse aver già conosciuto in vita il giovane di cui si innamora: è stato sostenuto, per esempio, che la morte prematura, appena dopo il matrimonio, l’avesse lasciata, per 

    così dire, affamata d’amore, e che questo ne avesse causato il ritorno.

    Nel prosieguo della storia, comunque, i genitori si appostano fuori dalla porta della foresteria ma l’indomani non riescono a sorprendere la misteriosa ragazza. Per usare le parole di Flegonte, “al sorgere del sole avvenne che la ragazza, per volontà divina o per caso, se ne andasse senza essere vista, e che Carito, quando fu sopraggiunta, si crucciasse per averla mancata.” All’indomani, Macate viene interrogato e si stabilisce che la notte seguente farà in modo che i genitori possano incontrare la fanciulla, in modo da chiarire la faccenda una volta per tutte. Filinnio arriva ed i genitori si precipitano sulla scena. “Demostrato e Carito arrivarono in un lampo, ed avendola vista, inizialmente ammutoliti ed attoniti per lo sconvolgente spettacolo, levarono un alto grido e si precipitarono verso la figlia. Allora Filinnio disse loro: ‘Madre e padre, come siete stati ingiusti a negarmi di stare per tre giorni con l’ospite nella casa paterna, senza che facessi nulla di male! Per questo, voi sconterete la vostra invadenza (polypragmosyne) con un nuovo lutto, ed io tornerò al luogo che mi è stato assegnato, giacché non sono giunta qua senza la volontà degli dèi.’ Detto questo, divenne cadavere all’istante, ed il corpo giaceva steso sul letto sotto gli occhi di tutti.”  

    Alla seconda morte di Filinnio, nella casa scoppia un grande tumulto, e ben presto la notizia si diffonde in tutta la città di Anfipoli; e il giorno successivo, quando viene ispezionata la tomba nella quale avrebbe dovuto giacere la ragazza, la si trova vuota – salvo che sul letto funebre sono appoggiati due doni che la fanciulla aveva ricevuto da Macate. Per citare Flegonte: "Quando aprimmo la cripta, nella quale erano posti tutti i membri della famiglia quando morivano, sugli altri catafalchi apparvero stesi i corpi, e le ossa di coloro che erano defunti da più tempo; invece su quello dove era stata deposta e seppellita Filinni trovammo solamente appoggiati l’anello di ferro, che apparteneva all’ospite, e la coppa dorata, che aveva preso da Macate il primo giorno.” 

    Immediatamente vengono decisi riti e sacrifici per purificare la città; il corpo della fanciulla viene rimosso e trasferito fuori dai confini del territorio (forse per essere bruciato), ed il giovane ospite, 

    comprensibilmente sconvolto, si uccide. Così si conclude la storia di Filinnio e Macate, che costituisce forse la prima elaborazione letteraria a noi nota di un motivo folklorico, quella della "morta innamorata”, diffuso in molte epoche e culture, fino ad arrivare all’epoca contemporanea.

    Anche Lucy Westenra, uno dei personaggi più memorabili del "Dracula" di Stoker, muore giovanissima, alla vigilia del matrimonio: tornerà come una voluttuosa e feroce vampira che, prima di finire impalata dal vampirologo Van Helsing, cercherà di sedurre e uccidere il fidanzato Arthur.

    Entrambe queste figure sono "morte che ritornano", per quanto Lucy sia sicuramente più minacciosa. Ma tra le due molto probabilmente c'è un legame: la più mite Filinnio, infatti, in età moderna era stata spesso citata come esempio di inquietante cadavere posseduto dal demonio in vari manuali per inquisitori e raccolte di storie di spettri. Da lì il personaggio era stato recupera e rielaborato, facendolo diventare il prototipo della perfetta vampira, che poi ispirò tutta la produzione letteraria successiva, compreso il "Dracula" di Stoker. 

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    Fonte/i: "Il vampiro" di Philip Burne-Jones, figlio del preraffaellita Edward e amico di Stoker.
  • 2 mesi fa

    Molti, ma i miei preferiti sono la celeberrima storia di Psiche e Amore, poi quella del mito di Atene e Aracne, e infine quella di Icaro e Dedalo. :)

  • 2 mesi fa

    Mi piace il mito di Onfale ed Ercole. L'uomo forte che vince sempre soccombe di fronte ad una donna che sa quel che vuole...

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  • 2 mesi fa

    Amore e psiche 

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    Fonte/i: Me
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  • Serena
    Lv 7
    2 mesi fa

    Non so forse Ulisse e Polifemo, ma non è proprio una leggenda 🐯

  • Sembrerà un po’ scontato ma,il mito della caverna,di Platone.

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  • 2 mesi fa

    Bisogna stare sempre attenti agli inganni dei folletti, dato che sono stati loro stessi a mettere in giro la voce che dice che essi non esistono 

  • 2 mesi fa

    Uhh...ci feci ( 💩 ) anche io una domanda, diversi anni fa! Devo dire che ‘mito mitico’ suona bene e divertente, più di ‘qual è il tuo mito preferito’ della mia domanda ormai scaduta...anche se però avevo letto il micio mitico e sotto la domanda la fotografia allegata automaticamente diventò la scultura di un qualche gatto egizio...e già stavo rispondendo Gatto Felix. invece aprendo la domanda mi sono resa conto che sarebbe meglio decidere ad usarli, gli occhiali...

    Dopo questa premessa presbite, rispondo:

    Castore e Polluce, i fratelli dioscuri uno figlio di pastore e mortale, uno figlio di Zeus e divino. Sono proprio adesso in cielo nella costellazione dei gemelli.

  • 2 mesi fa

    Polifemo e i suoi ciclopi. I ciclopi della mitologia greca Bronte, Sterope e Arge. Coloro che lavoravano e fabbricavano il ferro e che producevano i fulmini per il Dio Zeus. Pur non dotati di astuzia, grossa intelligenza, agilità e amore (soprattutto), erano gli unici che fecero della loro forza fisica, la loro caratteristica. Oltre al monoftalmismo che li contraddistingueva, rendendole creature mostruose e crudeli. Drasticamente noto il loro cannibalismo.

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  • Blu.
    Lv 7
    2 mesi fa

    Tra i tanti, Dedalo e Icaro :)

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