Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 4 mesi fa

Chiedo ad @Universitaria, nei testi più antichi della Gnosi, si parla della passione e crocifissione di Gesù Cristo ?

Aggiornamento:

Ma alla fin fine del discorso per gli gnostici Gesù Cristo fu messo in croce o no?

Al di là del fatto che morì o meno, al di là del fatto che molti scritti non ne parlino( perché magari non inerente al messaggio che Cristo spargeva).

Esistono dei scritti apocrifi neo testamentari che riportano la passione e crocifissione di Gesù Cristo? Non mi interessa che sia riportato il fatto nei particolari, ma che riporti che Cristo fu condannato e che la condanna fu eseguita, croce o palo che sia.

Aggiornamento 2:

Conosco già il Vangelo di Giuda che non menziona passione, crocifissione e morte di Gesù Cristo.

Ma altri scritti ne parlano, scritti che si possono far risalire a poche decine di anni dopo il fatto?

2 risposte

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  • 4 mesi fa
    Risposta preferita

    Una premessa: la prossima volta ti chiederei di NON postare più domande ad personam. Mi fa sempre estremo piacere rispondere a domande come questa su un argomento che riguarda la Gnosi ma è giusto porle nei confronti di chiunque voglia rispondere e apportare comunque il suo contributo.

    Detto ciò, nel variegato corpus degli apocrifi del Nuovo Testamento, che comprende decine e decine di scritti - per lo più di derivazione pseudoepigrafica - non esistono testi <più antichi> (se non nella loro accezione temporale) rispetto a quelli comunemente conosciuti e che pertanto devono essere visti in contrapposizione con il corpus dottrinale-canonico bensì andrebbero sempre inquadrati in maniera complementare a questi. 

    E in effetti è ciò che fa uno studioso di testi apocrifi, indipendentemente dalla loro canonicità.

    Piuttosto gli scritti apocrifo-neotestamentari devono essere inquadrati parallelamente ad una specifica logica dottrinale rispetto a quelli canonico-neotestamentari ma sopratutto quale diretta conseguenza dell'intensa e molteplice visione che sin dai primissimi tempi (già alcuni anni a venire!) dopo la morte di Gesù prese piede in tutti coloro i quali iniziarono a porsi domande su chi sostanzialmente fosse Yeshùa, detto il Cristo, e perché suscitò tutto questo scalpore, nella sua accezione più essenziale.

    Naturalmente, la testimonianza diretta su chi fosse non possono che offrircela gli Apostoli che direttamente stettero con il Maestro e che quindi rappresentano - di diritto - i discendenti diretti della tradizione originaria degli insegnamenti di Gesù Cristo. Non è oggetto della domanda, per cui mi limiterò a capire con te il significato della "passione" e "crocifissione" di Gesù secondo i molteplici ambienti gnostici.

    Fondamentalmente, ribadendo il concetto, il tema della Crocifissione di Gesù secondo la Gnosi non va inquadrato in un'ottica meramente temporale ma va inquadrata parallelamente a tutte le altre visioni che qualche anno dopo coincisero nel corpus dottrinale.

    Esistono quindi diversissime frange di gnostici che diedero ognuno di essi una propria visione della morte in croce di Gesù; altre frange gnostiche che invece ne negarono la morte in croce, poiché per loro inaccettabile che il loro Maestro potesse essere morto con ignominia (ricordiamo infatti che la morte in croce era considerata una morte quasi infame, che non tutti subivano). 

    Perché queste differenti visioni? Esattamente perché ogni ramo gnostico che si rifaceva agli insegnamenti degli Apostoli ne dava ognuno una visione a tratti completamente diversa rispetto a quella di un altro ramo gnostico.

    Il motivo viene tipicamente fatta risalire dagli studiosi contemporanei come il Viola in questa duplice separazione tra tradizione apostolica cristiana originaria o "regolare" e tradizione gnostica "irregolare", sebbene debba ammettersi un confronto tra le due, frutto delle differenti visioni persino tra gli Apostoli stessi. 

    Ti basti pensare che le linee in cui prevalgono le tesi di Paolo non coincidevano perfettamente con quelle di Giacomo, Tommaso e Giovanni. 

    Esisteva però, un filo diretto - una vera e propria diretta discendenza - che faceva coincidere la tradizione cristiana integrale con la Gnosi cristiana e la realizzazione pneumatica perfetta, passando questa NECESSARIAMENTE dalla nascita alla morte in croce di Gesù, e in mezzo i suoi preziosi insegnamenti.

    Per cui, al di là delle diverse speculazioni attorno al <significato> della passione e crocifissione di Gesù i testi gnostico-neotestamentari furono diversi e, solo per dovizia di particolari, ricordo il Vangelo secondo Pietro; il Vangelo di Basilide; il Libro segreto di Giacomo, alcune tra le lettere e atti di Pietro e Andrea, il Vangelo sethiano di Giuda, il Vangelo di Filippo e gran parte degli scritti apocrifi risalenti al Docetismo. 

    P.S. Probabilmente, ne starò dimenticando qualcuno, chiedo scusa ma sono veramente tanti, segno tangibile ed evidente dell'immensa ricchezza di pensiero che si diffuse dopo la morte in croce di Gesù.

    Gli altri scritti di carattere neotestamentario non affrontano direttamente il tema della Passione e Crocifissione di Gesù come fanno i Vangeli di Marco, Matteo e Luca (cd. Cristianesimo dal basso) o di Giovanni (cd. Cristianesimo dall'alto) ma rilevano piuttosto il significato escatologico della Sua passione e quello gnostico della Sua crocifissione, inquadrandola non già nell'ottica della Sua sofferenza ma in quella della liberazione corporale dello Spirito, proteso verso l'Alto.

  • Anonimo
    4 mesi fa

    Se non ricordo male, e chiedo scusa se sbaglio, mi sembra che per i gnostici cristiani la differenza di veduta sul Gesù risorto con i cattolici e i cristiani in generale sia sul fatto che, gli gnostici cristiani, dopo la morte in croce la resurrezione si abbia solo per la parte divina, non il corpo materiale. Ma che ci sia stato il sacrificio sulla croce.

    Poi ci sono altre millemille differenze, ma riguardano altro.

    P.S. non fare domande ad personam.

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