Geo
Lv 7
Geo ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 4 mesi fa

Cosa fai quando ti accorgi che non è alla tua portata ciò cui tieni forse più di ogni altra cosa?

Il pianoforte, per me (30-4-99)

Il pianoforte, per me, e' saper bene cosa dire,

ed avere la lingua impedita,

voler dire di quieta tristezza,

e dover tendere ogni antenna per non perdere la frase,

sforzare ogni tendine, oltre ogni limite,

per non balbettare,

per non bestemmiare.

Parlare di atarassica saggezza,

nel tumulto di sensi in allerta.

Voler gridare tripudio,

gioia infinita,

e trovare una voce arrochita,

la corsa d'un paralitico,

la vita cosciente angosciata sotto il coperchio

d'una bara troppo precocemente inumata.

E poter udire un proprio pensiero solo da labbra non proprie.

Ed allora parli pure la penna sul foglio,

non resta altro da fare.

9 risposte

Classificazione
  • 4 mesi fa
    Risposta preferita

    Pensa che enorme fortuna noi pianisti, a differenza dei cantanti, poter cambiare l'apparato vocale alla bisogna... 

    Eppure non siamo coscienti il più delle volte di questa grandissima fortuna... Che da sola dovrebbe entusiasmare e abbattere numerose montagne.

    Nonostante ciò forse è proprio dello strumento, il limite più grande... Liszt scrisse che per quanto ci si potesse sforzare a cavare i suoni più impensabili da questo strumento "infimo", non potrebbero mai essere paragonabili alla bellezza di un tramonto... Purtroppo non sto riuscendo a trovare la pagina esatta, volevo trascrivere quella lettera... Credo che una delle più belle sensazioni che esistano è arrivare al punto di vedere che esiste un limite a ciò che in natura si possa produrre tramite i mezzi a disposizione...Questo ci fa sentire "piccoli" rispetto alla vita.

  • Blu.
    Lv 7
    4 mesi fa

    Arrivo fin dove posso

  • Boh
    Lv 7
    4 mesi fa

    Ma beato te che hai il dono della scrittura, allora. Io mi limito ad ascoltarla la musica. Tutt'al più nei rari casi in cui suono mi tappo le orecchie. Faccio finta di non aver sentito quegli obbrobri.

    Comunque, credo che queste insicurezze ce le abbia anche chi suona di professione ed è bravo nel suo lavoro. Certo, non saranno quelle insicurezze che potrà avere una Martha Argerich, ma immagino sia un pensiero abbastanza comune. Cioè, se senti l'esigenza di suonare continua a farlo e a migliorarti, ma non lasciarti condizionare da quelli che credi siano i tuoi limiti. Suona perchè ti diverte farlo, com'era dall'inizio.

  • 4 mesi fa

    Uhm, non vorrei infierire ma tutto ciò manderebbe in brodo di giuggiole Freud :')

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  • 4 mesi fa

    Ultimamente ho scoperto essere alla mia portata qualcosa che addirittura non sapevo quanto potesse piacermi...dopo richieste e opinioni ad addetti ai lavori, sempre molto evasivi, mi sono buttata tipo o va o te ne vai. Insomma, prima faccio e se non riesco proprio( ma ci provo parecchio) me ne faccio una ragione e non perdo tempo ed energia inutilmente...cerco un nuovo obiettivo.

  • 4 mesi fa

    Da non musicista ho composto alcune canzoni e il mio desiderio sarebbe quello di poterle inciderle. Chiaramente avro' bisogno di musicisti per la trascrizione, ma anche per l'esecuzione. Mi piacerebbe davvero realizzare questo progetto, prima di sparire...

  • Anonimo
    4 mesi fa

    Pensa che enorme fortuna noi pianisti, a differenza dei cantanti, poter cambiare l'apparato vocale alla bisogna...

    Eppure non siamo coscienti il più delle volte di questa grandissima fortuna... Che da sola dovrebbe entusiasmare e abbattere numerose montagne.

  • Serena
    Lv 7
    4 mesi fa

    Cambio obiettivo 🐯

  • Fil
    Lv 7
    4 mesi fa

    Confesso :  ho  sempre fatto  piccoli sogni   :-)

    Nulla di struggente ,  fallita o realizzata ???  

    ciao  :-)

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