Anonimo
Anonimo ha chiesto in SaluteDieta e fitness · 4 mesi fa

Perché gli zuccheri fan male?

Se fanno circa le stesse cose dei carboidrati cosa cambia? Perché dovrei preferire i carboidrati agli zuccheri?

4 risposte

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  • Anonimo
    4 mesi fa
    Risposta preferita

    I carboidrati o zuccheri sono importanti costituenti che servono a completare una corretta alimentazione che non può fare a meno di proteine e grassi che, invece, sono in parte costituiti da elementi essenziali. Sono una fonte di energia per il corpo. Possono essere utilizzati subito o possono essere immagazzinati principalmente nei muscoli e nel fegato sotto forma di glicogeno. Se però si ingeriscono in eccesso, possono diventare tessuto adiposo. I carboidrati sono costituiti da Carbonio, Idrogeno e ossigeno. Sono contenuti in vari alimenti e vengono distinti in base alla lunghezza della loro molecola in polisaccaridi “ o zuccheri complessi” (come l'amido delle farine e delle patate) che sono i più lunghi; oligosaccaridi (come le maltodestrine) composti da poche molecole; disaccaridi “o zuccheri semplici” (come il saccarosio, il normale zucchero da cucina, e il lattosio) composti da due molecole; monosaccaridi “o zuccheri semplici” (come il glucosio, lo zucchero dell'uva, e il fruttosio, lo zucchero di molti frutti) costituiti da una sola molecola. Qualsiasi sia l'origine alimentare dei carboidrati, tutti vengono assimilati sotto forma di glucosio che innalza la glicemia, cioè il tasso di glucosio nel sangue. Per cui, sotto questo aspetto, mangiare un piatto di pasta equivale ad assumere una tazza di zucchero. Cambia però un importante parametro: l'indice glicemico che esprime la velocità con cui i carboidrati arrivano nel sangue dopo essere stati assimilati. Quanto più è alto questo indice, tanto più velocemente quei particolari zuccheri passano nel sangue. Prima che venissero iniziati  gli studi sull'indice glicemico, si riteneva che il nostro corpo digerisse e assorbisse i carboidrati in base alla loro complessità: prima gli zuccheri semplici, poi i più complessi, come gli amidi. Per cui i monosaccaridi e i disaccaridi innalzavano rapidamente la glicemia, i polisaccaridi più lentamente. Oggi si sa che alcuni zuccheri semplici non innalzano la glicemia più velocemente di quanto facciano alcuni carboidrati complessi. Ad esempio, le patate al forno (amidi, quindi complessi) hanno un indice glicemico notevolmente più alto del comune zucchero da cucina ; la pasta viene assimilata molto più rapidamente di uno zucchero semplice come il fruttosio. La risposta insulinica dipende dalla quantità di zuccheri nel sangue, per cui si capisce come il carico glicemico sia importante perché si prefigge di controllare proprio la risposta insulinica che deve rimanere contenuta se non si vuole favorire l'insorgere di problemi di vario tipo come l'ingrassamento o le malattie cardiovascolari. Ma ancora più importante è la valutazione e la considerazione del carico glicemico che tiene conto, oltre che dell'indice glicemico dei cibi, anche della densità dei carboidrati presenti in un certo volume. Quindi se si mangia un alimento a basso indice glicemico, per avere lo stesso carico glicemico, se ne potrà mangiare di più rispetto ad un cibo che ha l'indice glicemico più alto. Più il carico glicemico è alto, più i carboidrati arrivano velocemente nel sangue e innalzano repentinamente la glicemia; più la glicemia diventa alta, più insulina viene escreta dal pancreas per cui si verifica una brusca caduta del livello ematico di glucosio cioè si verifica uno stato di ipoglicemia con fame e irrequietezza. In definitiva con un consumo non controllato di carboidrati ad alto carico glicemico si hanno due principali effetti sgraditi: iperproduzione insulinica e sensazione di fame.

    Categorizzare gli alimenti in buoni o cattivi non è mai un buon affare perché costringe a scegliere in maniera irrevocabile cosa possiamo o non possiamo mangiare e questo può essere molto limitante nelle occasioni conviviali che caratterizzano le nostre vite quotidiane.

    D'altronde, un maggior consumo di un certo tipo di alimenti rispetto ad altri può influenzare in maniera determinante la nostra salute a seconda della qualità dell’alimento stesso.

    In base a queste considerazioni possiamo stilare delle preferenze e definire un carboidrato “buono” quando proveniente da alimenti che ci forniscono anche altri nutrienti utili, come nel caso delle fibre e delle vitamine del gruppo B dei cereali integrali.

    Possono invece essere chiamati carboidrati “cattivi” quando provenienti da alimenti che sono sbilanciati dal punto di vista nutrizionale perché contenenti troppi grassi, zuccheri o sale, come nei prodotti confezionati.

    È importante conoscere la differenza, poiché consumare più carboidrati “buoni” comporta tutta una serie di benefici per la nostra salute:

    abitudini alimentari più sane nel complesso con una dieta varia e completa di nutrienti; 

    minor rischio di malattie cardiovascolari;

    migliore capacità di controllo del peso e minor rischio di sovrappeso e obesità

    rischio inferiore di ammalarsi di diabete per via delle fibre che agiscono su funzionalità dell’intestino, velocità di assimilazione del glucosio e risposta insulinica.

  • 4 mesi fa

    La differenza é nella struttura  che hanno: gli zuccheri hanno una struttura chimica più semplice, vengono elaborati velocemente dal nostro organismo così da essere subito disponibili.. quando ad esempio si ha un senso di svenimento (il cosiddetto calo di zucchero appunto) si consiglia di assumere acqua e zucchero o un succo di frutta per far risalire la glicemia... il cervello funziona infatti usando il glucosio! I carboidrati sono zuccheri complessi, il corpo ci mette di più ad elaborarli e quindi danno energía più lentamente ma per un tempo più lungo. Assumere tanti zuccheri fa male più che altro perché si costringe continuamente l'organismo a produrre insulina ed altre sostanze per tenere il livello di zucchero nel sangue sempre costante, alla lunga si può arrivare a patologie come il diabete tipo II oppure a problemi circolatori perché zuccheri e grassi si depositano nelle arterie, quindi il sangue scorre più lentamente 

  • 4 mesi fa

    Fanno male anzi malissimo gli zuccheri semplici, come fanno male gli zuccheri derivanti da carboidrati derivanti da farine raffinate. Quindi bisognerebbe eliminare tutti i dolciumi e per zuccherare preferire il miele possibilmente non pastorizzato. Le farine e quindi i loro derivati dovrebbero essere integrali. Perché fanno male questo tipi di zuccheri? Semplicemente perché producono infiammazioni nel nostro corpo a lungo andare e come non bastasse questi zuccheri sono linfa vitale per i tumori

  • Anonimo
    4 mesi fa

    Dipende anche dallo stile di vita... Puoi mangiare anche una torta Saint Honoré intera, ma se poi vai a fare una tappa del giro d'Italia, la Liegi-Bastogne-Liegi, o la maratona di New York... Gli zuccheri non fanno nulla. Se invece ti svacchi sul divano 24 h su 24, il discorso cambia.  

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