Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 2 mesi fa

Dubbio su Nietzsche (10 Pt)?

In merito alla dottrina dell'eterno ritorno si dice che l'uomo di fatto sia costretto a vivere eternamente un vita già eternamente vissuta (sia pure questa dottrina una certezza cosmologica o solo una metafora). Posto davanti a tale rivelazione l'uomo può reagire disperandosi o accogliendo con gioia l'annuncio, dicendo sì alla vita, accettando la propria esistenza per l'eternità (amor Fati). Nel Crepuscolo degli idoli leggiamo inoltre come il libero arbitrio sia una invenzione dei teologi per poter considerare l'uomo responsabile del proprio agire e di conseguenza colpevole e giudicabile. Viene però anche detto da Nietzsche che l'oltreuomo è colui che abbandona la morale dei servi (la morale del risentimento nei confronti della vita) e abbraccia la morale dei signori. L'oltreuomo è colui che dipinge i propri orizzonti, che da sfogo alla propria potenza creativa, che lascia espandere la propria volontà di potenza. E' il bambino "libero di" fare. A questo punto sorge però un dubbio. L'oltreuomo è colui che accetta la propria vita, predestinata e non libera, anche nel dolore o che dà libero sfogo alla propria forza creatrice nell'affermazione di sè. E' accettazione coraggiosa, gioiosa del proprio destino e amore per esso (amor Fati) o creazione dei propri valori, della propria vita? Se qualcuno sapesse rispondere in modo completo gliene sarei grato, ma vanno bene anche spunti, indicazioni o articoli che trattano la questione (più specifici sono meglio è). Grazie in anticipo

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