Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 1 mese fa

Consiglio lauree?

Sono indecisa tra lingue e filosofia, a me piace più filosofia. Secondo voi?

Aggiornamento:

Io vorrei andare all’estero ma credo che lingue non sia facile.. non so neanche quali lingue scegliere. Ovviamente mi piacerebbe vivere all’estero ma si può vivere anche senza laurea

20 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 mese fa

    Scegli filosofia se è quella che ti piace di più, le lingue le puoi imparare nel tempo libero 

  • Anonimo
    1 mese fa

    Lingue,ha più sbocchi.

  • Anonimo
    1 mese fa

    Io ti consiglierei lingue ma solo perché da più sbocchi lavorativi! Se la sai sfruttare poi puoi andare all’estero (che fidati considerando lo schifo e la crisi che c’è in Italia è la soluzione migliore) e trovarti un buon lavoro con una paga ottima, mentre invece in Italia probabilmente ti ritrovi a fare la guida turistica prendendo uno stipendio misero. Lingue puoi usarla anche per lavorare come traduttrice in grandi aziende, abbinarla poi a un eventuale sbocco economico/marketing pubblicitario ecc! Sennò la puoi impiegare per insegnare qui o all’estero! Con filosofia invece l’unico sbocco valido offerto è l’insegnamento( che non è pure scontato che riesci ad ottenerlo) LINGUE TUTTA LA VITA! Ma fatta bene :)

    Fonte/i: Amici vicini disoccupatissimi che hanno scelto filosofia
  • 2 sett fa

    Non è necessaria l'università per imparare le lingue, per sviluppare un linguaggio filosofico e comprendere bene i concetti filosofici appunto, si, è necessaria. Inoltre se tu andassi all'estero dicendo di avere un attestato che dimostra che conosci la loro lingua, ma oltre ciò non hai altre conoscenze, come potresti lavorare? Invece, se imparassi una lingua attraverso un corso privato, e poi frequentassi la facoltà di filosofia, conosceresti la lingua (come tuo desiderio) ma saresti competente anche in qualche altro ambito, che all'estero potrebbe risultarti essere utile. 

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  • Anonimo
    1 mese fa

    decisamente sarebbe meglio lingue per trovare poi un lavoro. Filosofia a meno che tu non vada ad insegnare filosofia, non serve a niente. Anche se ti piacciono queste materie ti consiglierei comunque di prendere in considerazione le scienze( che sono il futuro).

  • 1 mese fa

    Filosofia non dà sbocchi lavorativi, a meno che tu non voglia insegnare tale materia (unitamente alla storia) in un liceo. Da un po' di tempo si legge online che parecchie aziende assumono laureati in filosofia (addirittura si leggono scempiaggini come "assumono i filosofi": se un laureato in filosofia è un filosofo, allora chi si laurea in lettere è automaticamente uno scrittore? e chi fa storia dell'arte è un artista?).

    Per lingue: DIPENDE DA QUALI LINGUE STUDI. I corsi linguistici sono un po' diversi dagli altri perché nel mondo del lavoro ci si orienta in base alle lingue di studio, non in base alla laurea. Se no tutti potrebbero dare per scontato che l'inglese sia conosciuto perfettamente, e in Italia l'inglese non è mai obbligatorio (se non in certe magistrali, accessibili solo a chi ha sostenuto gli esami di inglese nella triennale). 

    Di conseguenza: un conto è decidere di andare a fare inglese e francese, ben diverso è fare cinese e russo. Logico che gli sbocchi professionali sono molto diversi: se ti laurei in inglese e francese devi confrontarti con più concorrenti, ma è anche vero che ci sono più offerte di lavoro e che hai più facoltà di viaggiare. Soprattutto hai accesso all'insegnamento. Nel secondo caso, l'insegnamento si esclude automaticamente (almeno: russo viene insegnato in una manciata di scuole superiori, non è quindi una buonissima idea restare in attesa delle assunzioni ministeriali); per il resto, si è a conoscenza di due lingue di nicchia, ma occorre saper dove andare a candidarsi per poter lavorare con quelle lingue (che non si tratti di vendere camere in un hotel o distribuire i pasti su un aereo). Logico che se vai a fare cinese e russo anche i viaggi sono limitati, a meno che non si sappia far valere le proprie capacità anche se sei italiano/a e decidi di andare a vivere a New York e vuoi comunque lavorare col giapponese o l'arabo che hai appreso a fatica. 

    Non è facile: studiare le lingue straniere è una scelta di vita, non tanto una scelta "scolastica", a meno che tu non decida di andare a fare il primo lavoro a caso che ti capita. Soprattutto se non fai inglese, lingua che di solito richiede il B1 per l'accesso agli insegnamenti del primo anno (il che garantisce il C1 al termine della triennale, fermo restando che il livello linguistico è strettamente soggettivo: io ho studiato russo, e alla magistrale avevo delle compagne di corso che neanche sapevano presentarsi, mentre io per la tesi leggevo tranquillamente Tolstoj in originale, ma questo perché non mi limitavo assolutamente a quello che facevo a lezione, studiavo - e studio - parecchio autonomamente e so pormi degli obiettivi).

    Ti do solo un consiglio: non cedere al marketing delle lingue potenzialmente inutili in Italia, come il polacco, il ceco, lo svedese, lo swahili ecc, a meno che tu non intenda trasferirti in quei Paesi dove si parlano queste lingue che, in Italia, non ti chiederà mai nessuno (a meno che tu non voglia fare un dottorato di ricerca e insegnare in università, o non abbia la fortuna di poter accedere a qualche associazione che si prefigge di diffondere una determinata lingua/cultura; potresti potenzialmente darti alla traduzione letteraria, ma, provare per credere, certi Paesi non hanno una produzione letteraria/narrativa così influente sul mercato, salvo per qualche autore, che però viene tradotto da docenti/ricercatori universitari o traduttori di lingua madre).  

    Cosa importantissima: non basta "studiare" le lingue, occorre anche dotarsi di adeguati strumenti professionali. Ti consiglio di definire fin da subito dove vuoi andare a pare. 

    In pratica: 

    1) SE VUOI INSEGNARE: ti basta un qualsiasi pezzo di carta in lingue. Poco importa che i tuoi esami di contorno siano "storia del teatro francese", "letterature comparate", "filologia germanica", "storia del cinema"... basta che tu abbia l'accortezza di sostenere gli esami necessari per accedere alle classi di concorso, e finisce lì. Ovviamente puoi fare una lingua tra inglese, francese, tedesco e spagnolo + una lingua a tua scelta (a questo punto, se vuoi insegnare, che ne so, francese, puoi anche abbinarci l'islandese o il tibetano, se proprio ti interessano: tanto andrai a insegnare francese!). 2) SE VUOI OCCUPARTI DI MARKETING, IMPORT/EXPORT: occorre non solo optare per i corsi in mediazione linguistica, ma cercare anche un serissimo corso di laurea magistrale della classe LM-38, in cui si insegnino il marketing, il diritto internazionale, la ragioneria, l'informatica. Non solo: gli insegnamenti linguistici dovranno essere orientati all'utilizzo del linguaggio professionale. Non ti servirebbe a una beata mazza imparare a tradurre Shakespeare se nessuno ti insegna a scrivere una mail commerciale in inglese o a simulare una trattativa d'affari. In questo caso, l'inglese è obbligatorio, unitamente a una lingua tra francese/spagnolo/tedesco (siamo sempre lì). Possibile fare russo, arabo e cinese, sì, ma chiaramente lo sforzo è moooolto più grosso. 

    3) SE VUOI OCCUPARTI DI MIGRAZIONE/MEDIAZIONE CULTURALE: basterebbe, di per sé, la triennale in mediazione linguistica e/o culturale, ma a) il piano carriera deve essere integrato da materie quali geografia, antropologia culturale, diritto dell'UE OPPURE diritto internazionale, sociologia e affini. Chiaramente dovresti dedicarti alle lingue della migrazione, ma il mio consiglio è quello di studiare inglese, francese, spagnolo e portoghese, dando priorità alle varianti americane e africane. Le lingue realmente richieste sono romeno, albanese, arabo e cinese, MA ATTENZIONE: "arabo" e "cinese" sono due concetti astratti, poiché gli immigrati parlano i dialetti. Se incroci un cinese è più facile che parli il cantonese che il cinese che fanno studiare all'università; analogamente, gli arabi parlano una variante diversa a seconda della zona di provenienza. 

    Altre lingue utili sono serbo-croato (include anche bosniaco e montenegrino), parlato dalle comunità rom, ucraino e sloveno (ma solo nel nord-est). 

    4) SE VUOI TRADURRE O INTERPRETARE: in Italia esiste la LM-94 (mi pare sia 94, o forse 91, ma non importa!) preposta alla formazione di interpreti e traduttori, tuttavia i due percorsi raramente sono separati (a Bologna esistono però due corsi di laurea magistrale separati, uno in traduzione e uno in interpretariato). Anche qui, i corsi devono essere completi, senza esami messi a caso ma funzionali al profilo professionale in uscita. Logicamente un buon percorso per interpreti deve prevedere soprattutto tanti moduli pratici di lingua, oltre che esami come psicologia, linguistica (di livello avanzato), uso dei laboratori di interpretariato (per la simulazione) ecc. 

  • 1 mese fa

    Lingue assolutamente, filosofia la puoi coltivare vome passione 

  • Anonimo
    1 mese fa

    1) Sbocchi di lingue: ti ha risposto benissimo Sashimi San.

    2) Sbocchi di filosofia: insegnamento, a meno che tu non riesca a restare nell'ambito accademico con dottorati eccetera.Tieni in considerazione che purtroppo attualmente la laurea in filosofia non è particolarmente valutata in Italia (e aggiungo: purtroppo, è un corso molto impegnativo e bello che forma la mente). CONSIGLIO PERSONALE SE VUOI FARE FILOSOFIA: iscriviti a "lettere con curriculum filosofico" nel senso, iscriviti a lettere in una facoltà dove sia possibile dare molti esami di filosofia, dopodiché alla magistrale fai filosofia. Questo ti darà accesso a molte più classi di concorso per l'insegnamento, e avrai comunque un'ottima formazione nelle materie che ti piacciono.

    Fai bene a scegliere ciò che ti piace di più, io stessa sono di quelli che dice che si deve studiare ciò che piace con coraggio e tenacia, però qualche "trucchetto" per avere anche più sbocchi, direi che può essere una buona idea :)

  • Anonimo
    1 mese fa

    Filosofia! Devi fare ciò che ti piace in primis, poi puoi comunque andare all'estero e imparare la lingua del paese in cui sei parlandola tutti i giorni!

  • Anonimo
    1 mese fa

    Se vuoi puntare sulle lingue ti consiglio di iscriverti a Scienze della mediazione linguistica, si studiano le lingue in modo approfondito. In percorsi ad esempio come Lingue e Letterature si studia più letteratura che lingue, e si studiano le lingue meno approfonditamente rispetto a Mediazione Linguistica.

    Per quanto riguarda quali lingue scegliere, dipende molto da quello che vuoi fare poi con le lingue acquisite. Se ad esempio scegli tedesco con l’intenzione di trasferirti in Germania magari per lavorare in aziende specifiche, o se vuoi imparare bene il francese per andare in Lussemburgo o Francia o Svizzera ecc.

    Poi ti consiglio di valutare MOLTO bene tra università pubblica e privata. Ad esempio Mediazione Linguistica all’università pubblica di Torino dicono che non sia buono il corso per molte ragioni, mentre c’è una università privata di Mediazione Linguistica MOLTO preparata a Torino, e io intendo frequentare l’università privata di Mediazione Linguistica proprio per questo.

    Poi c’è sempre l’isee, eh, se hai l’isee basso anche in una università privata paghi poco, perché con il reddito basso si hanno agevolazioni.

    In ogni caso informati bene sui corsi che ti interessano, su quello che vuoi fare da grande, ma quello che ami, che cosa ti aspetti e soprattutto sulle diverse università.

    Io ti direi di puntare tutto comunque sulle lingue, con magari una magistrale in economia all’estero (ad esempio in Danimarca l’università è gratis, prendi la magistrale in economia la e via). Con Lingue puoi fare tante cose, anche nel turismo se vuoi. Aziende varie, Turismo, Import export, traduzioni in editorie, mediatore a livelli sociali o per progetti internazionali tipo all’ONU, ecc ecc.

    Con filosofia cosa potresti fare? Insegnante? È questo che vuoi? Devi vedete TE cosa vuoi, cosa ti aspetti dalla tua vita, come e dove ti immagini tra 10 anni ecc.

    Buona fortuna.

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