Anonimo
Anonimo ha chiesto in Matematica e scienzeFisica · 1 mese fa

Nella legge di Archimede cè qualche motivo secondo il quale un oggetto avrà una precisa parte sommersa e una precisa parte esterna? Oppure è?

Aggiornamento:

" casuale" e non si può determinare la parte che sarà sommersa e la parte fuori?

2 risposte

Classificazione
  • 1 mese fa
    Risposta preferita

    La risposta sulla percentuale del corpo che resterà fuori dell'acqua lì'hai già avuta.

    Se ti domandi invece non QUANTA parte del corpo ma QUALE resterà fuori e quaule resterà sotto, allora questo dipende dalla FORMA.

    Ad esempio se guardi la sezione trasversale di una imbarcazione, vedrai che puoi determinare un BARICENTRO sia per la nave che per l'acqua spostata.

    Ora, per avere equilibrio stabile bisognerebbe che il baricentro della nave fosse SOTTO il baricentro dell'acqua spostata, in questo caso non ci sarebbero problemi.

    PERO'

    Questo non succede praticamente mai, il baricentro della nave si trova SOPRA il baricentro dell'acqua spostata.

    Quindi la nave tende ad inclinarsi e capovolgersi.

    PERO' (ci sono tanti però)

    inclinandosi, CAMBIA la forma della parte immersa, ed il baricentro (sempre della parte immersa) si sposta.

    Senza disegnare è un problema, però posso dirti che (ammettiamo che la nave si inclini verso destra) il baricentro della parte immersa si sposta verso destra PIU' di quanto non si sposti il baricentro della nave, seguendo una curva particolare e questo crea una coppia stabilizzante che riporta la nave diritta.

    Cerca in rete "Raggio metacentrico" e ci sarà senz'altro una buona descrizione.

    Sempre ammesso che fosse questo che ti interessava.

  • exProf
    Lv 7
    1 mese fa

    PRIMA LA RISPOSTA

    Si ha

    * galleggiamento per dr < 1,

    * equilibrio indifferente per dr = 1,

    * affondamento per dr > 1.

    ---------------

    Se dr < 1, il principio di Archimede dice che, all'equilibrio,

    * dL*Vi = dS*V (la spinta idrostatica sostiene tutto il peso)

    da cui

    * la frazione di volume immersa

    * Vi = dr*V;

    * la frazione di volume emergente, Ve = V - Vi = (1 - dr)*V, è

    * Ve/V = (1 - dr) > 0.

    ------------------------------

    POI SPIEGAZIONI, NOMI E RELAZIONI

    Il principio di Archimede parla di forze, volumi e densità (non di masse).

    «Un solido più denso di un fluido, se collocato in esso, discenderà in fondo al fluido e se si peserà il solido nel fluido, risulterà più leggero del suo vero peso, e la differenza di peso sarà uguale al peso del fluido spostato».

    Posti:

    * dS, dF, dr le densità del solido, del fluido e relativa fra di esse: dr = dS/dF;

    * V il volume del solido e del fluido spostato;

    * V = Vi + Ve il volume del solido galleggiante e delle sue frazioni immersa ed emergente;

    * pS, pF i relativi pesi.

    Da p = g*d*V, si ricava il peso apparente per effetto della spinta di Archimede

    * pA = pS - pF = g*V*(dS - dF).

    ---------------

    * g = 9.80665 = 196133/20000 m/s^2

    L'accelerazione di gravità g fu definita a tale valore convenzionale dalla terza CGPM, nel 1901; in Italia c'è l'obbligo di legge [DPR 802/1982] di usare solo questo valore, specie nelle scuole: non 9.8 o 9.81.

    Ogni insegnante è Pubblico Ufficiale, quindi con l'obbligo di far osservare le prescrizioni di legge.

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