Enrico ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 4 sett fa

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Multae sunt Cincinnati res gestae temporibus rei publicae Romanae. Sub specie pacifici hominis, agricola erat peritus non solum rei rusticae, sed rei etiam militaris et civilis. Pervicacissimi Latinorum Aequi et Volsci erant et cotidiani hostes. Sed hostes praecipue Titus Quinctius domuit. Virtutem et fortitudinem sui pectoris ostendit ubi cives eum creaverunt dictatorem. Nuntii senatus eum invenerunt sub meridie arantem suum agellum trans Tiberim. Medium erat tempus forte sementis, cum patricium virum innixum aratro suo lictor in ipso opere deprehendit. Ab aratro statim in aciem descendit, hostium copias in planitie fudit, exercitum Romanum et consulem ab hostium obsidione liberavit. Inde, victos, rustici operis imitatione, more pecudum sub iugum misit. Post victoriam in urbem intravit et ibi triumphum egit, deinde abdicavit et ad boves et aratrum suum revertit. Sic in rebus adversis Romani, patriam suam, servavit. Tristis enim erat Romae sors, sed Cincinnatus salutem patriae omnibus suis rebus praeposuit et civibus suis bonam spem praebuit.   

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  • 4 sett fa

    Molte sono le imprese di Cincinnato ai tempi della repubblica romana. Sotto l'aspetto di uomo pacifico, era un contadino esperto non soltanto di agricoltura, ma anche di arte militare e di amministrazione civile. Gli Equi e i Volsci erano i più tenaci e, per così dire, i quotidiani nemici dei Latini. Ma Tito Quinzio soprattutto domò i nemici. Mostrò il valore e la forza d'animo del suo cuore quando i cittadini lo elessero dittatore. I messaggeri del Senato lo trovarono intorno a mezzogiorno che aravano il suo campicello al di là del Tevere. Per caso si era intorno alla metà della stagione della semina, quando il littore sorprese l'uomo patrizio che si appoggiava all'aratro in quest'operazione. Dall'aratro subito scese sul campo di battaglia, sbaragliò le truppe dei nemici in campo aperto, liberò l'esercito romano e il console dall'assedio dei nemici. Quindi, dopo averli vinti, li mandò sotto il giogo al modo delle bestie da tiro, a imitazione di un lavoro agricolo. Dopo la vittoria entrò in città e lì celebrò il trionfo, quindi si dimise e ritornò ai buoi e al suo aratro. Così nelle circostanze avverse salvò Roma, la sua patria. Infatti il destino di Roma era triste, ma Cincinnato antepose la salvezza della patria a tutti i suoi affari e diede ai suoi concittadini una buona speranza.   

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