Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 5 mesi fa

Versione Latino urgente!!!!?

Sextus Tarquinius cum comite uno Collatiam venit. Exceptus benigne, post cenam, in hospitale cubiculum deductus est sed, amore ardens, ad dormientem Lucretiam venit et, sinistra manu mulieris os opprimens, "Tace, Lucretia" -inquit- "Sextus Tarquinius sum; ferrum in manu mea est; morieris, si emiseris vocem."

Terrore obstinata mulieris pudicitia victa est.

Mane, profectus inde Tarquinius, Lucretia, maesta tanto malo, nuntium Romam ad patrem Ardeamque ad virum mittit. Pater Spurius Lucretius cum P. Valerio Volesi filio, Collatinus cum L. Iunio Bruto veniunt.

Lucretiam sedentem maestam in cubiculo inveniunt. Adventu suorum quaerentique viro, mulier inquit: "Amissa est pudicitia mea. Vestigia viri alieni, Collatine, in lecto sunt tuo; sed corpus tantum violatum est, animus insons. Mors testis erit. Sed date dexteras fidemque! haud impune adulter esto! Tarquinius hostis pro hospite priore nocte vi armatus fuit; mihi Tarquinioque, si vos viri estis, pestiferum gaudium erit."

Dant omnes fidem; consolantes aegram mulierem, dicunt: “Mens peccat, non corpus; sine consilio culpa non est.”

 Sed Lucretia inquit: "Etsi me culpa absolvo, supplicio non libero; nec alia mulier deinde impudica Lucretiae exemplo vivet."

Cultrum sub veste abditum in corde defigit et moribunda cecidit (da cado, is, cecidi, cadere). Conclamant vir paterque.

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  • 5 mesi fa

    Sesto Tarquinio con un solo compagno giunse a Collazia. Accolto benevolmente, fu condotto nella camera degli ospiti ma, ardente d'amore, si recò da Lucrezia che dormiva e, tappando con la mano sinistra la bocca della donna, disse: "Taci, Lucrezia, sono Sesto Tarquinio; c'è una spada nella mia mano; morirai, se emetterai un grido".

    L'ostinata castità della donna fu vinta dal terrore.

    Al mattino, partito di lì Tarquinio, Lucrezia, addolorata per una disgrazia così grande, invia un messaggero a Roma presso il padre e ad Ardea presso il marito. Giungono il padre Spurio Lucrezio con Publio Valerio figlio di Volesio, Collatino con Lucio Bruto.

    Trovano Lucrezia che sedeva mesta nella camera da letto. All'arrivo dei suoi e al marito che la faceva domande, la donna rispose: "La mia castità è perduta. Nel tuo letto, o Collatino, vi sono le tracce di un uomo estraneo; ma soltanto il corpo è violato, l'animo è innocente. La morte ne sarà testimone. Ma scambiatevi le destre e la promessa! non sia adultero impunemente! Tarquinio, la notte scorsa, fu nemico armato con la forza invece che ospite; per me e per Tarquinio, se voi sarete uomini, questo piacere sarà portatore di rovina".

    Tutti si scambiano la promessa; tentando di consolare la donna infelice, dicono: "Pecca l'animo, non il corpo; senza consenso, non vi è colpa”.

    Ma Lucrezia dice:"Anche se mi assolvo dalla colpa, non mi prosciolgo dalla pena; né in seguito vivrà un'altra donna impudica con l'esempio di Lucrezia".

    Si conficcò nel cuore un coltello nascosto sotto la veste e cadde moribonda. Gridano il marito e il padre.

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