Spiritualmente, il «dubbio» è un peccato?

Non già inteso come stato di ἀπορία (aporia), di "sgomento" spirituale - dettato dalla perplessità esistenziale dell'individuo - ma nel suo significato integrale più essenziale, ovvero un approccio costantemente dubitativo che permea l'intima interiorità di ogni individuo «alla ricerca».

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20 risposte

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  • 3 sett fa
    Risposta preferita

    Devo dire che spero di leggere un'intera serie di domande della forma "Spiritualmente, ... è peccato?" perché sono davvero affascinanti tanto per la riflessione (il che credo derivi dal fatto che nascano da una riflessione) che portano, quanto per le risposte che si leggono.

    Arrivo alla risposta.

    Credo che il dubbio sia la causa prima di ogni ricerca.

    Quando siamo in uno stato (una situazione del nostro corpo, della nostra mente e della nostra anima) siamo in qualche modo fermi, statici all'interno di una zona che delimita la nostra situazione e, in maniera più specifica, le nostre idee. Può succedere che in quello stato sorga un dubbio (è curioso questo moto dal basso del dubbio, quasi venisse da dentro, dalle profondità del nostro essere. Che sia connaturato all'uomo?). Il dubbio si esprime, spesso, con una frase tipo "E se questa idea ...?".

    E

    Sembra banale, ma la congiunzione "e" ha tutta l'aria di voler dare continuità al nostro pensare. Il dubbio non nasce dal nulla, nasce da uno stato e dal riflettere sul nostro stato. Nella riflessione arriviamo al momento in cui aggiungiamo alle idee già esplorate qualcosa di diverso che ancora non sappiamo cosa sia... "e..."

    SE

    L'ipotesi. Per un attimo la nostra mente esce dagli schemi, fugge nel mondo delle possibilità e torna indietro tenendone stretta una, accettandola anche solo per un brevissimo frangente. Il dubbio porta alla possibilità, alla potenzialità e ci fa guardare dall'essere in atto all'essere in potenza. Ci porta in bilico davanti alle nostre idee. Quante volte abbiamo pensato "se invece..." ipotizzando situazioni contrarie o molto diverse dalla nostra. Situazioni possibili. Appena la mente ne contempla una... non sarà più la stessa, non saremo più gli stessi.

    QUESTA IDEA

    Il dubbio nasce dal terreno fertile delle idee già nostre. Il dubbio non inventa, trasforma il nostro modo di vedere. E per farlo serve un modo di vedere da trasformare. Non è secondario il fatto di partire da qualcosa anche se piccolo, insicuro e probabilmente insignificante. Serve.

    ?

    La domanda. Il dubbio pone domande e chiede risposte. Il dubbio è attore di un dialogo interiore, ed essendo noi a gestire domande e risposte (quelle che diamo a noi stessi perché anche se fossero altri a suggerirle, esse devono essere accettate da noi per diventare nostre) il dubbio può essere un avversario difficile da convincere.

    Credo che il dubbio possa essere considerato non solo un approccio per la ricerca, ma la fonte stessa del nostro cercare, dell'essere inquieti (non-quieti, non-inerti) davanti alle cose.

    In quest'ottica, oserei dire che non esiste vita spirituale (o spiritualità) senza il dubbio, perché non esiste spiritualità senza ricerca.

    Se la spiritualità è una tensione verso il Divino, uno slancio verso qualcosa che per Sua natura è incommensurabile (che non può essere nemmeno confrontato con le nostre scale umane) allora non può esistere spiritualità senza ricerca, senza un cammino che si ponga l'obiettivo (irraggiungibile) del Divino. Quindi ogni sosta è sempre troppo presto. E ogni dubbio è sempre motivo e origine di ricerca. (Il dubbio non è solo "di negazione", anzi, il più delle volte opera una metamorfosi in noi)

    Il dubbio insomma ci tiene in moto. Ha la possibilità di allontanarci dal Divino, è vero. Ma anche quella di avvicinarci. E una spiritualità che non tenti, per quanto sembrino tentativi sciocchi, è una spiritualità che si ferma e si cristallizza su una visione del Divino che risulterà, per sua stessa natura, incompleta.

  • Anonimo
    3 sett fa

    No,siamo tenuti a studiare,ricercare,approfondire la nostra fede.

  • DEVA
    Lv 6
    3 sett fa

    per quello che so di religione ovvero molto poco, a mio avviso la bibbia qui si contraddice, in ebrei dice che la fede è qualcosa che crede cose che nemmeno si vedono, in un altra scrittura dice che bisogna accertarsi prima di credere.

    mia conclusione, prima preferisco accertarmi delle cose

  • 3 sett fa

    Chi riesce a distinguere le persone in studenti immaturi (quelli che imparano a memoria le cose) e in studenti maturi (quelli che ragionano sulle cose), osserva con STUPORE che le parole umane dipendono: o dalla memoria o dalla ragione.

    . . .

    Potessimo andare indietro nel tempo, scopriremmo che il principio cardine del 1500 era << la FEDELTÀ >>: la fedeltà alla propria moglie; la fedeltà al proprio padrone; la fedeltà a dio; etc., etc., etc.

    Ma perché, a parere dei vari apprendisti di quel periodo, la fedeltà era così importante?

    Se avessimo l’opportunità di fare un’intervista del genere, verremmo subissati da una marea di parole! Una marea di parole che però << stringi-stringi >> l’essenza proferita dalle bocche degli allievi inesperti del 1500 sarebbe: << Perché ce l’ha detto il nostro maestro (/professore)! >>

    Oggi invece il principio CARDINE di tutti gli studentelli immaturi è: il DUBBIO.

    A questo proposito però sarebbe opportuno dire che i maestri ufficiali del 1500 non erano gli unici maestri, i ragazzini dell’epoca avevano anche altri canali per apprendere che << la fedeltà >> era la regina di tutti gli apprendimenti: c’era l’inferno spiegato dei preti, c’erano le galere indicate dai gerarchi dell’epoca e c’erano gli schiaffi regalati dai propri genitori.

    Dico questo perché l’ultima cosa insegnata da un insegnante è: << quello che vi dico io è vero, perché ve lo dico io >>. Cioè l’associazione << quella tal cosa è vera perché l’ha detta il maestro! >> è un’associazione che fa l’allievo immaturo, nessun insegnante … insegnerebbe una cosa del genere.

    Stesso discorso vale per il dubbio. Oggi lo insegna la televisione, lo insegna il cinema, lo insegna la politica … tutti strumenti che giocano quella carta per meglio sparare a zero sul vuoto mentale della popolazione.

    Tuttavia gli addetti all’insegnamento … insegnano altro! E difatti oggi, come 500 anni fa, chi mostra DUBBI durante l’interrogazione (quasi sempre) riceve una seconda domanda, poi una terza, poi una quarta. E questo perché lo studente che ha dubbi – per i maestri di ogni epoca – può rispondere bene una volta, può rispondere bene due volte, può rispondere tre volte … ma prima o poi cade:  se ha dubbi significa che non ha studiato la lezione.

    Cioè il dubbio è sacrosanto quando davvero mancano gli elementi per prendere una decisione, ma non può essere il principio cardine su cui fondare qualcosa. E d'altronde tu te lo immagini se alla domanda << Mi ami? >>, il tuo ragazzo ti rispondesse: << Penso di sì, ma non ne sono sicuro! >>

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  • No, perché mai dovrebbe esserlo, anzi.

    Il dubbio è esclusività di chi possiede autonomia intellettuale: solo lo stupido rifuggirà da ogni dubbio e taccerà di essere in fallo chiunque ne abbia, specie se a riguardo lui ha una di quelle certezze frutto di indottrinamento, prive cioè di quel travaglio, quel percorso personale che l'hanno portato, attraverso il dubbio, a fare propria quella conoscenza e quindi a usarla come strumento ma allo stesso tempo sostenerla con coraggio e onestà in qualsiasi confronto. Lo stupido in altre parole condannerà il dubbio per pura autodifesa: non può permetterselo insomma.

    Io ripeto spesso: "non cambierei i miei dubbi con le certezze di nessuno"

    Bertrand Russell diceva:" Il problema del mondo è che le persone intelligenti sono piene di dubbi mentre gli stupidi sono tutti sicuri di sè".

    Purtroppo in un mondo dove ormai in ogni campo l'apparenza supera la sostanza ti lascio pensare la perniciosità di una simile stortura...

  • 3 sett fa

    Spiritualmente, il «dubbio» è un peccato, certo. Questo vale soprattutto per le tradizioni religiose monoteistiche. Se si crede che il Vangelo sia la Parola di Dio rivelata da Gesù il Cristo, io cristiano sono tenuto ad accettarla, rispettarla e osservarla in ogni aspetto della mia vita. Poi, è ovvio che io possa nutrire dei dubbi, ma questa è colpa della fragilità e debolezza della natura e della mente umana e delle tentazioni del Maligno (Iblis o Shaytan per i musulmani), oltre al fatto che la volontà umana non coincide sempre col volere di Dio e molto spesso non lo comprende. Arrivare all'accettazione della Tradizione (trasmissione della verità di Dio attraverso i profeti e Gesù) e della volontà di Dio è un compito molto difficile per l'essere umano, che oppone resistenze di vario genere. L'importante è evitare quella che in greco antico è chiamata dipsychia o doppiezza d'animo, per cui si professa di credere in una cosa e si agisce (o si pensa) in un altro modo. Preghiera, digiuno, santità di vita, meditazione costante dei testi sacri (Scritture) dovrebbero permettere di entrare in contatto diretto con la Fonte stessa della Tradizione, cioè Dio, che rivela a chi vuole la conoscenza dei Suoi misteri.       

  • 3 sett fa

    Nella mia..:

    La Sharia ha stabilito il comando della religione con certezza, assertività e autenticazione delle sue notizie e delle sue decisioni stabilite nel Corano e nella Sunnah; Perchè no? Perché questa è una religione e una legge, ispirata da Dio, e non filosofie umane o idee umane, soggette a cambiamenti e dubbi, quindi questa è una religione, dottrina e regole divine in cui l'accettazione, la credenza, la convinzione mentale e la sincerità cardiaca sono essenziali ai massimi livelli.

  • 3 sett fa

    Se per non commettere questo (scrivi tu) peccato, continuamente, ovvero quando l’individuo stesso in modo abituale si lascia trasportare semplicemente dal suo cervello, seguendo semplicemente (ripetizione necessaria) la sua natura primaria, invece di stopparsi (e l’essere umano è capace anche di questo volontariamente), solo perché così perdo il Paradiso, allora Dio non doveva dotarci della capacità intellettiva e pratica di fare e pensare tutto e il contrario di tutto.  Se Dio deve usare la scusante che siamo anche capaci pure sforzandoci, di non esagerare, non trovo giusta la sua giustizia. Dio, Evoluzione, quello che vuoi: se l’essere umano è dotato della capacità di pensare e fare, e strafare o autoimporsi il limite di non esagerare, quest’ultimo non deve essere il motivo per cui meritarsi di stare alla presenza di Dio. Dio ci avrebbe dotato di tutte queste cose e l’unica cosa che Egli “DESIDERA” sarebbe che noi ci autolimitiamo? Con la scusa del benessere post-mortem in cui in tanti sperano, in tanti appunto non si rendono conto che sembra di avere a che fare con un despota o semplicemente con dei “sottoposti” che creano una visione di un capo supremo abbastanza credibile e vendibile da non far capire chi sono i veri capi. Con la scusa del Sommo Bene, del piano divino che altro non è che poter vivere bene in un aldilà fatto di BENE, molti vengono ingannati e si fanno bastare la conoscenza solo spirituale e il “ti voglio bene” spirituale di Dio. Senza nessuna vera presenza materiale. E chi non ce la fa a farselo bastare, parte coi deliri, riesce almeno a “vederlo” anche se sicuramente non è lì. Se non ci fosse un bombardamento continuo e un continuo stoppamento dei dubbi, la gente tratterebbe Dio come trattano le persone. Ovvero trattarle di mmmerdaaa. Le persone che continuano a commettere sbagli ma se interessate, pronte a finirla di sbagliare, scartate alla prima delusione e tradimento. Dio che delude già col fatto che non fa sentire mai la sua presenza e mi sembra palese che chi non fa altro che stare addosso a Lui, autogenera      la sensazione di sentirsi amato da Lui, invece viene sempre scusato, quando anche con questo presunto essere che si dice esista, siamo già pronti a maledirlo (sia che tu sia un credente che non sa un càààzzo della propria religione, sia che tu sia il più dotto dei teologi). E il fatto che tu prima o poi con Dio ti ci incazzi, non fa altro che presupporre che tu sia una persona sana di mente (volendo usare sto termine), che almeno dà segni di non essere sempre assuefatto dalla credenza. Sei semplicemente una persona a cui è stato fatto credere di avere tanto ma proprio tanto bisogno di questo fantomatico dio e tu hai dato ragione a chi te l’ha detto. 

    Il fatto è che siccome interiormente sai che le persone sono sempre persone, mentre questo fantomatico Dio immortale e potentissimo e impossibile da detronizzare è appunto un Dio, tu a Dio, che si comporta come le persone, lo scuserai sempre. Tanto chi è mortale, hai sempre varie scelte da poter adottare su questa terra verso di lui o lei. A volte arrivi persino ad uccidere, perché lo sai che puoi farlo. Dio non lo puoi uccidere. Sarei portato a credere che l’Avversario (Satana) contro il Dio, altro non è che la mitologica ennesima storia di uno scontro fra persone che non la pensano allo stesso modo, con la differenza che Dio è sempre portato con tutte le arrampicate di specchio possibile, come colui che ha ragione  poiché Lui è il Creatore. E il Creatore non può assolutamente essere un Saw l’enigmista che sceglie di compiere sempre il male perché si annoia, minacciando qua e là... Questo è quello che la Bibbia ci offre, ce lo mette in bella vista, ma nel frattempo nega che Dio sia così. 

    Se questo presunto Vero Dio si affida agli uomini (un po’ pochi... e tra l’altro sempre portati ad avere potere e ad abusarne. Perché appunto l’uomo è così) da lui creati per farsi conoscere, e sa che sono difettosi, avendoli creati o lasciati a difettarsi, facendo scrivere di sé, quando la Bibbia stessa (parlando alla Biglino), non parla di Dio, ma parla di più di ciò che “lui” comanda, di cccaazzzzi e mazzi del popolo più bellicoso e sparaminkkkiate della storia (che come, ma più di altri popoli...certamente parla anche delle proprie sconfitte, bisogna ammetterlo, ma come tutte le civiltà, si deve vantare di cose, di conquiste , che però non sono documentate da prove archeologiche o da scritti di ebrei totalmente onesti dal punto di vista patriottico), allora non è veramente Dio molto probabilmente.

    Troppi misteri, troppe frasi che “eh, sono da interpretare”. Troppe incoerenze umane. Un Dio presunto che non si nasconde come il Dio nascosto teorizzato nei secoli, parla chiaro. Se ci sono dei comandi di Dio, sono scritti nella PIETRA con lettere d’oro da Lui, e non ci prendiamo la scusa del “il Dio che si rivela nella storia”...tramite gli uomini...facendo scrivere a loro su dei fottutissimi papiri che posso bruciare. Se Dio si vuole fare conoscere, e lo avesse davvero fatto, dobbiamo cercare l’isola di Atlantide con al centro un Monolite di 100 metri di altezza con su scritto chi Lui è, cosa vuole, ecc...!!! Io non posso fidarmi del primo rimbambito “pieno dell’amore” che mi vaneggia di “cose divine”. O di un mistico che non ha nulla che lo renda più degno di me a ricevere delle apparizioni. 

    Sai, pensandoci, già che la Bibbia è una raccolta di libri, sembra quasi che la Bibbia non sia altro che la testimonianza da usare, per quei singoli individui di popoli semiti e cananei antichi, che realmente, altro non sono che tutti quei singoli che sono stati allontanati dalla civiltà originale. Perché negli stessi racconti della Bibbia viene fuori come già “il Dio di Isacco” (un rinnegato) se ne sbatta le palle di Ismaele, rinnegato. E quindi, anche Ismaele e discendenti, parlando della Bibbia e se la Bibbia ne parlasse (magari gli ebrei hanno un altro grande Libro anche per chi non viene più nominato nella torah classica), credono in Yahweh, ma siccome è già un PECCATO essere figlio di Agar e non di Sara, allora Abramo che è sicuramente un rinnegato (altro che Dio mi ha parlato, me ne vado dal Paese di Ur; la verità è: quei figli di ******* della civiltà di Ur di cui facevo parte, mi hanno mandato al diavolo), rinnega Ismaele cacciando figlioletto e schiava, perché come scritto, a Sara sta cosa di Ismaele da che andava bene, gli ha poi rotto i coglijjjoni. 

    Quindi stiamo parlando di Abramo, che ha detto o almeno fatto in buona fede: di tutto il pantheon della mia civiltà originaria mi f00tto Yahweh e gli metto anche come nome EL così faccio un torto a quelli che identificano EL con EL. 

    Come tutte le persone, già nell’antichità, anche i rinnegati cercano un altro gruppo di loro simili (altri rinnegati), per far massa. Aggregazione, formazione e accettazione di un e nel gruppo. È psicologia, in breve. 

    Il fatto che gli ebrei esistano ancora è solo fortuna e modo di giocare e usufruire delle opportunità (oppressioni o meno) per sopravvivere. Anche in India vivono ancora indiani e induisti, ma questo non vuol dire che devono ringraziare  i loro Dei per esserci ancora.

    La carneficina di religiosi, ebrei anche, è una realtà, non storielle finte. Se qualcuno lo volesse potrebbe sterminare qualsiasi ebreo,   partendo dagli etnici, e Yahweh non li salverebbe. E non perché da dopo Gesù hanno ormai totalmente perso la protezione di Yahweh... dai... 

    Ne sono state sotterrate di civiltà anche solo etnicamente parlando: solo perché ancora ci sono persone dalle caratteristiche morfologicamente semite, non vuol dire che è perché sono protette dal loro Dio. E non è divinamente corretto, se tu sei Dio, mischiarti e farti venerare in modo minore da Sumeri, Babilonesi, Assiri cercando l’approvazione di un paio di rinnegati ogni volta. E soprattutto se sei Dio ed esisti, non agisci davvero come un essere umano, prendendoti unicamente il titolo di Dio della Guerra, e nemmeno cerchi di plasmare la storia facendola andare avanti con guerre varie per passare il tempo, quando sai  che nemmeno farsi la guerra ha senso, ma non perché sei Dio ma proprio perché se ogni cosa finisce e rimane solo il ricordo per qualche tempo, allora come diceva Salomone anche quando si è perso a venerare altri Dei ( come facevano i popoli originari che hanno cacciato quelli che si sono presi solo Yahweh), tutto è vanità. E un Dio che si rispetti -o almeno quello caricato con i concetti che ti faranno dire che tutto è vanità e che lo pensa anche Dio stesso- non può essere vanitoso. Cosa che viene puntualmente disattesa: Dicono che Dio non è come un essere umano, ma si comporta come lui. Almeno, in Occidente, gli Dei erano come gli esseri umani e venivano vantati, e non ti inventavi “oh ragazzi, gli Dei si comportano come noi ma non sono come noi”. In Occidente erano più coerenti: “ Ragazzi, attenzione, gli Dei sono come noi, solo un po’ di più, e se lo possono permettere meglio di noi”.

  • 3 sett fa

    assolutamente no! Il dubbio fa' camminare ed evolvere...

  • 3 sett fa

    No Yogananda diceva che e costruttivo perche ti spinge a cercare una risposta maggiore

  • 3 sett fa

    No

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