Federico ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 2 mesi fa

Perché un medico senza laurea non può svolgere la professione? ?

Ciao a tutti, 

per caso ho letto una vecchia notizia che ha suscitato in me la necessita di confrontarmi. 

Nello specifico, si parla di un 'medico' (le virgolette riassumono la domanda) che ha esercitato la professione per 36 anni senza aver mai conseguito la laurea in medicina. 

La mia domanda nello specifico è: "Per quale motivo limitare l'esercizio di una professione a chi possiede un titolo?" 

In questo caso mi riferisco ad una professione che ha un valore sociale rilevante, ed è comprensibile che in qualche modo venga fatta una sorta di selezione per limitare 'l'abuso di esercizio di professione' di cui si parla nella notizia citata. Il percorso di laurea dovrebbe attestare il raggiungimento di certi obiettivi e una buona conoscenza della materia. 

Ma poniamo il caso che una persona nel corso degli anni abbia acquisito le conoscenze richieste per svolgere il suo lavoro in modi 'alternativi', per esempio attraverso un'esperienza personaleal di fuori dell'università. Ecco, se questa persona nel corso di 30 anni di professione avesse sempre svolto il suo lavoro con passione e con buoni risultati, acconsentireste a fargli operare vostro figlio/a o sareste restii perché non possiede una laurea?  O sarebbe giusto che perdesse il lavoro perché non in possesso di un titolo? 

Probabilmente è una domanda banale ma non riesco a concepire il fatto che non si dia importanza ai fatti e ci si basi così tanto sulle statistiche e sugli attestati...

2 risposte

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  • 1 mese fa

    Proviamo ad uscire da un caso eccezionale come quello che hai citato. Una persona vuole fare il medico ma non ha un attestato che ne certifichi le competenze. Si reca in un reparto ospedaliero e chiede di cominciare ad esercitare la professione. E' un lavoro di responsabilità e da esso dipende la vita della gente. Al momento dell'assunzione bisogna valutare se il suo profilo sia idoneo alla professione. Come? Fidandosi del candidato che afferma di conoscere il necessario per esercitare? Ammessa la buona fede del candidato, potremmo considerare imparziale un'autovalutazione delle proprie capacità?Si potrebbe utilizzare un test che ne certificasse le conoscenze. E se così fosse, può un test certificare che tutte le aree del sapere che gravitano attorno alla medicina siano state sufficientemente approfondite? Le patologie sono numerose e necessitano di svariate conoscenze tra cui chimica, anatomia, biologia e statistica. C'è un modo più efficace di un percorso di studi, al termine del quale sia accertato che certe materie siano state approfondite, per sincerarsi che non vi siano lacune in certi campi ? Un'opzione potrebbe essere quella di venir affinacati ad un medico esperto che gradualmente ti introduca al lavoro.

    Sarebbe capace di insegnare tutte le nozioni delle materie sopra citate e intanto svolgere empiricamente il lavoro ? Non si paleserebbe la necessità di una conoscenza teorica che preceda, per necessità la pratica ? La risposta a questo problema non potrebbe essere proprio l'università? Tornando al medico mi viene da fare una considerazione. E' probabile che chi non sia in possesso di un titolo di studio ma  sia riuscito ad esercitare la professione di medico abbia, a un certo punto della sua vita dovuto rispondere alla domanda "sei in possesso della laurea in medicina?" e che, di fronte a questa domanda abbia quindi mentito. E' prudente fidarsi di una persona in grado di mentire così bene?

  • Serena
    Lv 7
    1 mese fa

    Senti, già i medici laureati e specializzati ci fanno crepare per la loro incompetenza, ci manca solo uno che non ha fatto gli studi necessari ad approfondire la materia. 

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