∞ V ∞ ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 2 mesi fa

Cosa? Perché? Scrivimi una poesia la quale diventa più commovente allorché la biografia del poeta si disvela?

Non so se è una domanda eccessivamente particolare e, tuttavia, ammettiamolo: per apprezzare alcune poesie non serve affatto conoscere il background biografico di chi la scrisse. A cosa ci servirebbe conoscere la vita intera di Verlaine per poter apprezzare 'Soli morenti'? La poesia, in quel caso, inizia e finisce in sé stessa.

Mi sono tuttavia accorto di un errore comune che si fa tutt'oggi con 'Arsenio' di Montale. Gli ultimi versi recitano 'il cenno d’una vita strozzata per te sorta, e il vento 

la porta con la cenere degli astri'. E mi sono accorto che molti commettono un errore diremmo 'alla Occam': cioè pensano che la parafrasi più semplice sia anche quella corretta. 'Vita strozzata' sembra immediatamente un riferimento alla propria stessa vita, cioè alla vita del poeta Eugenio-Arsenio, e tuttavia non lo è. E' un riferimento invece ad Anna degli Uberti, per Montale Annetta o Arletta. Morta, sì, nel '59, ma considerata morta da Montale immediatamente dopo che il loro distacco divenne definitivo. Ed ecco dunque 'la vita' sorta per lui, ma immediatamente 'strozzata'. E lo trovo ancora più commovente. E' più commovente pensare ad una flebile promessa di felicità in una vita altrimenti desolata, 'un cenno' 'sorto per te', ma interrotto immediatamente, piuttosto che ad un ennesimo riferimento a sé stessi. 

Parlami di una poesia - ma allarghiamoci, va', anche ad una canzone - che hai trovato maggiormente significativa una volta capito il suo senso profondo.

Grazie :)

2 risposte

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    m'illumino

    di aldo

  • 2 mesi fa

    Non ve la posso scrivere tutta, è troppo lunga, ma voi siete intelligenti e sono certo che la conosciate già.

    Così sperso tra i vimini e le stuoie

    grondanti, giunco tu che le radici

    con sé trascina, viscide, non mai

    svelte, tremi di vita e ti protendi

    a un vuoto risonante di lamenti

    soffocati, la tesa ti ringhiotte

    dell’onda antica che ti volge; e ancora

    tutto che ti riprende, strada portico

    mura specchi ti figge in una sola

    ghiacciata moltitudine di morti,

    e se un gesto ti sfiora, una parola

    ti cade accanto, quello è forse, Arsenio,

    nell’ora che si scioglie, il cenno d’una

    vita strozzata per te sorta, e il vento

    la porta con la cenere degli astri.

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