asso
Lv 7
asso ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 4 mesi fa

Sulla possessività ?

A volte leggo risposte di condanna unanime verso frasi che esprimono più o meno possessività in una coppia, ad esempio ‘Sei roba mia/ senza te muoio/ ecc ecc’. 

Ora, voglio dire, al di là della neomelodicità, cos’altro sarebbe gradevole e consono pensare circa il/la proprio/a partner? ‘Sei mia/o ma anche di tutti quelli che vorrai’?! ‘Senza te, in fondo, magno e bevo lo stesso’?! 

Perché c’è questa paura inconsapevole di sentirsi in trappola di fronte ad esternazioni del genere? Non dovrebbe essere scontato e anzi, auspicabile, essere roba dell’altro? 

Ovviamente non parlo di casi limite in cui c’è violenza psicologica, divieti, mazzate e cose varie. 

Parlo di una lei che dinanzi ad un panino con patatina fritta si dichiara 

felice di essere roba di lui, panino e patatina compresi. Non ci interessano i casi limite, non vivete ogni parola all’estremo del suo significato. Ecco, ci ho ripensato, la vera domanda è proprio questa: perché si tende a vivere ogni parola, ogni benedetta frase all’estremo del suo significato, snaturandola, violentandola con la forza delle proprie paure? 

Grazie 😊 

22 risposte

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  • Anonimo
    4 mesi fa
    Risposta preferita

    Chi condanna e vede in malo modo le frasi e idee "Sei mia/mio, voglio solo te, senza te muoio, ecc ecc", non ha capito niente dell'amore e di cosa significhi essere veramente possessivi.

  • 4 mesi fa

    Le parole hanno un significato e un peso.

    Avrei condiviso la tua domanda se avesse avuto questo titolo: "Sull'appartenersi".

    La possessività non è appartenersi: appartenersi è donare e donarsi; possessività è voler "tenere" l'altro, prenderselo.

    Non c'è bisogno di scomodare casi limite (che comunque sempre, sempre, hanno queste premesse qui): la possessività è sempre patologica ed è "già" un caso limite, anche se non sfocia in mazzate e tutto ciò che elenchi. 

    Io posso essere felice (e lo sono) di pensare di appartenere a qualcuno, di sentirmi parte di lui; non ho nessun diritto di dirgli, però, che mi appartiene, nessun diritto di pensare di possederlo. 

    E non mi trattengo, semplicemente non lo penso proprio; se mi appartiene deve saperlo e sentirlo lui.

    La possessività è la trappola, la galera, il limite, l'appartenersi è scelta e libertà.

  • 4 mesi fa

    La possessività non è amore.

    E l'esempio che hai descritto non è possessività, che riguarda più il tenere segregato l'altro per paura che tradisca o abbandoni.

    L'amore è proprio "avere la libertà dell'altro", cioè sapere che è libero di scegliere ma, anche, che sarà sempre te che sceglierà, autonomamente.

  • 4 mesi fa

    Bella domanda, Asso, che mi dà la possibilità di esprimere al riguardo alcune considerazioni:

    1) E' cosa buona e giusta che la donna sia UNA PROPRIETA' dell'uomo, ma non viceversa. 😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁😁

    2) In ogni caso, dire al proprio partner "io ti appartengo", a me sembra una delle cose più belle e intense che gli si possano dire

    3) E, purtroppo, quel cancro della società che va sotto il nome di "femminismo", ha rovinato anche questa cosa. Mentre per le persone NORMALI dire o sentirsi dire "io ti appartengo" è una cosa bella, positiva, e che sottintende la forza e la grandezza di un legame, per le femministe, non si sa come, dovrebbe essere interpretato come una sorta di "atto di sottomissione" della donna nei confronti del maschio sfruttatore...... tu pensa queste a che livello stanno......

    4) Anche tu ti poni il dubbio che questo genere di affermazioni siano una cosa positiva o meno, ma guarda che fino all'avvento del femminismo nessuno ha mai trovato in questa frase una qualche accezione negativa. Quindi pensa i danni che il femminismo, consciamente o inconsciamente, ha instillato nella mente delle persone......

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  • 4 mesi fa

    In una coppia fatta di persone che si amano, ognuna delle due si offre all'altra, a tutti gli effetti come se fosse "oggetto" di suo possesso, ma lo fa solo per sua libera scelta, cioe' per amore, non per costrizione altrui. Nessuno puo' accampare diritti sull'alto/a, ma ognuno autonomamente sceglie  di rispettare certi doveri. Quando il sentirsi "appartenenti" all'altra persona, diventa un principio condiviso vicendevolmente, da cio' nasce  la dedizione e la   fedelta' reciproca. Il termine "possesso", inteso come pretesa, e' sempre pericoloso e rappresenta una degenerazione del sentimento. Nessuno puo' pretendere di possedere qualcun altro, perche' il possesso e' verso le cose, mentre l'amore e' tra le persone.

  • 4 mesi fa

    Sono sempre stato per un sobrio 'sei tua' (eventualmente grazie per il tempo, lo spazio e tutti gli accessori di contorno che scegli di condividere 'con me')

    Non potrebbe proprio essere altrimenti :')

  • SFINGE
    Lv 4
    3 mesi fa

    Tutte kazzate. 

  • 4 mesi fa

    Dipende dallo stato d'animo del momento

  • 4 mesi fa

    Più uno è possessivo e geloso più probabilità ci saranno che diventi cornuto

  • 4 mesi fa

    Possedere non significa volere bene significa ingabbiare una persona con il rischio che poi si ribelli e si faccia del 

  • Anonimo
    4 mesi fa

    la domanda dove?

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