giov ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 3 mesi fa

Versione latino?

Qualcuno potrebbe tradurmi questa versione per piacere?

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  • 3 mesi fa
    Risposta preferita

    Chi disprezza la civiltà, paga il fio della sua superbia. La cicala, animale dalla garrula voce, faceva per molte ore un rumore fastidioso per la civetta, uccello di grande saggezza, perché cercava il cibo nelle tenebre e nel frattempo dormiva in un ramo cavo. La civetta chiese alla cicala: "Taci, per favore, perché non riesco a dormire a causa della tua voce molesta". Ma il piccolo animale iniziò a frinire molto più forte. La civetta chiese di nuovo il silenzio con molte preghiere, ma la voce della cicala non solo non cessò, ma si intensificò ancora di più. Allora la civetta, poiché le sue parole erano state disprezzate, chiese al garrulo animale con un astuto piano: "Poiché non mi permetti di dormire con la tua voce e credi di superare con la tua arte musicale la cetra di Apollo, ti offro un nettare che Pallade Minerva, dea della sapienza e mia patrona, mi ha recentemente donato. Se non lo disdegni, vieni: berremo insieme". La cicala infatti ardeva dalla sete e fu allettata allo stesso tempo dalla lode della sua voce: non appena volò desiderosa verso il tronco, la civetta si avventò fuori dalla sua camera da letto di legno, catturò la cicala e le diede la morte. Così la cicala, uccisa dall'uccello, concesse il silenzio che aveva negato da viva.  

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