Generalizzare ti ha mai portato a ferire qualcuno che non si meritava d'essere vittima della tua generalizzazione?

Aggiornamento:

@Sally, molto saggio da parte dei tuoi.

Aggiornamento 2:

@Ariam, sì, sono io, Androide. Non preoccuparti, gli insulti non mi tangono (me ne sto opportunamente distanziando...), ma grazie per la vicinanza. <3

19 risposte

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  • No ma sono senore ferito per questo, ho un problema ossia sono intelligente, come metto una sfumatura gli altri dicono sempre che dico l'opposto perchè per la gente esiste solo o il bianco o il nero non esistono le sfumature, e quelli che notano le sfumature come me sono considerati sfigati.

  • 2 mesi fa

    Sì, sono passati tanti anni ma ancora me ne vergogno, quando ci penso. 

    Hai presente quando si è all'inizio dell'adolescenza e "si vuol girare con laggenteh giusta"?

    Ecco, ricordo che una sera c'era questo ragazzo "in compagnia" con noi; si era aggregato; una persona perbene, ma considerato "sfigato". Ma a prescindere, c'era il pregiudizio che lui fosse "da meno". Forse per il vestiario fuori moda (sai, da adolescenti ci si attacca a queste cazzatè), forse perché cercava di farsi apprezzare facendo battutine scadenti e puerili. Insomma, non era considerato "uno tosto" e molti non lo volevano in compagnia.

    Ebbene, ricordo che avevamo organizzato una sorta di gita con il mio gruppo, il giorno successivo, e ci avrebbe portati mio padre, e questo ragazzo lo sapeva (ne parlavamo tranquillamente). 

    Quando mi chiese "c'è posto anche per me?", con grandissima cattiveria e pochissima umanità (tipica dell'adolescente che un po' si crede chissà chi) gli dissi di no (perlomeno accampai una scusa, "non c'è posto in macchina, mi spiace", ma era una bugia). 

    Mi feci schifo da solo, quando vidi l'espressione del volto. Non era per il viaggio in sé, era la faccia di uno che stava pensando "mi considerano inferiore, da meno". Era mortificato, per mano mia. Per un pregiudizio che circolava.

    Ancora oggi, parliamo di più di 15 anni fa ormai, quando lo incrocio non riesco a guardarlo in faccia per la grandissima vergogna che mi porto dietro da questo episodio. Probabilmente mi considererà un povero stronzò. Ed ha pienamente ragione a pensarlo. Mi piacerebbe rimediare e chiedergli scusa.

  • Anonimo
    2 mesi fa

    No                                                          

  • 2 mesi fa

    Spero di no, mi dispiacerebbe se fosse accaduto. 

    Cerco di non generalizzare, detesto quando lo si fa, resto sempre spiazzata quando mi capita di sentire (o, qui, di leggere) frasi come "tutti sono..." seguita dall'aggettivo che rappresenta precisamente chi pronuncia quella frase, che vuole attribuire il suo difetto e la sua mancanza anche a tutti gli altri, come se questo bastasse a renderlo meno grave.

    Cerco sempre (quando la tentazione di generalizzare prende anche me), di dire "molti", non "tutti".

    Il "tutti" denota una presunzione e un'arroganza inaudite, è sempre ingiusto.

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  • 2 mesi fa

    Succede a tutti di continuo l'importate e pentirsi, chiedere scusa e non farlo piu..

  • 2 mesi fa

    Certo, quando andavo alle medie e alle superiori le generalizzazioni erano "all'ordine del giorno" perchè i docenti le dicevano ogni giorno (non tutti, ovvio)..

    Col tempo mi sono accorto che c'è sempre del falso in ogni generalizzazione e che spesso quella generalizzazione si fa per "mostrarsi" saccenti davanti agli altri ma in realtà si appare come ignoranti (o almeno dovrebbe essere così).

  • @prego :) 

    Ho letto tante volte questa domanda e mi credi che non so rispondere? Vorrei dire di no, che non generalizzo mai ma sarebbe una generalizzazione a sua volta, temo.

    L'educazione ricevuta, la mia famiglia, le persone frequentate, gli studi, le letture, il tempo libero e soprattutto il tempo per riflettere.. Tutto ha concorso, concorre, a rendermi consapevole che ogni cosa può essere interpretata e che pertanto è bene non dare mai per scontata che la propria visione sia l'unica, poiché anche quando qualcuno usa le mie stesse parole, potrebbe farlo partendo da un presupposto differente che devo considerare. 

    Eppure, mi è capitato che delle persone si siano sentite ferite dai miei gesti o dalle mie parole, che si siano sentite incomprese e che mi abbiano detto proprio "hai generalizzato". Quando questo è frutto di reciproche incomprensioni? Quando è colpa mia? Quando è frutto di permalosità? Non sempre lo so dire. 

    Visto che prima di risolvere i difetti altrui devo guardare i miei, e visto che ne ho parecchi, la considerazione che faccio è questa: di strada da fare ne ho ancora e ne avrò sempre specialmente nella "testa" con cui mi pongo sul momento. 

    Ps. Scusa ma non riesco mai a capire se tu sei l'utente Androide o un'altra. Se sei tu, volevo dire che mi dispiace moltissimo per le offese che ricevi. Più che dirti di lasciar stare non posso fare, ma penso che un po' di "vicinanza" online non guasti. :-) 

  • Pensavo che in Emilia Romagna le persone fossero molto più aperte nei confronti degli stranieri, per questo al festival della piadina, ho chiesto ad una commerciante se vendessero anche la piadina kebab. Non l'avessi mai detto... questa mi ha risposto "quelle cose lì le lascio fare agli altri a casa loro, non a casa nostra".

  • O
    Lv 4
    2 mesi fa

    In realtà sono abbastanza sicura di no. Sono molto attenta alle parole che uso e sfodero molto tatto proprio col timore di poter ferire. Sono una scema perché non ricevo la stessa delicatezza dalle persone. Chissà se guarirò mai.

  • Sally
    Lv 7
    2 mesi fa

    non mi e' mai capitato, fin da piccola i miei mi hanno sempre detto che le persone sono diverse anche quando approvano la stessa cosa, le motivazioni che hanno sono diverse, quindi accertati prima e poi esprimi una tua opinione

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