Irene ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 4 mesi fa

"Ricevere amore è utile a sopravvivere, ma per vivere bisogna dare amore" - C. G. Jung?

Ti è mai capitato di trovarti nelle condizioni di dare amore senza al contempo riceverlo?

Quando una persona capisce di non essere ricambiata, in genere lascia perdere o al contrario si ossessiona, diventa dipendente, si attacca morbosamente alla persona amata "elemosinando" amore da lei.

Io però non parlo di amore ossessivo o dipendente (che alla fine della fiera non so nemmeno se sia vero amore)

Con quel "dare amore" intendo il tenersi fedeli ai propri sentimenti a prescindere da quelli dell'altro.

Un dare per dare e non per ricevere.

Quindi continuare a voler bene all'altro anche in presenza del fatto che lui (o lei) ti rifiuti, o addirittura ti odi o ti disprezzi.

Pensi che sia qualcosa che ha un senso o alla lunga si rivela autolesionistico e basta?

Dovresti avere buon senso e risparmiare i tuoi sentimenti per qualcuno che sappia apprezzarli o se ti fa stare bene, va bene così? 

Dimmi la tua fra i commenti.

grazie

20 risposte

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  • 4 mesi fa
    Risposta preferita

    Guarda, ti citerei quell'Inoue Yasushi de 'Il fucile da caccia'. Sarebbe perfetto per la tua questione. 'Quando, giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di aver avuto poche gioie ma di aver amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo? Ed esiste, in questo mondo, una donna che possa dire davanti a Dio: “Io ho amato”? Sì, sono sicura che esiste. Forse la ragazza dai capelli sottili crescendo è diventata una di quelle poche elette. Avrà magari i capelli in disordine, il corpo segnato dalle ferite, gli abiti a brandelli, ma potrà dire “Io ho amato”. Ed esalare l'ultimo respiro.'

    Ma in realtà, citazionismi eleganti a parte, mi sono reso conto che il problema non è tanto quello che credo io o quello che crediamo noi maschi: il problema siete voi. Voi femmine, dico. Cioè, io concepisco sì l'amore a prescindere, così come concepisco il suicidio per amore, così come concepisco l'amare in silenzio e da lontano. Concepisco l'amore ai livelli più tragici: come, ti assicuro, lo concepiscono tanti altri uomini. Quello che semmai è il problema è che questo amore 'capace di accettarsi tragico' è indirizzato verso creature assolutamente pragmatiche, il ché rende la situazione comica e surreale. Noi uomini, sì, da sempre concepiamo l'amore come tragedia - e tutta la letteratura occidentale lo testimonia, non solo l'amore 'non ricambiato', ma l'amore come dramma nel suo complesso -. Però, seguimi, se dall'altra parte l'oggetto di questo nostro amore drammatico è viceversa un essere come la donna, d'una concretezza e 'di un istinto animale' tale da rasentare il volgare, si crea una sorta di aporia, di paradosso. Un paradosso mai risolto in verità nel rapporto tra i due sessi.

    Se uno leggesse le grandi poetesse della storia - non so, Plath, Rosselli, Pozzi, Sexton e via dicendo - noterebbe che il modo in cui la donna intende l'amore è sempre profondamente fisico, istintivo, immediato, per nulla aulico. Nella stessa scelta del partner riproduttivo la donna è guidata unicamente da pulsioni e istinti che rispondono a istanze biologiche dall'origine primitiva - istanze quali l'odore del partner, l'aspetto alla vista, la forza muscolare, il benessere economico che possa garantire un 'nido' alla prole -, di fronte alle quali l'anima più candida e l'amore più puro passano in ultimo piano. Istanze incontrollabili persino per lei stessa e che in ogni caso ho il sospetto non divergano granché dal modo in cui tale partner viene scelto da una femmina di impala o di procione o di gnu. Che è l'opposto della narrazione comune 'dell'amor cortese': che è una narrazione tutta al maschile, inventata da noi uomini. Trovo insomma che prima di poter parlare di 'amore non ricambiato' come se la risposta potesse essere univoca noi uomini dovremmo iniziare a fare un 'discorso di verità' con noi stessi e chiederci qual è il senso di amare nel modo in cui amiamo una creatura alla quale, per natura, un tipo di amore così idealistico è del tutto incomprensibile. Più cresco e più mi sembra insomma che lungo tutta la storia umana vi abbiamo sempre fraintese (e molto sopravvalutate).

  • Geo
    Lv 7
    4 mesi fa

    Se ci fermiamo alla frase che hai citato posso confermare decisamente.

    Quello che ci rende vivi è amare, non essere amati.

    Poi scrivi dell'altro e le cose si fanno davvero complicate.

    Anche l'amore unilaterale ossessivo ci fa vivere, quello esclusivo che ci fa chiudere gli occhi al resto del mondo, anche se è un amore malato e dannoso, ma le cose non possono andar bene su tutti i fronti.

    Si spera che poi "passi"; prima o poi. E che ci si possa quindi dedicare ad altro, ad amori più sani, per quanto va detto che se ci sei finito una volta potrebbe significare che il tuo "destino" è quello: sei fatto in modo di non poter amare diversamente. Chissà.

    L'affetto di cui parli alla fine non credo sia autolesionistico, come lo è invece il precedente, per quanto anche questo abbia i suoi risvolti positivi.

    Ma pensa a quei tanti che non sono in grado di amare. Ti ci vorresti mettere al loro posto?

  • wanial
    Lv 7
    4 mesi fa

    se pensi che ogni sentimento e' a se' e l'amore ha varie sfaccettature, amare un figlio e' naturale e non si pensa al ricambio, si ama e basta.. amore  verso chi soffre, chi non riesce ad essere sereno, non si pensa di farne pensando di riottenerne, dipende da persona a persona...chi pensa che  l'amore debba essere ricambiato ovviamente se non avviene il ricambio da tormento non vita serena...se si ama senza aspettarsi altro fa vivere bene chi lo prova, e ci sono persone che sanno dare amore senza ricambio e sono serene e felici..questo tipo di amore non e' per le coppie  dove il sentimento dovrebbe essere sentito e ricambiato, eppure ci sono anche qui dove uno dei due non ricambia allo stesso modo, amare ci fa stare bene ma senza che pesiamo quanto 

  • Anonimo
    4 mesi fa

    Sarà pur vivere ma è una vita mediocre e piena di sofferenza.

    Per me vivere pienamente significa amare ed essere amati, oppure (jung probabilmente alludeva anche a questo), al di là dei bisogni sociali, semplicemente amarsi prima di tutto, e trovare la felicità dentro se stessi anzichè dover sempre andare ad elemosinare amore da una relazione.

    Il problema è che raramente si è felici da soli.

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  • 4 mesi fa

    Io sono stanca di amare e non sentirmi, non dico amata, ma quanto meno apprezzata.

    Però mi piace essere gentile e occuparmi degli altri, non saprei vivere in maniera diversa.

  • Leo
    Lv 4
    4 mesi fa

    Sì, mi è capitato molto spesso amare gli amici e le amiche senza chiedermi di essere ricambiato e senza essere ricambiato. Sono stato preso per stupido a causa del mio amore mal riposto, i loro giudizi mi hanno fatto malissimo, ma alla lunga ho raccolto dei frutti abbondanti: non ho un amico, non ho una fidanzata, ma sono felice, perché amo il prossimo come me stesso. 

  • 4 mesi fa

    Dare amore ha un senso ed un valore, a prescindere dall'essere ricambiati o meno.

    È un percorso che ammiro ma mi chiedo dove possa portare. 

    Forse però a volte conta più il viaggio della destinazione, chissà... 

  • L'amore è un sentimento egoista; noi amiamo perché fa stare bene principalmente noi stessi, quindi non sarà mai un dare per dare, a mio avviso, ma sarà sempre una questione di "convenienza", a prescindere se sia ricambiato o meno. Non credo nemmeno che si possa pianificare l'amore, decidendo di risparmiandosi; andrà sempre ad incidere su un lato irrazionale della nostra mente. 

  • 4 mesi fa

    Penso soltanto, che malgrado esistano filosofie e religioni che ci suggerirebbero di amare "a prescindere", nella realta', quando va bene, quello che riusciamo a dare a tutti, qualora lo meritano, e' solo il rispetto, perche' la vita e' troppo breve e ci possiamo permettere di amare soltanto chi ci  ama.

  • Anonimo
    4 mesi fa

    Quando è vero amore lo avverto,non desidero nulla per forza,non potrei.

  • 4 mesi fa

    Credo che a CHIUNQUE sulla faccia della terra sia accaduto almeno una volta di non essere corrisposti.

    Poi, ognuno reagisce in modo diverso..... c'è chi elemosina attenzioni che non riceverà mai, chi gira le spalle e cerca altrove.....L'amore è un sentimento che pretende reciprocità, è molto difficile che una persona si accontenti per tutto il resto della sua vita di amare a senso unico, pur sapendo che il suo sentimento non sarà mai ricambiato.

    Poi, dipende da come vanno le cose, si può magari rimanere in buoni rapporti, oppure si può troncare del tutto, oppure si può litigare ferocemente.

    Io credo che sia possibile che un fondo di sentimento verso quella persona possa rimanere sempre, che sotto la cenere ci sia qualche pezzetto di brace non ancora spenta, però tutto dipende da come ci si è lasciati..... certe forme di separazione hanno il potere di fare a pezzi ogni tipo di sentimento......

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