Anonimo
Anonimo ha chiesto in Relazioni e famigliaFamiglia · 4 mesi fa

Coprifuoco a 23 anni. È davvero così giusto?

Salve, sono una ragazza di 23 anni. Spingermi a scrivere una domanda qui sopra è davvero sinonimo di malessere ormai insopportabile.I miei genitori sono delle bravissime persone ma allo stesso tempo molto ottusi sia di carattere che di mentalità, e soprattutto non sono abituati a stare e a confrontarsi con altre persone, perché qualsiasi persona ha un difetto per loro, loro sono migliori di tutti.

Parto da questa premessa per gettare le basi del discorso; io sono la classica pecora nera della famiglia.No, non come immaginate voi, non sono né drogata né libertina né maleducata. Anzi mi reputo molto responsabile e matura per quanto mi sia possibile a 23 anni. Sono la pecora nera perché al contrario di mia sorella, non vado molto in parrocchia (mia mamma è una fanatica religiosa, e credetemi non esagero) e soprattutto alle undici e mezza non sono a casa. Non sono a casa perché fortunatamente ho molti amici e amo passare un pezzo di giornata con loro, come se fosse la mia ora libera. Detto questo, la ritirata per i miei dovrebbe essere l’una, cosa che apprezzo tantissimo, potevo aspettarmi peggio. Ieri però è capitato per la prima volta nella mia vita di rincasare alle ore 2:40 (siamo nel bel mezzo del periodo estivo, consideratelo) e da quando sono tornata mi sputano aggettivi come “*******, perché alle 3 ci sono solo le ******* in mezzo alla strada”.Ma è davvero così normale sentirmi dire queste cose perché l’otto agosto ho fatto le 2:40 del mattino?  

7 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    4 mesi fa
    Risposta preferita

    Ho letto tutto e sostanzialmente concordo più o meno con quanto ti ha scritto Mario. I tuoi sono persone che portano avanti una cultura del secolo scorso, e per questo motivo si preoccupano più di ciò che possono pensare gli altri che di ciò che pensi tu. E' una cultura da rigettare, ma purtroppo con persone così c'è poco da fare, sono chiuse al dialogo e convinte di avere sempre ragione. Un genitore non dovrebbe mai dare della "pu...." alla propria figlia, io non lo darei neanche a una vera prostituta. Tuttavia posso dirti che ho avuto di conoscere una situazione simile alla tua, in cui volavano parole del genere per i tuoi stessi motivi, eppure il genitore da cui provenivano questi insulti amava sua figlia, chissà che gli era preso in quel periodo. Alla fine comunque si sono rappacificati e la relazione è migliorata nettamente quando la figlia ha deciso di andare via di casa. Forse il problema di questi genitori vecchio stampo è che vogliono avere il controllo di tutto anche per figli già adulti; l'unico modo per non dovergli rendere conto è diventare indipendenti e non vivere più sotto lo stesso tetto, per il bene di entrambi. Solo allora cominceranno a vederti come una persona adulta e non come una bambina, non potranno più dire nulla su di te. 

    Mi dispiace anche per il pessimo esempio che ti stanno dando come sedicenti cristiani, dei loro atteggiamenti di cristiano c'è poco e nulla. Purtroppo molti della vecchia scuola fanno fatica a scindere imposizioni culturali dai valori morali e religiosi universali.

  • 4 mesi fa

    Molto probabilmente si saranno preoccupati (avevi il cellulare perche' potessero sentirti?) e magari hanno reagito male per questo. Prova a parlargliene e a spiegare che a 23 anni puoi anche ritardare qualche volta. Se dovesse succedere nuovamente fatti sentire per tranquillizzarli. Per quanto riguarda l'essere la pecora nera, non colpevolizzarti troppo... segui il tuo pensiero e la tua coscienza senza farti influenzare da ciò che vogliono gli altri, sii te stessa.

  • Anonimo
    3 mesi fa

    Ribellati in tutti i modi, insultali non permettere loro di distruggere la tua vita.

  • 4 mesi fa

    Anch'io somo un religioso,ma dare un coprifuoco a un ventitreenne mi sembra davvero troppo 

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Anonimo
    4 mesi fa

    Purtroppo non è stato un problema di “essersi preoccupati”. Non mi hanno fatto nemmeno una chiamata perché erano nel meglio del sonno, altrimenti come sempre avrei risposto e avrei chiarito dove mi trovassi. Mario, ci hai preso in pieno perché il loro è solo un problema di apparenza, e infatti da stamattina mi ripetono “ma un Cristiano che ti vede alle tre di mattina per strada?” Che risposta vuoi che gli dia? “Sai mamma, se lui mi ha visto, c’era anche lui”. È vergognoso anche per me sentirmi dire certe cose, ecco perché ci sto davvero tanto male. Vorrei poter dialogare con loro, ma non capiscono. Con loro non esiste il dialogo, il confrontarsi, perché solo quello che dicono loro è giusto, non ascoltano e se li contraddici troppo parte anche la mano.

    A volte vorrei solo fargli capire che dovrebbero dare un peso alle parole, io non mi capacito come mia madre possa pensare questo di me. E purtroppo non c’è soluzione al problema, sono stati educati così.

    Mario vorrei farti notare un aggettivo specifico che ho usato “fanatica religiosa”, perché non è una normale persona dedita alla chiesa. È la classica persona che va in chiesa ma con la bocca commette i peggiori peccati. Vuoi un esempio? Beh, pensare questo di tua figlia può anche bastare o vuoi che ti racconta tutte le volte che tornata da chiesa mi augura la morte perché sono tornata all’una e mezza la sera prima? 

  • Mario
    Lv 5
    4 mesi fa

    @anonima: aggiornamento

    Per quanto riguarda la chiamata, dato che stavano dormendo, la prossima volta prova direttamente a lasciare un messaggio Whatsapp dove spieghi che stai bene, che sei in compagnia degli amici e magari lasci un selfie a dimostrazione. Forse ti verrà da sorridere leggendomi o penserai "eh impossibile", però guarda... io sono sempre del parere che a chi attacca e offende senza motivo bisogna cercare di dimostrare coi fatti quanto si sbaglino, in modo da eliminare a monte tutti i possibili appigli che possono trovare.

    Vedilo semplicemente come un gesto gentile per far sapere che è tutto ok.

    Per quanto riguarda la risposta che hai dato a tua madre (non ho capito se me l'hai riportata scherzosamente o se veramente hai risposto così): io ti capisco, tante volte è impossibile mantenere i nervi saldi e si sbotta pur sforzandosi di contenersi. Però devi tentare di modificare le risposte che dai. Rispondere con "eh evidentemente era lì anche lui se ha visto" può essere percepito come un tono di sfida dai tuoi genitori, può mostrare irriverenza, rischia di essere interpretato come un "se sono peccatrice, lo è anche lui che va in chiesa". No, non è il modo corretto di rispondere per come la vedo io.

    Devi rispondere, con estrema calma, che tu eri semplicemente in compagnia degli amici a parlare, mangiare/bere una cosa e a scherzare e che non hai fatto niente che dovrebbe indurre a pensare male.

    Ah quindi stiamo parlando anche di genitori dittatori... mi spiace. Potresti far capire ai tuoi quanto il dialogo sia importante mostrando che ciò vale anche per la chiesa stessa: basti pensare come fossero perseguitati i gay in passato e come si siano poi ravveduti sul tema. E questo attraverso il dialogo.

    Però ho perfettamente capito i soggetti, credimi: capisco benissimo. Saranno tutte parole vane al vento, perché sono fermi nelle loro posizioni, giuste o sbagliate che siano senza tollerare idee differenti. Niente, se la situazione è così drammatica mi spiace comunicarti che forse non puoi proprio far nulla per cambiare la loro mentalità. In genere questi soggetti dittatori si ammorbidiscono con gli anni, ma i tuoi avranno sulla cinquantina (se non di meno) per cui prima che ciò avvenga ce ne vuole di tempo... l'unica soluzione è andare via di casa. Oppure passare per un avvocato, ma non so quanto ti convenga, sia economicamente, sia per le conseguenze che potrebbero derivarne (li renderesti ancora più ostinati:"una figlia che ci denuncia? Proprio pecora nera...").

    Quello che proprio mi fa rabbia è leggere che ti alzano le mani! E' inconcepibile una roba del genere! Rivolgiti ad un centro antiviolenza, può darsi che gli facciano passare qualche guaio.

    Per il fatto che tua madre pensi quelle cose che ti dice... io non credo. Secondo me è "soltanto" un modo per farti venire dei sensi di colpa e farti sentire sbagliata in modo che tu "ritorni sulla retta via" in seguito al pentimento. E infatti, bombardandoti tutti i giorni con queste schifezze, ti sei sentita persa fino a pensare di essere tu quella in errore.

    Ho notato che dosi bene le parole che usi e che non sono tirate a casaccio. Lo stesso, però, non varrà per i tuoi. Per cui a te quelle parole arrivano come lame, mentre da loro che partono sono equivalenti a "sciocchina".Beh sì, un vero cattolico credente e praticante certe cose non le penserebbe nemmeno o comunque avrebbe un modo di rivolgersi molto diverso.

    Tua mamma probabilmente soffre di qualche grave forma di invidia o di complesso di inferiorità verso qualcun altro, per cui è come se percepisse di essere un genitore fallito per non averti creata a sua immagine e somiglianza. Ti vede come una sorta di errore per cui preferirebbe che tu non ci fossi piuttosto che dare la dimostrazione a tutti che lei abbia fallito come genitore.

    Questa, per me, è l'interpretazione dei fatti.

    P.s: ti avviso che i caratteri a mia disposizione sono quasi finiti, per cui non potrò continuare a risponderti a lungo modificando la mia risposta.

    -------------------------------------------------------

    Se fino alle 3 del mattino sei stata in compagnia di amici e vi siete divertiti in modo sano, allora non capisco quale sia il motivo che ti spinge a porre la domanda. Se sei a posto con la tua coscienza e sai di non aver fatto nulla di male/strano, allora va bene così e non c'è altro da aggiungere.

    Possono essere le 3, le 4, le 9 del mattino, non è l'orario di ritorno a casa che sancisce la differenza tra una ragazza seria e una che non lo è. Per cui rinnovo le mie perplessità, non so precisamente cosa vuoi sapere.

    Parla con i tuoi genitori, interagisci con loro e spiega nient'altro che la verità su come ti sei intrattenuta e se ancora ti definiranno in quel modo vuol dire che tanto bene con la testa non ci stanno... in realtà già che un padre e una madre diano della prostituta alla propria figlia, quando non ci sono gli estremi per farlo, e senza nemmeno averne la certezza, mi sembra un poco una vergogna.

    Ci sono famiglie molto tradizionali che ci tengono moltissimo a certe cose. Mia madre è molto religiosa e fino diversi anni fa giudicava negativamente il fatto che io avessi preso le distanze dalla religione. Nel mio caso non l'ho fatto per darmi ai peccati sfrenati senza essere giudicato, come fanno tipicamente i ragazzi che provano l'ebbrezza della ribellione, ma semplicemente perché ho capito di non credere più. Tuttavia, buona parte dei buoni principi trasmessi dalla religione li condivido, per cui lei stessa si è resa conto negli anni che si può essere bravissime persone anche senza frequentare la chiesa.

    Questo per dirti che, soprattutto al sud, ci si tiene molto alle apparenze, alle tradizioni, ad essere tutti uniformati e omologati per evitare di avere una pessima reputazione all'interno della famiglia (in senso più lato).

  • 3 mesi fa

    I genitori si preoccupano per i figli, hai già un'orario di rientro molto abbondante... In questo periodo il Mondo esterno, gli estranei e a volte anche i conoscenti, è particolarmente pericoloso. I tuoi genitori si sono preoccupati per te, purtroppo la cronaca è piena di persone che "scompaiono" improvvisamente mentre erano con amici.

    Prova a pensarla in questo modo e prova a parlarne con loro.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.