Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 2 mesi fa

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Quintillă, hiemali tempore, in culinā apud focum saepe sedet; quondam ad picturam muralem oculos vertens, ubi Lares Familiares pinguntur, ex coquā, puellae crustulum praebente, quaerit: “Afră, cur Lares gemini sunt?”. “Tibi pulchram fabulam narrabo” coquă respondet. “Iuppiter amabat nympham Iuturnam, in Latio viventem, sed nymphă modo in silvis latebat, modo in fluminis aquas desiliebat, deum effugiens. Tum deorum rex auxilium a nymphis sororibus petebat: -Obsistite in primā ripā sorori vestrae fugienti: sic eă corpus in fluminis aquas mergĕre non poterit-. Sed forte nymphă, Lară nomine, linguam non tenens, omnia Iovis verba et Iuturnae sorori et Iunoni, Iovis uxori, referebat. Quapropter Iuppiter, iratus, Larae linguam eripiebat et Mercurium vocabat: -Duc eam ad Inferos: locus aptus est silentibus! Nymphă erit, sed paludis Stygis nymphă-. Sed Lară Mercurio, per lucum ducenti, placet; deus vim parat in mutam nympham nolentem, quae fit gravis et geminos parit, Lares: ii et compita servant et in tectis nostris semper vigilant”. “Fabellă non dissimilis ab origine Romuli et Remi!” cogitat Quintillă et rursus quaerit: “Afră, quis est vir inter Lares?”. “Genius patris familias est: pater, ut scis, cotidie Lares orat pro totius familiae salute ac prosperitate”. “Scio, scio… Sed cur serpens repit sub eorum pedibus?”. “Serpens ex imā terrā Genius loci est: mala removet et cibum a muribus servat!”. “Quam pulcher est serpens! Nonne tibi quoque placet, Afră?”.

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  • 2 mesi fa
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    Quintilla, durante la stagione invernale, siede spesso in cucina presso il focolare; una volta, volgendo lo sguardo a una pittura murale, dove sono raffigurati i Lari Familiari, chiede alla cuoca, che offre alla ragazza una focaccia: “Afra, perché i Lari sono gemelli?”. “Ti racconterò un bella favola” risponde la cuoca. “Giove amava la ninfa Giuturna, che viveva nel Lazio, ma la ninfa ora si nascondeva nei boschi, ora si tuffava nelle acque di un fiume, sfuggendo il dio. Allora il re degli dei chiedeva aiuto alle sorelle ninfe: "Ponetevi ritte in piedi sul bordo della riva alla vostra sorella che fugge: così ella non potrà immergere il corpo nelle acque del fiume". Ma per caso una ninfa, di nome Lara, non trattenendo la lingua, riferiva tutte le parole di Giove sia alla sorella Giuturna sia a Giunone, moglie di Giove. Per questo motivo Giove, adirato, strappava la lingua a Lara e chiamava Mercurio: "Conducila agli Inferi: è un luogo adatto a coloro che tacciono! Sarà ninfa, ma ninfa della palude dello Stige". Ma Lara piace a Mercurio, che la conduceva attraverso il bosco; il dio fa violenza alla ninfa muta, che non voleva, la quale resta incinta e partorisce due gemelli, i Lari: costoro custodiscono i crocicchi e vigilano sempre sulle nostre case”. “La favoletta non è dissimile dall'origine di Romolo e di Remo!” pensa Quintilla e chiede di nuovo: “Afra, chi è l'uomo tra i Lari?”. “È il Genio del pater familias: il padre, come sai, ogni giorno prega i Lari per la salute e per la prosperità di tutta la famiglia”. “Lo so, lo so… Ma perché un serpente striscia sotto i loro piedi?”. “Il serpente è il Genio del luogo dalle profondità della terra: allontana i mali e protegge il cibo dai topi!”. “Che bello è il serpente! Non piace anche a te, Afra?”.

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