Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 2 mesi fa

Vorreste che l'Italia tornasse ad avere la lira come valuta nazionale?

23 risposte

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  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    SI'. Nel modo più assoluto e categorico.

    Sono uno "sgarbiano" convinto, in tal caso.

    L'euro ha portato solo maggiore povertà, minor potere di acquisto, ribassi dell'economia e perdite in borsa e l'Italia ci ha solo perso, col cambio Euro/lira. I ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri sempre più poveri. Senza contare i prezzi saliti alle stelle. Certo, ricchi e poveri, prezzi alti e bassi, disoccupazione ed altro, c'erano anche con la Lira. Ma non ricordo che siano stati in maniera così lampante e seria, dalla crisi del 2008.

    Penso che ci sarebbe molto più turismo (Crownvairus a parte) e migliori scambi euro economici con altre nazioni europee.

  • 2 mesi fa

    ASSOLUTAMENTE SI

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Quando verrà incriminato il MORTADELLA ? Lui e chi lo a aiutato a impoverire i già POVERI ,  che sia MALEDETTO x SEMPRE , con questi ladri.

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    Fonte/i: SORRIDONO CI VUOLE LA GHIGLIOTTINA X LORO, MALEDETTI.
  • 2 mesi fa

    vorrei una maggiore attenzione per le fasce deboli, ma è un principio passato di moda. adesso le politiche nazionali tendono a proteggere le grandi aziende che inquinano, sprecano i soldi, evadono le tasse, uccidono gli operai, le piante, gli animali...

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  • Anonimo
    2 mesi fa

    Domanda eccellente. Si, e non è affatto tardi, come qualcuno dice, nè sono veri gli spauracchi di quelli che continuamente annunciano disgrazie in caso di uscita da euro o UE (l'hanno fatto pure con la Brexit, facendo poi una figura barbina). Con la lira eravamo quinta potenza industriale nel mondo, mentre con l'euro siamo diventati paese del terzo mondo. Una bella differenza. La sovranità monetaria ha i suoi vantaggi e non è un caso che paesi come la Norvegia, Polonia, Inghilterra etc invece di prendere l'euro abbiano mantenuto la propria moneta (e quindi autonomia) e non siano passati alle dipendenze di terzi, cioè di banche come la BCE o sotto la troika. Ben 7 premi nobel hanno più volte detto che l'euro era una fregatura, fatto confermato pubblicamente anche dall'ex presidente del parlamento europeo Schulz, mentre istituti di ricerca come l'OFCE o periodici economico-finanziari come Barron's hanno ripetuto all'infinito che l'euro non è fatto per durare, ogni nazione ha la sua economia e moneta, e il progetto euro è calcolato solo per alcune di queste nazioni. In breve prima o poi la moneta unica salterà e trascinerà diversi Stati membri nell'abisso. A sto punto, invece di aspettare che la barca affondi, visto che con l'euro il debito cresce all'infinito, meglio organizzarsi per tempo e tornare alla nostra moneta il prima possibile. Lo dice pure l'ex ministro delle finanze tedesco che lavorava per Kohl, che l'euro è la nostra palla al piede e che l'uscita per noi significherebbe salvezza, mentre diventa morte certa per la Germania (l'euro è solo un marco svalutato:,a loro giova, a noi no). Questo pensiero è rafforzato dagli studi di Folkerts-Landau nonchè da quelli di numerosi altri economisti italiani e stranieri, non ultimo il tecnicissimo Cedric Durant dell'università di Parigi.

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Oramai è troppo tardi. Prenditela con Prodi e Ciampi!

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Se ciò potrà scomparire la crisi e l'Italia tornerà più potente; perché no!

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Una doppia moneta a determinate condizioni a noi Italiani favorevoli,non sarebbe mica male 😏👍🏻

  • Anonimo
    2 mesi fa

    No.

    Non ci tengo al default 

  • 2 mesi fa

    Sì. L'Italia dovrebbe adottare una nuova moneta nazionale e dotarsi di una Banca d'Italia realmente pubblica. Rischiamo il default restando nell'area euro e facendoci prestare miliardi di euro attraverso il MES e il Recovery Fund. Negli anni Settanta l'inflazione era a due cifre per colpa dei due shock petroliferi del 1973 e del 1979. I tassi d'interesse erano elevati, ma lo erano pure i salari grazie alla scala mobile, abrogata da Amato nel 1992.

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