Una "piccola riflessione " ispirata da un famoso dipinto.....di Gericault?

"La zattera di Medusa" esposto al Louvre  che 'racconta' un fatto di cronaca accaduto vicino le coste africane, di cui l'autore stesso si è documentato , ossia il naufragio di una fregata francese che aveva scosso le coscienze della Francia della prima metà dell'Ottocento.

Gericault ritrasse proprio il momento in cui i poveri naufraghi , che avevano vissuto momenti terribili tra cui anche episodi di cannibalismo, avvistano una nave la Argus.

E dunque ,alcuni di loro si  agitano animati dalla speranza di salvarsi, mentre altri sono proni sui cadaveri di alcuni uomini, in preda alla disperazione.

Ecco, se pensate al vostro imminente futuro, o a quello dell' umanita', quale stato d'animo vi pervade?La speranza o la disperazione?

Attachment image

15 risposte

Classificazione
  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Se penso al mio immediato futuro sento il bisogno di essere incosciente. Non è più una partita in cui si gioca il coraggio, quello l'ho già messo in campo anni fa in varie scelte, arrivati a questo punto la svolta richiede incoscienza. Quell'incoscienza che ti implora di abbandonare un futuro sicuro, certo, al calduccio ma nel quale non mi riconosco e scalpito, con un altro di cui non vedo al momento l'orizzonte ma sul quale potrei trovare scritto il mio nome. 

    Un salto nel buio a tutti gli effetti. Ho bisogno di essere incosciente. E temo lo sarò, per fortuna. 

  • Noah
    Lv 6
    2 mesi fa

    Sono cresciuto con quel dipinto davanti agli occhi grazie ad una sua riproduzione (è una antica stampa che ha girato mezzo mondo passando di padre in figlio per svariate generazioni) che ho appesa ad una parete. Ma accanto a quella stampa ce n'è un'altra che mi piace ancora di più ed ha un tema altrettanto struggente. Ritrae una giovane migrante irlandese dell'800 nell'atto di lasciare la casa paterna per andare in America (in lontananza si vede la nave a vapore che la attende);  la particolarità è che la giovane indossa tutti i suoi abiti uno sopra all'altro, sono tutto ciò che possiede e che porterà nel nuovo mondo. Per questo motivo la figura infagottata in mille vesti risulta goffa mentre il volto è dolce e malinconico.  Nonostante abbia osservato nei minimi dettagli per anni queste due raffigurazioni tutt'altro che allegre non è mai venuta meno la mia fiducia verso il futuro del genere umano. L'umanità nel corso della storia è sempre riuscita a risolvere i problemi legati alla propria sopravvivenza prima che questi prendessero il sopravvento conducendola alla rovina. Ci riuscirà anche in futuro. Il mio personale futuro invece ha poca importanza e non merita commenti, è come quello di un granello di polvere insignificante.

  • Serena
    Lv 7
    2 mesi fa

    La speranza sempre. L'umanità potrebbe avere un grande futuro se si elevasse al di sopra della propria materialità. 

  • 2 mesi fa

    Bello rileggerti, Michelle...mi fa davvero piacere!

    Non sono ottimista sul futuro dell'umanità, visto tutto ciò che accade intorno a noi. Ci vorrebbe il tanto invocato "cambio di passo" sotto molteplici aspetti, da quelli specificamente materiali a quelli che fanno capo alla morale. Temo però che il trend sia ben delineato e pur non alludendo alla disperazione non riesco a trovare neppure una sorta di speranza che in fondo sarebbe solo inutilmente autoconsolatoria.

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 2 mesi fa

    Beh, sai cosa? C'è poco da essere speranzosi, uno si limita ad osservare quello che lo circonda e a trarne le conclusioni e gli scenari più ovvi. Ma poi 'speranza' in cosa? Nella sopravvivenza? Mah, quella è istintiva e non ce la facciamo mancare. Ma per il resto c'è poco da essere ottimisti. Senza catastrofismi o disperazione ma tant'è...

  • 2 mesi fa

    Ricordo di aver già viso il quadro dalla scena tanto drammatica e cruenta, perché descrive un'umanità che ha ormai stravolto ogni suo connotato,  in preda alla disperazione più terribile, quando l'istinto di conservazione e la lotta per la sopravvivenza toccano i limiti più estremi.

    Se guardassimo però l'umanità, anche quella del presente, non lo scempio esattamente uguale, ma il senso di questa violenza, sopraffazione e sfruttamento spietato dell'uomo sull'uomo, esisteva  e purtroppo continua ad esistere tutt'oggi. Partendo dai presupposti già noti, non saprei su che tipo di società del futuro scommettere.

    Credo che la sovrappopolazione, il depauperamento e l'alterazione delle risorse energetiche e ambientali, prima tra tutte l'acqua, in un futuro non molto lontano accentueranno tensioni, conflitti e malesseri tra le zone più evolute del pianeta e quelle meno fortunate, che faranno crescere l'intolleranza e l'aggressività. Non sono un catastrofista per vocazione, ma mi rendo conto che la strada intrapresa dall'essere umano sulla Terra, col suo modello di economia e di sviluppo, purtroppo non potrà portare verso lidi di pace e di serenità.

  • 2 mesi fa

    "Spes ultima dea".

    Credo che una scintilla di speranza, finché si è vivi, alberghi anche nei più cinici, negli scettici, nei disillusi. E' forse quella scintilla che, per quanto si sia disperati, ci impedisce di seguire i compagni già morti nella loro sorte.

    I marinai, quelli che si agitano per salvarsi e quelli che restano chini sui loro compagni, avranno lo stesso destino: non voglio cadere nel fatalismo, ma credo che, per quanto ci si arrabatti, non si possa cambiare la propria sorte.

    Riguardo al futuro dell'umanità non ho proprio nessuna speranza (altro che ultima dea), il genere umano ormai ha toccato il fondo e non si rialzerà mai.

    Riguardo al mio, ho qualche speranza (che riguarda solo me stessa), e spero anche (spero) di non cadere nella disperazione per ciò che mi fa soffrire, ma di essere salvata dalla rassegnazione.

  • 1 mese fa

    Volete sapere una piccola notizia sulla vita privata del pittore?  Ingravidò sua zia.

  • Blu.
    Lv 7
    2 mesi fa

    La speranza, come sempre :)

    Ciao Michelle!

  • 2 mesi fa

    La speranza di cosa? le persone si arrabbattano a cercare una soluzione che non esiste e prima lo mettiamo in conto e prima ce ne facciamo una ragione.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.