Lui vuole un bambino, lei no. Allora lei gli ha proposto, se proprio vuole un bambino, un trasferimento (con ovvie ripercussioni sulla...?

possibilità di carriera visto che fa un lavoro che lo porta a spostarsi spesso).

In pratica lei non vuole diventare una di quelle mamme costrette a rinunciare alla carriera per i figli (ha anche lei un lavoro veramente buono che le piace tantissimo) e sa che con un figlio sarebbe soprattutto lei a rimetterci alla fine (visto che di solito è la madre a vedersi stravolta la vita ancora più del padre).

Insomma, lei è anche disposta ad avere un figlio (i bambini le piacciono) ma non vuole che questo abbia ripercussioni sul suo lavoro, di conseguenza vorrebbe che fosse il marito a occuparsi principalmente del bambino dopo il parto.

Lui non ha accettato perché non vuole rinunciare alla carriera. Di conseguenza niente bambino e lui sta pensando di lasciarla dopo 15 anni insieme.

Ovviamente sono scelte personali ma questa storia che mi è stata raccontata dalla diretta interessata, mi ha lasciata un po' allibita.

Sinceramente sono più a favore della moglie perché se lui davvero volesse allargare la famiglia, allora dovrebbe essere disposto a fare delle rinunce qual ora lei non voglia (visto che il desiderio di figli è soprattutto di lui).

Naturalmente capisco che il desiderio di avere figli è importante (e lui fa bene a lasciarla per cercare un'altra con cui soddisfarlo) ma quello con cui non concordo è il suo "egoismo" (voglio un figlio ma non abbastanza da rinunciare alla carriera).

Voi cosa ne pensate di questa bizzarra storia?

Aggiornamento:

@Repubblica Italiana: perché non ha senso? Fin'ora sono stati bene insieme. Certo, lui a volte deve partire per viaggi di lavoro ma non sta mai via molto e comunque c'è tanta altra gente che lavora lontano da casa per alcuni periodi.

1 risposta

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  • 2 mesi fa

    Apparte che deve essere decisione di entrambi ma un rapporto così non ha senso di andare avanti 

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