Vento ha chiesto in Arte e culturaStoria · 6 mesi fa

neoborbonici vs sabaudi?

secondo voi, per quanto concerne il processo di unificazione italiana risorgimentale, a proposito del sud e dell'invasione del Regno delle Due Sicilie, hanno ragione i neoborbonici (nei loro libri e attività) nel citare le brutalità e i saccheggi delle infrastrutture industriali ed economiche del regno borbonico su volontà sabauda commesse dai soldati piemontesi, oppure è mera opera di revisionismo?

Ve lo chiedo perchè mi è cpaitato di leggere o libri totalmente filo-borbonici che testi esaltatori dei Savoia che dipingono in modo idilliaco le modalità dell'unificazione della penisola.

Grazie.

2 risposte

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  • 6 mesi fa
    Risposta preferita

    Per una volta concordo con l'utente Sal. Tutti gli Stati italiani preunitari avevano una popolazione per la stragrande maggioranza povera, contadina e analfabeta. Il Regno di Sardegna alla metà del XIX secolo era forse lo Stato italiano preunitario più povero e indebitato della penisola, però la sua classe dirigente aveva "realizzato le riforme" suggeritegli dagli investitori esteri (Regno Unito e Francia): aveva espropriato i beni immobiliari ecclesiastici, costruito un'estesa rete di ferrovie, strade carrozzabili e canali navigabili, incrementato la resa per ettaro in agricoltura con l'introduzione di nuove cultivar, impiantato le prime industrie e soprattutto aveva abbracciato i dettami del liberoscambismo. Ultimo ma non meno importante, l'avvicinamento in campo economico e politico del Regno di Sardegna al Secondo Impero Francese e al Regno Unito si tradusse nell'adozione di un regime liberale e parlamentare, con una monarchia costituzionale (lo Statuto Albertino del 1848 non fu revocato da re Vittorio Emanuele II) che attirò numerosi esuli e rifugiati politici da ogni parte d'Italia, in particolare dal Regno delle Due Sicilie, dallo Stato della Chiesa, dal Granducato di Toscana e dal Regno Lombardo-Veneto austriaco.

    Il Regno delle Due Sicilie, invece, era una monarchia assoluta, in cui il sovrano nominava e deponeva i ministri, i quali rispondevano a lui solo del loro operato. Vi erano inoltre forti resistenze a riforme giudiziarie, amministrative, economiche sia da parte dell'aristocrazia fondiaria, soprattutto siciliana, sia da parte del clero cattolico. I liberali napoletani e siciliani si ribellavano periodicamente al governo duosiciliano, con esiti quasi sempre disastrosi: se l'esercito del Regno delle Due Sicilie era sconfitto dagli insorti, interveniva quello austriaco a riportare l'ordine. Il Regno delle Due Sicilie aveva enormi potenzialità per diventare una delle maggiori potenze in Europa: la marina militare e la marina mercantile erano fra le più grandi del Continente, si stavano sviluppando manifatture in Campania, Calabria, Sicilia, era presente una fiorente attività estrattiva (zolfo siciliano), l'agricoltura era il settore trainante dell'economia ed esportava grano, olio, vino in tutto il Mediterraneo. Tuttavia, la sclerotizzazione e la corruzione dell'apparato amministrativo e dell'esercito, la mancata realizzazione di un'estesa rete di infrastrutture ferroviarie, portuali e stradali che andasse oltre Napoli e il suo circondario, l'isolamento diplomatico del Reame ebbero come esiti ultimi la sconfitta dell'esercito borbonico, la dissoluzione del Regno delle Due Sicilie e l'annessione al Regno di Sardegna. I saccheggi e i soprusi dei Sardo-Piemontesi sulla popolazione civile meridionale provocarono una recrudescenza su vasta scala del brigantaggio, che durò dal 1860 al 1870 e fu schiacciata soltanto con l'invio massiccio di soldati del Regio Esercito. Gli stabilimenti industriali presenti nel Meridione furono smantellati e trasportati al Nord o costretti a chiudere per mancanza di commesse statali.      

  • Sal
    Lv 6
    6 mesi fa

    La verità sta sempre nel mezzo , i neoborb. descrivono il Sud come un paradiso in terra i Savoiardi come l'inferno redento . I Savoia hanno portato , saccheggi e distruzione impoverendo il Sud con drenaggi fiscali e tassazioni fatte su misura per le province settentrionali , le stragi ci sono state , tutte molto efferate e contro una popolazione poco propensa ad essere rapinata dai nuovi venuti.

    Allo stesso tempo dipingere il Regno delle Due Sicilie come il paradiso in terra è falso , aveva una pecca enorme che era l''essere ancora uno stato che si reggeva su una sola persona il Re , non aveva istituzioni liberali per rendere stabile il potere dello stato come era avvenuto in Inghilterra e non erano stati risolti i problemi delle regioni pià povere come la Basilicata dove regnava la povertà e l'analfabetismo.

    Un Re inetto e debole come FrancescoII di Borbone ha fatto collassare lo stato con tradimenti , generali e funzionari comprati e diserzioni di massa di fronte ai garibaldini.

    Sintetizzando i Savoia hanno ridotto il sud ad una colonia saccheggiand , uccidendo e distruggendo ciò che non potevano rubare creando organizzazioni come la mafia assenti prima dello sbarco di Garibaldi , il regno delle due Sicilie era ricco ma governato male da persone incapaci che lo hanno consegnato quasi senza combattere nelle mani di Vittorio Emanuele II.

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