Specchio800 ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 1 mese fa

Anche voi credete che "diventeremmo come loro, se"...?

Capita spesso, quando si commentano fatti di cronaca nera e qualcuno augura che i criminali subiscano lo stesso male che hanno causato, che qualcuno ricordi che "diventeremmo come loro, se agissimo nello stesso modo".

E' proprio così, per voi?

Si può paragonare chi colpisce un colpevole che si è macchiato di delitti atroci con chi non ha avuto pietà di innocenti?

Il piano è veramente lo stesso, considerando che le ragioni sono diverse?

30 risposte

Classificazione
  • Serena
    Lv 7
    1 mese fa
    Risposta preferita

    Diventare come loro non direi, perché la persona buona (non so come altro definire chi non commette il male) mai farebbe volontariamente il male, cercherebbe invece giustizia e se la giustizia latita, una giusta vendetta, commisurata al male che è stato commesso. 

    Certo tale persona è sempre umana e può essere trascinata dal dolore,  dalla disperazione, dalla rabbia a commettere quella che io chiamo giusta vendetta. 

    E magari anche con estrema crudeltà. Ma tutto questo avrebbe una giustificazione comprensibile, mentre cosa possa giustificare chi fa gratuitamente e scientemente il male io proprio non saprei.

  • 1 mese fa

    Non ti posso dare troppi dettagli ma mi successe di trovare delle bruciature di sigarette  sulle braccia di un bambino che seguivo. Da quello che mi raccontarono dopo la psicologa l'educatrice  che lavoravano con me,  mi sentirono solo dire "io lo uccido" e mentre tentavo di raggiungere il padre in sala di attesa ricordo vagamente una di loro attaccata alla mia cintura che cercava di fermarmi e una davanti che mi urlava in faccia di fermarmi. Fortunatamente ci riuscirono. A freddo posso dire che ho avuto non solo l'intenzione di uccidere qualcuno ma che lo avrei assolutamente fatto se non mi avessero dato il tempo di ragionare. Non sono orgoglioso di questo anzi me ne vergogno, ero diventato come quella bestia.

  • Geo
    Lv 7
    1 mese fa

    Io probabilmente non faccio testo ma per me non hanno senso né il contrappasso né similia.

    Voglio dire che per me l'assassino non va assassinato. Sono d'accordo con quelli che citi, ma con una differenza, forse.

    Immagino che c'è chi voglia vendicarsi, ma non lo fa per non dover aver poi disistima di sé; io non sento nemmeno il bisogno di vendicarmi. Non mi porta nessun sollievo la vendetta.

    Se tu mi derubi e io non potrò riavere quel che è mio, m'interessa a quel punto "solo" che la cosa non si ripeta, non è che io abbia sentimenti di vendetta per il ladro.

    Se c'è un danno bisogna fare in modo che la cosa si fermi lì, basta.

    Io la punizione proprio non la comprendo se non serve per ottenerne qualcosa, se non serve per migliorare, e anche in quel caso mi repelle.

    Ercole uccise Caco, io non lo avrei fatto.

    Però... come sarebbe bello se non fossi vittima di certe sovrastrutture!

    L'infantile vendetta e la crudeltà mi rimetterebbero in pace con la Natura, mi ridarebbero il primigenio senso della vita che la civiltà vuole soffocare.

    E il mio prossimo mi comprenderebbe meglio, traendone vantaggio io con lui.

  • Rirì
    Lv 5
    1 mese fa

    Dipende se si ha una visione utilitarista della giustizia, oppure se si ha la visione di una giustizia retributiva, cioè una vendetta addomesticata, e bisogna ricordarsi di considerarla per quella che è prima di tutto: vendetta.

    Quindi bisogna chiedersi se è giusto addomesticare la vendetta, se può non essere selvatica, e renderla una istituzione, o qualcosa di "elevato" per forza, facendola venire dall'alto.

    Odiamo l'assassino, e non vogliamo svegliarci un giorno e scoprire che lo odiamo meno del giorno prima, giustamente. Altrimenti dovremmo ammettere che la nostra giustizia è imperfetta. Umanamente io capisco la vendetta, e molto. E so che non è nulla di puro, o di elevato, o di superiore, visivamente appagante sì, ma la "giustizia" (o quello che dovrebbe esserlo) è un'altra cosa.

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  • Provo a rispondere ma è un tema su cui non ho mai riflettuto molto. Non credo che "diventeremmo come loro se..." ma, secondo me, chi delinque deliberatamente sviluppa un tipo di pensiero "contro" le persone che non è presente in chi vive onestamente. Ovviamente le nostre menti restano malleabili e non escudo che in presenza di continui e pesanti condizionamenti possano cambiare ma spero che questi casi siano isolati o minoritari.

  • Boh
    Lv 7
    1 mese fa

    No, però sicuramente passeremmo anche noi dalla parte del torto, o meglio, avremmo la nostra quota di colpa se reagissimo contro chi compie delitti atroci, ma mossi unicamente da sentimenti di vendetta e di giustizia, non dalla cattiveria o dalla psicopatia. O meglio, sarebbe una cattiveria "giustificata" dalla vendetta e dalla sete di giustizia, non una crudeltà riversata su delle vittime innocenti.

    Poi, arrivare a comprendere il vissuto del carnefice, riuscire a provare pietà o empatia nei suoi confronti, per un passato di indicibili abusi e sofferenze è un conto, arrivare a giustificare un omicidio, uno stupro etc. è proprio un'altra cosa.

  • 1 mese fa

    Se si crede nella giustizia si sta superando l'emotivita' ed il " giustizialismo" di chi si ritiene deus ex machina del destino altrui. Credo che la maggior parte di noi ( fortunatamente) non sarebbe neanche in grado di attuare personalmente sadismo e violenza...potrei pensare una "ritorsione" tipo legge del taglione ma so che non sarei capace di attuarla, per spiegarmi. E' chiaro che la reazione ad un atto grave e' derivata dall'azione stessa e da chi l'ha innescata. Ma non avremmo creato una legislazione ad hoc...se avessimo pensato di poter fare tutto da soli ed in base ad impulsi emotivi. Piuttosto, credo che la sfiducia nella giusta pena ed un lassismo nelle istituzioni possa portare a covare certi sentimenti di rivalsa privata.

  • 1 mese fa

    No, non lo credo. Penso senza tante ipocrisie che chi commette il male debba essere adeguatamente punito. Non credo neanche lontanamente alla redenzione di chi si è macchiato di delitti terribili. Ergo, se la cosiddetta giustizia istituzionale non arriva, non mi sento di condannare chi se la fa con le proprie mani.

  • 1 mese fa

    Si, Specchio, ma infatti io la considero una idiozia assurda chi dice "ma così ti metteresti al loro livello".

    Ma manco per il cavolo, i criminali hanno commesso dei torti verso degli innocenti, se io quei torti invece li faccio verso i criminali, col cavolo che è la stessa cosa !!!!!

    Anzi, nei loro confronti gliene darei anche di più !!!!!

  • In verità diventeremmo anche peggio di loro, saremmo malati di controllo della giustizia. Hai in mente death note. Il protagonista è una "brava persona" che condannerà a morte prima i criminali, poi i nullafacenti, attraverso un quaderno caduto dal cielo ad un angelo della morte. Il quaderno della morte non risparmiai proprio nessuno, condanna anche lui a morte, per la scelta di averlo utilizzato, macchiandosi della morte dei criminali.

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