ciaociaio ha chiesto in Politica e governoEsercito · 1 mese fa

se gli usa erano comunisti e la russia capitalisti durante la guerra fredda ?

cosa sarebbe cambiato? invertiamo i ruoli e navigate con la vostra fantasia

1 risposta

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  • 4 sett fa
    Risposta preferita

    Se gli Stati Uniti fossero stati comunisti e la Russia fosse stata capitalista durante la Guerra Fredda? Bella ucronia, un po' improbabile ma proviamo... In America i milioni di reduci della Seconda Guerra Mondiale, tornati dal fronte europeo e dal Pacifico, trovano ad attenderli in patria disoccupazione, fame e miseria: insorgono, uccidono il Presidente e i milionari di Wall Street e instaurano una Federazione di Repubbliche Socialiste Americane al posto degli Stati Uniti. Nell'Unione Sovietica, Stalin muore improvvisamente subito dopo la vittoria dell'Armata Rossa nel conflitto. Il feldmaresciallo Zukov, a capo dell'Armata Rossa, prende il potere, fa incarcerare e fucilare dopo un sommario processo Molotov, Berija e gli altri dirigenti del PCUS, e dichiara il ritorno della Russia alla democrazia parlamentare, sotto il controllo provvisorio dell'esercito. L'NKVD e il PCUS sono disciolti. Il ritorno alla democrazia e al capitalismo permettono alla Russia di incrementare poderosamente il PIL con una crescita impetuosa, a due cifre, ogni anno. I giacimenti di petrolio e di gas naturale siberiani sono sfruttati ed esportati all'estero. Il ripristino della proprietà privata consente un incremento della produzione e la proverbiale creatività russa dà luogo a una fioritura culturale, economica, tecnologica, scientifica senza precedenti. La Russia invade l'Europa occidentale per evitare che cada sotto il controllo comunista americano (PCF e PCI sono molto forti in Francia e in Italia) e costruisce flotte di sommergibili nucleari e navi di superficie per difendersi dalla minaccia della Federazione di Repubbliche Socialiste Americane. Questa è sprofondata nell'anarchia: i negri, approfittando della situazione, si sono rivoltati contro i bianchi negli Stati del Sud reclamando la parità dei diritti civili e politici. Ciò ha portato a numerosi scontri con migliaia di morti e feriti: l'intervento dell'esercito porta a una seconda occupazione degli Stati meridionali e alla proclamazione dello stato di emergenza. I negri ottengono il diritto di voto e la fine della segregazione, ma le violenze continuano. I comunisti americani dichiarano di voler liberare il mondo dalla tirannide capitalista, per cui invadono il Messico e il Canada, costituendo l'Unione Socialista Panamericana. Il governo di Londra e l'ONU, con sede a Mosca, denunciano l'aggressione imperialista americana (certe cose non cambiano mai...). I comunisti statunitensi non se ne danno per intesi, anzi finanziano sottobanco i movimenti guerriglieri e anticolonialisti in Africa, in America Latina e in Asia. Tuttavia, negli ex Stati Uniti d'America si diffondono movimenti clandestini di dissidenza, grazie al supporto della Chiesa Cattolica e della Russia. Rivolte anticomuniste scoppiate nel Centro America e la crisi economica degli anni Settanta conducono al declino dell'Unione Socialista Panamericana e alla sua dissoluzione finale nel 1980.             

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