Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureLingue · 2 mesi fa

Studiare russo a 27 anni? ?

Ciao a tutti! Nonostante la mia (veneranda) età vorrei cimentarmi nel russo, è una lingua che da sempre considero affascinante... ovviamente non da autodidatta. Qualcuno di voi l'ha studiato? So che non è tra le lingue più semplici, ma parto con una buona base di latino e greco. A quanto sento dire, può essere un bel vantaggio. 

Aspetto di leggere le vostre esperienze :)

5 risposte

Classificazione
  • 2 mesi fa
    Risposta preferita

    Ciao, sapere il latino (più che il greco) aiuta moltissimo, dato che il russo funziona esattamente allo stesso modo: niente articoli, niente ordine fisso nella frase e tante declinazioni! I casi sono 6/7/8, a seconda delle considerazioni: nominativo, genitivo, dativo, accusativo e strumentale, più il prepositivo, che funziona come l'ablativo latino (si chiama prepositivo perché si accompagna sempre con le preposizioni e non appare mai da solo). 7 casi se si considera a parte il locativo, funzione svolta in realtà dal prepositivo; tuttavia svariati sostantivi hanno una desinenza diversa quando esprimono il significato di stato in luogo (proprio o figurato). 8 casi se si considera poi il vocativo: in altre lingue, es. polacco e serbo-croato, è un caso ancora produttivo, ma in russo esiste come "relitto" dello slavo ecclesiastico. Poche le parole che hanno un autentico vocativo, ma ci sono anche altre parole che hanno una forma di vocativo nella lingua parlata (es. "mamma", che sarebbe "mama" ma diventa "mam" quando i bambini cercano la madre). 

    Come in latino, preposizioni e verbi possono reggere uno o due casi (in base al significato), es. i verbi italiani "cambiare" e "tradire" si traducono entrambi con lo stesso verbo in russo, ma il significato cambia a seconda del caso usato (con l'accusativo hai "cambiare"; col dativo "tradire"). Questo, in un certo senso, permette di fare economia sul lessico e rende anche più trasparente la comunicazione (mi viene in mente il verbo "affittare" in italiano: "ho affittato una casa" è di per sé ambiguo, tant'è vero che si dice anche "ho preso/dato in affitto una casa" per togliere ogni dubbio: in russo l'uso dei casi aiuta a fare chiarezza). 

    A prescindere dall'età richiede parecchi sforzi, soprattutto all'inizio. Non è questo grandissimo incubo, o almeno: non lo è per me che ho studiato altre lingue slave che sono oggettivamente più difficili del russo (es. polacco). Il russo è complesso ma è anche piuttosto schematico grazie all'uso dei casi (per quanto ci siano, naturalmente, dei casi di irregolarità, come in tutte le lingue del mondo del resto). In polacco non puoi nemmeno studiare ogni singola declinazione a sé perché le irregolarità riguardano soprattutto le desinenze (ogni sostantivo andrebbe memorizzato a sé, es. i sostantivi maschili hanno genitivo singolare e locativo singolare non sempre prevedibili!). Dà le sue soddisfazioni però: è una lingua meravigliosa (almeno per chi la trova come tale), di non facile apprendimento, che apre a una cultura millenaria e a una letteratura ingiustamente sconosciuta (parecchia gente conosce Guerra e pace per sentito dire ma non sa chi sia Tolstoj, uno dei più grandi romanzieri non solo della letteratura russa ma della letteratura mondiale!!). Dostoevskij, col suo Delitto e castigo, ha avuto un impatto non indifferente sulla cultura mondiale (basti pensare a Hitchcock, che non è esattamente un pinco pallino qualsiasi, e al suo celebre e celebrato film "Nodo alla gola"); lo stesso Fantozzi è un personaggio che richiama una figura emblematica della letteratura russa, quella dell'uomo superfluo. E Paolo Villaggio non sembra neanche così poco conscio della cultura russa, basti pensare alla parodia della corazzata Potjomkin. Hai presente, poi, il personaggio di Filini, spesso additato come "civetta"? Beh, civetta in russo si dice... FILIN. 

    Tra gli aspetti culturali, almeno va considerato il cinema sovietico e le teorie (e pratiche) del montaggio, che non riguardano esclusivamente Ejzenstein (nome "sacro" che imparerai a pronunciare correttamente, non alla tedesca come si fa di solito!).

    Si tratta poi di una lingua pluricentrica: è ufficiale in Russia e Bielorussia, ma è ampiamente parlata in diverse zone dell'Ucraina ed è usata come seconda lingua in Estonia, Lituania e Lettonia (al supermercato la cassiera mi salutava nella lingua del posto all'inizio e in russo quando me ne andavo), nonché negli ex Paesi dell'URSS, in cui la gente ancora oggi parla perfettamente russo. 

    DIMENTICAVOOO

    Una cosa brutta: l'Università non basta. Io dopo la triennale mi ritenevo bravino col russo (dato che avevo voti alti e le lodi della lettrice), ma quando misi piede per la prima volta in un Paese russofono (ero a Riga) la gente avrebbe potuto parlarmi indifferentemente russo, arabo o cinese. Non avrei capito nulla in nessuno dei tre casi. 

    Questo perché la lingua che si studia in classe è sempre lontana da quella che è effettivamente la lingua parlata (pensa un po' a quegli stranieri che imparano a usare i pronomi egli ed ella e poi vengono qua e sentono usare i pronomi oggetto "lui" e "lei" come se fossero soggetto!!). Solo così ho imparato davvero il russo, ovvero vivendo e lavorando (LAVORANDO, scordati le borse di studio e altre cose simili: avevo troppe compagne di corso che dicevano "SONO BRAVA PERCHE' HO PASSATO 6 MESI A MOSCA A STUDIARE" per poi sentirsi consigliare dai docenti di passare, guarda un po', un semestre in Russia per migliorare la conoscenza della lingua: figurati la faccia dei professori quando si sentivano dire dagli studenti che questi c'erano già stati in Russia! Sono stato più volte testimone di queste situazioni imbarazzanti al termine di certi esami, pure della magistrale) dove il russo si parla. Una full immersion è obbligatoria (ma nel 2020 essere laureati e non aver fatto nessuna esperienza all'estero non ha senso a prescindere). 

    By the way, un consiglio di vita: non trascurare l'inglese per nessun motivo. Io parlo meglio il russo dell'inglese, ma lo conosco ugualmente e mi è stato comunque richiesto per lavorare all'estero (dato che ovunque tu vada ci sono sempre gli stranieri che non parlano la lingua locale, figurati se poi tale lingua è il russo). 

  • Anonimo
    2 mesi fa

    Non è età ma motivazione e tempo che puoi dedicare.... 

  • no amico a che scopo

    Fonte/i: nessuna
  • Anonimo
    2 mesi fa

    Io ho iniziato a studiare il russo da autodidatta 5 anni fa alla tenera età di 55 anni, ora sono appena entrato nel livello C1, cioè ho una conoscenza considerata avanzata.

    Avendo fatto latino e greco aiuta un pochino.

    Certo, la tua veneranda età è un grosso handicap, ma non perderti d'animo.

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  • ept
    Lv 7
    2 mesi fa

    più leggi leggi il sito "Russia Beyond" e più ti viene voglia di studiarlo

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