Anonimo
Anonimo ha chiesto in ViaggiAltre destinazioni · 2 mesi fa

Ma é vero che con le facoltá umanistiche si trova meno lavoro (sia all'estero che in Italia) rispetto a quelle scientifiche?

Ad esempio é vero che uno psicologo e un professore di lettere e filosofia hanno meno probabilitá di trovare lavoro (sia in Italia che all'estero) rispetto a un chirurgo o a un ingegnere? Come mai questa grande differenza? Esiste un paese dove invece le discipline umanistiche vengono valorizzate?

2 risposte

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  • 2 mesi fa

    Senza andare a scomodare le difficoltà delle varie facoltà, per le quali non sono d’accordo con l’altro utente, è semplicemente una questione di sbocchi e opportunità lavorative. Un laureato in lettere ha ben poche alternative all’insegnamento, un laureato in materie scientifiche ne ha molte di più! 

    Sulle difficoltà ci sarebbe molto da dire ed è sbagliato fare semplificazioni. Per farti un esempio, Io conosco una laureata in matematica, laureata con il massimo dei voti che ora lavora alle statistiche di una multinazionale, che se avesse studiato lettere avrebbe fallito miseramente perché non era portata (infatti è bravissima come matematica, ma è tutt’altro che una cima perfino quando si tratta di mettere insieme un discorso!). Tutte le materie sono facili per chi le ama e difficili se non ci si è portati. 

    Il discorso delle opportunità di lavoro invece non è legato alla valorizzazione, ma semplicemente a quel che il mercato richiede. È ovvio che poi la quantità di laureati in un campo o in un altro è un altro fattore che influisce nelle probabilità di trovare lavoro. 

    EDIT: possiamo risparmiarci i link, se vuoi te ne do a decine anche io che confermano il contrario di quel che sostieni a proposito di difficoltà!

    http://m.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/corri...

    La mente umana ha diverse attitudini, io ho a che fare ogni giorno con ingegneri nel mio lavoro e ti posso assicurare che molti di loro sono degli emeriti cretini al di fuori del loro campo! Uno potrà anche capire al volo complessi problemi matematici e poi fare la figura dell’ebete davanti agli scritti di Kant.

    Perché, ti svelo un segreto, anche le parole vanno capite e non imparate a memoria come dici tu. Chiediti perché il 60% degli italiani è analfabeta funzionale: forse proprio perché non hanno la capacità di capire che le parole hanno anche un significato! E ti assicuro che tra gli ingegneri con cui ho a che fare ce ne sono parecchi di analfabeti funzionali, che hanno proprio bisogno del disegnino!  Sentir dire che una laurea umanistica è tempo buttato non si può proprio sentire, come non si può sentire che basta ripetere a pappagallo. Facciamo finta che la tua sia stata solo una battuta infelice. Senza contare che la difficoltà nel conseguire una laurea dipende anche dalle Università. Prova a laurearti in lingue Straniere a Venezia o ad Urbino e poi mi dici. 

    Ma se tu sei convinto che le lauree scientifiche siano difficili e quelle umanistiche facili accomodati pure. Per me ogni laurea conseguita in università serie significa affrontare difficoltà. Quello che cambia è la propensione di un soggetto verso una o l’altra materia. 

    P.s. Come spiego che ci sono più lauree umanistiche? Perché è una materia meno noiosa!!! Le materie umanistiche non sono una scienza esatta, la risposta è proprio nell’articolo che hai postato, e proprio per questo affascinano di più! Io stesso, che ho un lavoro “tecnologico” sono affascinato da storia e letteratura. 

    Senza contare che ingegnere puoi diventarlo semplicemente studiando, prova a scrivere un libro se sei capace! O a diventare poeta! Vedi? È solo una questione di prospettive! 

  • 2 mesi fa

    Certo che è vero e il motivo è semplice: di laureati in settori scientifici non ce ne sono.

    Laurearsi in un qualsiasi ramo di Ingegneria è molto (ma molto) più difficile che laurearsi in Lettere o in Filosofia, questo perché non basta studiarsi a memoria libri su libri ma devi anche capire i concetti e saperli applicare. Credimi, comprendere i temi trattati in Analisi Matematica, Geometria Analitica, Fisica (quella dell'università è totalmente differente da quella del liceo), ecc. non è da tutti. 

    Per quel che riguarda Medicina il discorso è diverso, in quel campo bisogna mettere in conto il doppio degli anni di studio e in più devi essere predisposto (avere il cosiddetto "stomaco forte"). Serve molto studio e molta pazienza, niente a che vedere con le facoltà umanistiche che durano molto meno e sono anche decisamente meno faticose. 

    Questo concetto vale in tutto il mondo, non solo in Italia. Se vuoi trovare lavoro (abbastanza) facilmente e guadagnare devi andare su una facoltà scientifica, non c'è altro modo. Con le umanistiche sprechi solo anni perché (nel 90% dei casi) finisci comunque a fare un lavoro che non c'entra nulla con ciò che hai studiato, con l'aggravante che non hai neppure esperienza accumulata. A questo punto sarebbe meglio cercare subito un impiego dopo le superiori per poter accumulare esperienza da mettere nel curriculum. 

    @Pintupi: che gli indirizzi scientifici siano più difficili da portare a termine è un dato di fatto e lo confermano i numeri. 

    https://www.repubblica.it/scuola/2017/09/12/news/p...

    Come spieghi il fatto che i laureati in indirizzi umanistici siano molti di più? Fatti un anno a Ingegneria e poi ne riparliamo. 

    Nelle umanistiche è sufficiente darsi da fare e studiare per passare gli esami ma nelle scientifiche occorre anche comprendere, non basta ripetere a pappagallo ciò che è scritto sui libri. Un matematico può laurearsi in Lettere se vuole (farebbe fatica perché probabilmente si tratta di argomenti a cui non è interessato ma sarebbe comunque fattibile) mentre un professore di Italiano è quasi impossibile che possa prendere una laurea in Matematica (quasi perché potrebbe essere predisposto a quel ramo ma aver preferito orientarsi su altro). 

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