poldot ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 mese fa

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1) perché Ottaviano, dopo la vittoria su Marco Antonio non volle assumere ka carica di dittature? Qual era la sua massima preocupazione? 

2) Nel 27 gen. aC Ottaviano, con quale gesto ottenne? Che cosa cambiò da allora nello Staro romano?

3) Tre le diverse cariche attribuite ad Augusto quale gli conferiva potero militari? 

quale gli dava voce il capitolo nell’approvazione delle leggi? Quali cariche o poteri gli onorifici gli davano potere sul senato? 

Aggiornamento:

Stato*

Aggiornamento 2:

Poteri*

1 risposta

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  • 1 mese fa
    Risposta preferita

    1) Dopo la vittoria su Marco Antonio, nel 31 - 30 a.C., Ottaviano non volle assumere la carica di dittatore perché il suo prozio, nonché padre adottivo, Caio Giulio Cesare, si era fatto insignire del titolo di "dictator perpetuus" (dittatore a vita) pochi mesi prima di essere assassinato nella congiura delle Idi di Marzo (15 marzo 44 a.C.). Per questo motivo, Ottaviano evitò accuratamente sia il titolo di rex, sia quello di dictator, per non risvegliare brutti ricordi e per non essere accusato di aspirare alla tirannide dai Romani, cosa che lo avrebbe esposto inevitabilmente a congiure da parte dell'aristocrazia senatoria o a rivolte popolari.

    2) Ottaviano, nel gennaio del 27 a.C., rinunciò alla carica di console e simulò di volersi ritirare dalla vita politica per tornare a fare il privato cittadino. Il Senato invece lo supplicò di restare e gli conferì i titoli di Pater Patriae (Padre della Patria), Augustus e Princeps. Lo Stato romano, da allora, divenne di fatto una monarchia assoluta, anche se formalmente continuarono a esistere le antiche magistrature repubblicane.

    3) L'imperium proconsulare maius conferiva ad Augusto il comando supremo delle forze armate di stanza nelle provinciae non pacatae. Il titolo di Princeps gli dava voce in capitolo nell'approvazione delle leggi (era il primo a votare in Senato), mentre la tribunicia potestas rendeva la sua persona sacra e inviolabile. La censura (magistratura romana con il potere di radiare i senatori macchiatisi di condotta riprovevole) gli attribuiva il potere di eliminare dal consesso i senatori dissidenti o a lui ostili.   

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