Serena
Lv 7
Serena ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 1 mese fa

Meglio essere "comuni" piuttosto che "diversi " 🤔?

La diversità non fa soffrire?🥺

Ispirata ad una domanda di Geo.

Aggiornamento:

Sanguanel non tutti ci fanno il callo, non siamo tutti uguali. 

Aggiornamento 2:

Riri, malattia allo stesso modo comunque. Mi piace la tua analisi. 

Aggiornamento 3:

Grazie a tutti, le vostre risposte sono bellissime! 🤗

Aggiornamento 4:

Altre bellissime risposte! Grazie! 🤗

Aggiornamento 5:

Riri' la chiudo prima che me la segnalino. Grazie a te e a tutti per le bellissime risposte. 

Erano tutte veramente belle.

23 risposte

Classificazione
  • 1 mese fa
    Risposta preferita

    A voi piace essere circondati da persone prevedibili, mediocri, che non eccellono in nulla, o che non hanno nessuna caratteristica particolare se non quelle più frequenti, o che hanno solo idee trite già sentite? Non capisco...ne dubito comunque.

    E dubito che ne troverete molte di persone davvero così, se lo volete.

    La domanda è eccessivamente vaga.

    No, la diversità non fa soffrire, non sempre. Altrimenti Geo non avrebbe chiesto se "riusciamo a non provare l'insoddisfazione di aderire a un luogo comune", e in effetti perché dovremmo cercare di non provare quell'insoddisfazione, se in fondo la proviamo? Se desideriamo qualcosa di più, perché non desiderarlo?

    Inoltre penso che anche sentirsi comuni possa fare soffrire, e molto. Ci sono moltissime rappresentazioni nel cinema, nella pubblicità, nella musica, nell'arte, che dipingono la persona comune come qualcosa da superare, da scavalcare, il "fallito" e il succube dei più forti, la pecorella che si perde nel gregge e non lascerà mai nessun segno di sé, la semplice rotellina dell'ingranaggio. O anche solo quando qualcuno usa la classica espressione "italiano medio", di certo non si riferisce a qualcosa di buono. Il classico eroe da "sogno americano" ha come primo nemico da cui riscattarsi, proprio la mediocrità. La cosa più nonsense è che addirittura gli viene offerto un modello già pronto persino nell'essere speciale; perché guai se prova a credere in se stesso. Il sogno di scappare dalla normalità, come dalla diversità, può diventare malattia allo stesso modo comunque.

  • 1 mese fa

    Meglio essere se stessi sempre e comunque ciao.

  • Geo
    Lv 7
    1 mese fa

    Sì, l'aspirazione è la normalità, quando non è nelle tue corde.

    Sei in autobus di "amici", e tutti sono fatti della stessa sostanza, tutti socializzano in maniera semplice, ma tu sei distante anni luce e quelle persone le vedi... male, malino.

    E ne sei fuori.

    Un contrasto di sentimenti, quindi, e fra questi il dolore di non poter essere con loro, di sapere di essere soli e di non avere la liceità di esprimerti a piacimento, sapendo che sembreresti un marziano, incomprensibile.

    Ma non si può scegliere.

    Ti tieni il tuo essere diverso e aspetti di imbatterti nelle persone che ti possono capire.

    Per fortuna ci sono :-)

  • 1 mese fa

    Te lo garantisco : "Ci si fa il callo anche di questo".

    Alla lunga non ci badi piu, te ne strafreghi, soprattutto del giudizio altrui, e no, non ci soffri per niente (da giovanissimo, all'inizio si, dopo no). 

    L'importante è il rimanere sempre nella legalità, per tutto il resto te ne strafreghi assai dopo parecchi anni di ipotetiche "Stranezze" (le chiamano così nel mio caso, gli altri.).

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  • Anonimo
    1 mese fa

    Ceramente!

    Lo cantava anche Lucio Dalla:" ma la cosa eccezionale, dammi retta, è essere normale!"E' una benedizione essere normali.

  • 1 mese fa

    Direi diversi....se fossi tutti uguali il mondo sarebbe noioso

  • wanial
    Lv 7
    1 mese fa

    bella domanda peccato averla letta adesso e gia'chiusa

     la diversita'' e'una ricchezza...non a caso non a caso quando si parla di diversita'e di uguaglianza di parte sempre dal solito assunto. la Dichiarazione deiDiritti dell''Uomo e del Cittadino,per cui tutti gli uomini sono uguali, hanno gli stessi diritti, firitto alla vita, alla salute, alla liberta'' direlizzarsi secondo i loro desideri, i esprimere la loro opinione, di  scegliere la loro religione..e questi diritti non possono essere messi in discussione...in questo caso si puo'' di avere in comune qualcosa....ma non inteso nel fare le stesse cose a piacimento personale criticando gli altri o avendo timore che piaccia agli altri.....poi ormai sai come la penso, da che parte mi trovo sempre

    Chi giudica gli altri estraneo per altre abitudini, pensieri, modi essere, per poi far parte della massa , tenendo lontani i meno fortunati o chi ha malattie visibili...fanno parte della massa ma non hanno tutto in comunione con gli altri

  • Roby
    Lv 5
    1 mese fa

    Io per esperienza personale ti dico che preferisco essere diversa e non seguire il gregge, pensare con la propria testa ma si sa, chi è diverso è più sensibile e quindi messo da parte, per questo il mondo è ridotto così.

  • Anonimo
    1 mese fa

    @Sanguanel, aggiorno

    Non è solo il fatto d'imparare a non dare peso alle critiche, spesso è anche proprio lottare per non fare cose che altri danno per scontate. Sono polemiche, spiegazioni faticose, liti, a volte soccombere, per motivi vari. E fare cose che riteniamo di non dover fare ci pesa di più, non solo perché seccanti e più ma perché non dovute. E può essere più difficile trovare amicizie.

    Risposta 

    Concordo con la tua risposta alla domanda di Geo.

    Avere idee diverse può essere una lotta per non farsi imbrigliare oltre al fatto che anche solo parlare non è sempre facile. E ci si può sentire poco compresi.

    Le briglie nella vita ci sono già, mettici pure la gente e in certi casi il carattere ci porta a provare pietà e a sottostare.

    Comunque i diversi sono di solito più accettati delle diverse che, come minimo minimo, risultano strane. 

    Avere idee comuni può invece semplificare un poco la vita.

  • Ludo
    Lv 7
    1 mese fa

    Io credo che nessuno di noi sia comune ad altri. 

    Anche quello che sembra seguire le più comuni norme sociali, a guardarlo da vicino è più che unico nel suo genere, fosse anche per un singolo aspetto. 

    Credo che ci sia una buona dose d'ingenuità in coloro che definiscono gli altri "comuni" per il fatto di notare la semplice, superficiale apparenza. 

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